Da alcuni anni gli autobus a biogas sono sempre più diffusi e rappresentano un’ulteriore alternativa per un trasporto a bassissime o nulle emissioni inquinanti, grazie a sistemi innovativi che trasformano i composti organici in energia sostenibile.
Un esempio che ha attirato molte attenzioni è quello della città di Bristol, nel Regno Unito, dove è in funzione il Bio-Bus realizzato dalla società GENeco. Si tratta di un autobus del trasporto pubblico locale alimentato da un carburante ricavato da scarti alimentari e addirittura dalle feci umane.
L’utilizzo dei cosiddetti biocarburanti, che possono essere di svariata natura e uno dei quali è appunto il biogas, è un interessante segmento per incentivare la mobilità green e per un trasporto pulito nelle aree urbane. Inoltre, rende possibili molti altri impieghi, in certi casi sorprendenti. La biomassa utilizzata nella produzione di biocombustibili assorbe CO2 durante la sua crescita, bilanciando parzialmente le emissioni generate dalla combustione.
Biogas: come si crea il combustibile organico
Trasformando rifiuti organici in energia, gli autobus a biogas costituiscono quindi una significativa innovazione nel campo della mobilità sostenibile. Ma come è possibile produrre questo biocarburante? Si inizia con la raccolta di scarti alimentari, agricoli o fognari, che vengono poi sottoposti alla digestione anaerobica. È un processo naturale in cui microrganismi decompongono la materia organica in assenza di ossigeno, in appositi impianti: i biodigestori.
Il biogas prodotto durante tale procedimento consiste in carburante a elevato contenuto energetico e basso impatto ambientale. Una volta ottenuto, viene immagazzinato e utilizzato per alimentare motori appositi che emettono nell’atmosfera una quantità di CO2 drasticamente minore rispetto ai carburanti tradizionali.
Oltre a ridurre l’inquinamento, quindi, tali autobus contribuiscono a un ciclo virtuoso di economia circolare, in cui rifiuti che altrimenti finirebbero nelle discariche vengono valorizzati come risorsa energetica.
Autobus a biogas: l’esempio di Bristol
Il Bio-Bus di Bristol è un mezzo a biometano che può contenere 40 persone ed è in grado di eliminare fino al 97% le emissioni di gas serra. Il tutto grazie al trattamento annuo circa 75 milioni di metri cubi di liquami e 35.000 tonnellate di rifiuti alimentari. Ciò avviene nell’impianto della Wessex Water, nella città inglese del cui gruppo la GENeco fa parte. Parallelamente il sistema è di ausilio allo smaltimento dei rifiuti in discarica, il cui volume si riduce. La GENeco è stata la prima azienda nel Regno Unito a immettere gas di provenienza organica nella rete di distribuzione nazionale.
Il biogas non emette sostanze inquinanti pericolose. L’autobus che utilizza questo carburante non rilascia fumi tossici e contribuisce quindi a un ambiente più pulito. Questo è in netto contrasto con i veicoli tradizionali a diesel o a benzina, responsabili di significativi livelli di inquinamento. Con un pieno, il Bio-Bus può percorrere fino a 300 chilometri.
In tutta la Gran Bretagna sono già presenti altri autobus che funzionano con biogas ricavato da rifiuti zootecnici, quindi sostanzialmente con feci di mucca. Un approccio che non solo aiuta a ridurre le emissioni e a migliorare la qualità dell’aria, ma favorisce anche lo sviluppo sostenibile e l’occupazione locale.
Bus “verdi” in aumento anche in altri Paesi
Negli ultimi anni, il settore dei trasporti ha visto moltiplicarsi le introduzione di autobus a biogas. Una novità importante è l’accordo di collaborazione nato pochi anni fa tra Scania e Flixbus. Il produttore svedese di grandi veicoli e la compagnia tedesca di pullman extraurbani low cost puntano a implementare fino a 50 mezzi della flotta di bus a Bio-GNL (biogas naturale liquefatto) entro il 2025. L’obiettivo è ridurre fino all’80% le emissioni di CO2 sui collegamenti attualmente operati con veicoli diesel.
In Italia spicca l’esempio di Trento, dove gli autobus della rete urbana funzionano ormai in gran parte a biogas. Grazie al progetto avviato nel 2021 e reso possibile con un moderno impianto di produzione situato nel territorio provinciale.
Innovazioni come queste dimostrano che il settore dei trasporti può evolversi in modo ecologico, integrando tecnologie che coniugano efficienza energetica e rispetto per l’ambiente e contribuendo a una transizione ecologica sempre più urgente per contrastare il cambiamento climatico.








