Il costo dell’Rc auto torna a crescere anche nel 2025: nel secondo trimestre il premio medio è salito a 415 euro. Un aumento contenuto, ma che conferma un trend di rialzo ormai consolidato.
Nonostante l’inflazione sia in rallentamento, i dati diffusi dall’IVASS mostrano come il prezzo medio delle polizze Rc auto continui a salire. Un andamento che pesa sulle tasche degli automobilisti, seppure con incrementi meno marcati rispetto agli scorsi anni.
Le cifre mettono in luce anche differenze territoriali ancora molto forti e una riduzione dell’uso di strumenti come la scatola nera, mentre le associazioni dei consumatori non hanno tardato a far sentire la loro voce.
Rc auto, aumenti nel 2025: tutti i dati in chiaro
Scegliere l’assicurazione auto giusta è importante. Secondo l’ultimo rapporto IVASS, nel secondo trimestre 2025 il premio medio Rc auto si è attestato a 415 euro, con un aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente.
In termini reali, al netto dell’inflazione, la crescita è pari al 2%. Si tratta di un incremento minore rispetto al primo trimestre (+4,1%) e nettamente inferiore al +7% registrato nel 2024, segnale di una certa decelerazione nel ritmo dei rincari. Tutto abbastanza in linea con i trend attesi per il 2025.
Nota positiva: rispetto al 2014, quando il premio medio aveva sfiorato i 500 euro, oggi il costo risulta più basso del 17,7%. Un dato che però non consola pienamente gli automobilisti, visto che l’andamento avviato tra il 2022 e il 2023 non sembra arrestarsi.
Unica eccezione riguarda l’assicurazione per motocicli e ciclomotori: rispettivamente 302 e 196 euro in media nel secondo trimestre, valori in calo rispetto ai primi tre mesi dell’anno.
Costo Rc auto: le differenze da Nord a Sud
Il rapporto IVASS conferma che il divario territoriale rimane marcato. A Napoli il premio medio sfiora i 600 euro, mentre ad Aosta si ferma a 333 euro: una differenza di 264 euro, sostanzialmente invariata rispetto a un anno fa. La forbice resta molto più stretta di quella del 2014, quando superava il 40%, ma continua a penalizzare chi vive in determinate aree del Paese. Nel confronto con il 2014, infatti, il divario si è ridotto di quasi la metà (-44,9%).
A livello provinciale, metà delle province italiane si colloca sopra la soglia dei 389 euro, mentre nel 25% più costoso si superano i 418 euro. Le variazioni annuali vanno dal +1,4% al +5,6%, con incrementi più alti ad Aosta, Roma e Viterbo. Oltre un terzo delle province mostra rincari superiori alla media nazionale.
Crescono gli sconti, diminuisce l’uso della scatola nera
Nel secondo trimestre del 2025 cala leggermente la diffusione della scatola nera, installata sul 17,2% delle auto contro il 18,1% di un anno fa. L’uso del dispositivo resta particolarmente diffuso in alcune province del Sud, come Caserta (56,7%) e Napoli (45,5%). Su base annua, però, si registrano cali significativi proprio in alcune di queste aree, con riduzioni a Caserta (-4,5%) e a Crotone (-3,9%).
Gli sconti continuano a rappresentare uno strumento importante: quasi il 92% dei contratti prevede una riduzione sul premio, con un valore medio di 217 euro. Gli sconti incidono per il 34% sul prezzo di tariffa, una quota più che raddoppiata rispetto al 2014. La componente commerciale rappresenta circa i due terzi dello sconto totale (66,9%), in lieve calo rispetto al 2024.
Le compagnie che operano con canale diretto presentano premi medi più bassi, pari a 371 euro (+1,3% su base annua), e hanno una quota di mercato dell’11,1%. Quelle che si affidano soprattutto al canale agenziale, invece, applicano premi medi più elevati, attorno ai 420 euro (+2,9% su base annua).








