Nel 2025 le auto elettriche saranno sempre più diffuse a livello mondiale. L’Italia non riesce però a stare al passo degli altri Paesi. Ecco tutti i dettagli dell’ultimo report.
Nonostante il boom di immatricolazioni di auto elettriche, l’Italia non è ancora al livello delle altre Nazioni per quanto riguarda le vendite in questo specifico settore dell’automotive. Il Bel Paese continua a rimanere indietro, se si valuta la diffusione delle auto elettriche negli altri Paesi europei. A fornire questa analisi è il nuovo report dell’International Energy Agency (IEA), che si è concentrato sulle tendenze di vendita globali del mercato dell’auto. Ecco quanto è emerso.
Nel 2025 le auto elettriche sempre più diffuse: i dati di IEA
Nel 2025 un’auto su quattro vendute a livello globale sarà elettrica, con oltre 20 milioni di veicoli a zero emissioni immatricolati. La quota di mercato delle auto elettriche è destinata a salire fino al 40% entro il 2030, spinta soprattutto dalla forte crescita in paesi leader come la Cina. A fornire questi dati è l’IEA, agenzia internazionale fondata nel 1974 da 29 Paesi per promuovere uno sviluppo energetico sostenibile, che ha analizzato le vendite di auto elettriche gobali e le prospettive future.
Nel primo trimestre del 2025, il mercato elettrico ha già segnato una crescita del 35% rispetto all’anno precedente. In Cina, i veicoli a propulsione pulita rappresentano quasi la metà delle nuove immatricolazioni, con vendite 2024 pari a quelle totali registrate a livello mondiale nel 2022. Negli Stati Uniti, le auto green costituiscono circa il 10% delle vendite, mentre in Europa la quota si attesta intorno al 20%, ma la crescita è stagnante, se non in lieve calo.
L’Italia è ancora lontana
Per quanto riguarda l’Italia, i dati recenti di Motus-E mostrano che le auto elettriche rappresentano solo il 5,07% delle vendite, sebbene in aumento rispetto al 2,76% dell’anno precedente. Questo posiziona il nostro Paese ben al di sotto di nazioni come Francia (18,18%), Germania (17,01%) e persino Spagna (6,98%), confermando la necessità di un’accelerazione nel settore per colmare il divario.
A determinare l’anomalia italiana, in un contesto europeo sempre più avviato sull’elettrico, è stata essenzialmente la mancanza di un programma incentivante stabile, un contesto generale poco incline alla transizione, il dilagare di luoghi comuni sull’auto elettrica e una sostanziale esclusione dalle agevolazioni delle flotte aziendali, che pure rappresentano un canale di vendita sempre più importante, oltre che un bacino fondamentale per alimentare il mercato dell’usato. Da menzionare anche la diffusione dei servizi di ricarica, con le colonnine non ancora diffuse capillarmente a livello nazionale.
Fonte foto: Sito ufficiale Dacia








