Un itinerario on the road per scoprire Normandia e Bretagna in auto, tra paesaggi selvaggi, borghi sul mare e luoghi che hanno segnato la storia d’Europa. Dieci giorni di viaggio, per esplorare alcune mete imperdibili e tante altre meno note di queste due regioni.​

La Francia è una delle mete più interessanti per organizzare un viaggio on the road in Europa. Ma se molti scelgono il sud, optando per un road trip immersi nei profumi della Provenza, lungo la Costa Azzurra o sulle strade dell’Occitania, il nord del paese ha un carattere diverso, più spigoloso e profondo, che si svela lentamente.
Il nostro tour si concentra su due regioni affacciate sul Canale della Manica, che separa la Francia dalla costa del Regno Unito, e sull’oceano Atlantico: la Normandia e la Bretagna. Entrambe terre di alcune delle più popolari località francesi, in questo itinerario di dieci giorni abbiamo scelto di optare anche per qualche tappa meno battuta e vere e proprie gemme nascoste troppo spesso saltate nei classici tour. Magari non si potrà parlare di undertourism, ma non mancherà qualche piccola sorpresa: si parte da est, non lontano da Parigi, per poi spingersi via via verso ovest, fino a Nantes, passando per alcune delle località più scenografiche del paese. Partiamo!

Bretagna e Normandia: cosa sapere prima di partire

Le due regioni si trovano nel nord-ovest della Francia e si affacciano sul mare con lunghe spiagge di scogli, porti storici e baie di sabbia soggette a forti maree. La Normandia è forse più dolce nei paesaggi e segnata da una forte impronta storica: qui è dove sbarcarono gli Alleati verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. La Bretagna è invece più legata alla cultura celtica, alle leggende arturiane (più avanti vedremo qualche piccola chicca in merito) e a un paesaggio modellato dal vento e dalla salsedine.
Qualche consiglio prima di partire? Il clima è piuttosto instabile, con piogge improvvise anche in estate. Mentre le distanze tra una tappa e l’altra non sono mai troppo impegnative, e c’è ampio margine per qualche fuori rotta. Viaggiando in auto (ma anche in camper), poi, ci si può muoversi agevolmente tra costa e entroterra. Il viaggio è adatto a chi cerca natura, borghi storici e luoghi autentici, meno frequentati rispetto al sud della Francia, e a chi ama lasciarsi ispirare strada facendo.

Giorno 1: da Giverny ai villaggi e la natura del Parco della Senna Normanna

Abbazia di Jumièges

Il viaggio parte da Giverny, località lungo le rive della Senna ben nota ma sempre imperdibile, specialmente per gli amanti dell’arte. La casa di Claude Monet e il suo celebre giardino d’acqua, le ninfee e il ponte giapponese si visitano in un paio d’ore e offrono un primo assaggio della quiete e dei colori della campagna normanna. Qui si trova anche il Musée des impressionnismes Giverny, “museo dell’Impressionismo” dedicato ai più noti protagonisti di questa celebre corrente artistica, con opere non solo di Monet, ma anche di Édouard Manet o Pierre-Auguste Renoir.
Ma meglio non dilungarsi troppo a Giverny perché, invece della più prevedibile tappa a Rouen – città dove fu giustiziata Giovanna d’Arco nel 1431 – si prosegue verso il Parco Naturale Regionale delle Anse della Senna Normanna, una zona ricca di abbazie, villaggi rurali e incantevoli paesaggi fluviali. Tra le tappe consigliate ci sono lo scheletro dell’Abbazia di Jumièges (nella foto), tra le più suggestive della regione, e un tratto della Strada delle Chaumières, che attraversa borghi come Sainte-Opportune-la-Mare, La Haye-de-Routot, Aizier e Marais-Vernier, tutti caratterizzati da abitazioni tradizionali con tetti in paglia. Da non perdere Vieux-Port, piccolo borgo sempre affacciato sulla Senna, con case a graticcio e una passeggiata tranquilla lungo il fiume.

Giorno 2: Montivilliers e la costa segreta delle Dalles

Étretat, Normandia

Dal Parco della Senna Normanna si prosegue verso nord, attraversando paesaggi rurali che gradualmente si aprono verso la costa. La prima tappa è Montivilliers, a metà tra le più famose Étretat, Honfleur e Le Havre, tutte note città balneari lungo la costa francese. Cittadina tranquilla e lontana dalle grandi folle turistiche, è nota per la sua abbazia fondata nel VII secolo, un complesso ben conservato dichiarato monumento storico nel 1992, con un chiostro silenzioso, sale espositive e una chiesa ancora in funzione.
Terminata la visita, si lascia l’entroterra per raggiungere la costa tra Les Grandes Dalles e Les Petites Dalles, due borghi marinari affacciati sull’oceano, collegate tra loro da sentieri panoramici. Come le più famose falesie di Étretat (nella foto), anche qui sono passati importanti pittori impressionisti, da Claude Monet a Berthe Morisot, affascinati dalle alte scogliere di gesso bianco che caratterizzano il litorale. Passeggiando per Les Petites Dalles si possono ammirare diverse ville in stile Belle Époque e un piccolo promontorio da cui osservare l’orizzonte. È anche il momento giusto per fare un bagno (tempo permettendo) prima di ripartire. Piccola curiosità: pare che proprio qui trovasse rifugio ideale dalle folle anche la l’imperatrice Elisabetta d’Austria, più nota come Sissi. Non molto distante, a Sassetot-le-Mauconduit, si trova il Château de Sissi, splendida dimora storica dove effettivamente soggiornò l’Imperatrice.

Giorno 3: lungo le spiagge del D-Day

Colleville-sur-Mer

Si riparte con la costa sulla sinistra e una strada che alterna villaggi di pescatori a stazioni balneari, terreni agricoli e alti fari che dominano le scogliere battute dalle onde. È qui che, il 6 giugno del 1944, gli Alleati sbarcarono in Normandia. Oggi l’intera zona racconta quella pagina di storia, disseminando tra le spiagge memoriali, piccoli musei e cimiteri militari.
L’itinerario segue la costa in auto, toccando alcuni dei luoghi simbolo dello sbarco: Sword Beach, Juno Beach, Gold Beach. A Juno Beach, oltre al memoriale canadese, si trova un centro visitatori moderno e interattivo, spesso meno frequentato rispetto a Omaha o Utah, ideale se cerchi un’esperienza più raccolta e riflessiva.
Proprio a Bernières-sur-Mer potrai anche vedere la “Canada House“, una delle prime abitazioni liberate durante il D-Day (prenotazione obbligatoria).
Proseguendo, una sosta a è quasi obbligata: tra la vegetazione, si apre il cimitero americano (nella foto) con oltre novemila croci bianche rivolte verso l’oceano. Non distante, Pointe du Hoc offre uno scenario quasi lunare: il terreno, ancora segnato dai crateri delle esplosioni, conserva i resti delle postazioni tedesche e delle trincee, visitabili liberamente. Infine, ecco Sainte-Mère-Église, entrato nella storia per essere il primo villaggio liberato e famoso per il paracadutista, John Steele, rimasto impigliato sul campanile, avvenimento ripreso anche nel film Il giorno più lungo, uscito nel 1962. Oggi un manichino con divisa militare e paracadute è ancora visibile appeso alla chiesa.

Giorno 4: dall’hangar dei dirigibili alla costa selvaggia della Hague

Port Racine

La quarta giornata si apre con una deviazione decisamente insolita. A pochi chilometri da Carentan si trova l’Hangar à Dirigeables di Écausseville, l’unico hangar per dirigibili in cemento armato ancora esistente in Europa. Costruito nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, per ospitare i dirigibili francesi, è una straordinaria testimonianza di architettura industriale e bellica. Il museo, completo di video, fotografie d’epoca e modellini, organizza visite guide ed è liberamente accessibile secondo gli orari indicati sul sito.
Si prosegue poi verso nord-ovest, entrando in un altro mondo: la penisola della Hague. Le strade diventano strette, le colline scendono rapide verso l’oceano e il paesaggio si fa più aspro. A Saint-Germain-des-Vaux, si può scendere a piedi fino a Port Racine (nella foto), il più piccolo porto di Francia, tanto amato nientemeno che da Jacques Prévert. Un fazzoletto di barche ormeggiate tra muretti in pietra, mare calmo e qualche panchina per godersi il panorama. Poco distante, a Omonville-la-Petite, si può visitare la casa-museo del poeta e passeggiare nei Jardins en Hommage à Jacques Prévert, un piccolo giardino poetico a lui dedicato.

Giorno 5: sguardi insoliti sull’abbazia di

Mont Saint Michel, Normandia

Lasciata La Hague, si punta verso la baia dell’abbazia di Mont-Saint-Michel, meta famosissima annoverata tra i tesori Unesco imperdibile in qualsiasi viaggio, e confine invisibile tra le due regioni. Lungo la costa, si incontrano i belvederi della baia, come il Pointe du Grouin du Sud o il Bec d’Andaine, perfetti per ammirare il profilo del Mont-Saint-Michel da lontano, in una veste inedita e più calma, osservando l’alternarsi delle maree: uno spettacolo che cambia volto ogni ora, con l’acqua che sale o si ritira, isolando e poi riconnettendo il Monte alla terraferma. Una volta arrivati, si attraversa il ponte pedonale che collega l’isola alla costa e si entra nel borgo fortificato, tra scalinate strette e case medievali. L’abbazia benedettina, fondata nell’VIII secolo e arroccata in cima al promontorio, è un capolavoro gotico e romanico, visitabile in autonomia o con guida. Vale la pena salire fino alle terrazze superiori per ammirare la vista sulla baia a 360 gradi.

Giorno 6: Fougères, fiaba medievale nell’entroterra bretone

Fougères

Finalmente in Bretagna. Dopo giorni tra mare e scogliere, una deviazione verso l’interno porta a Fougères, una città-fortezza stranamente dimenticata in molti itinerari ma decisamente sorprendente, adagiata su una valle boscosa. Il castello medievale, fondato nel 1020, è tra i meglio conservati di tutta la Francia; domina la parte bassa del borgo: 13 torri e bastioni estesi su una superficie di oltre 2 ettari. Dai camminamenti di ronda si abbraccia con lo sguardo tutta la parte bassa della città. Vale inoltre la pena esplorare il centro storico con calma, tra vicoli acciottolati, piazzette e scorci sul fiume Nançon. Nella parte alta, merita una sosta la chiesa gotica di Saint-Sulpice, circondata da stupendi giardini fioriti, con il giardino pubblico – su tre livelli – che regala una vista spettacolare sul castello. Poco distante da Fougères, il Parc Botanique de Haute-Bretagne ospita oltre 7.000 specie vegetali in 24 giardini tematici: una tappa imperdibile per viaggi di primavera.

Giorno 7 – passeggiate nella foresta di Brocéliande, sui luoghi arturiani

Brocéliande

Nel cuore della Bretagna, la foresta di Paimpont (conosciuta anche come Brocéliande) è un luogo dove la realtà si intreccia con il mito. Secondo le leggende, qui vivevano Merlino e la fata Viviana, e molte delle storie legate a Re Artù trovano proprio in questi boschi la loro ambientazione. Si può iniziare la visita dallo Château de Comper, oggi sede del Centre de l’Imaginaire Arthurien, che propone percorsi tematici e mostre dedicate al ciclo bretone. Da qui partono diversi sentieri che attraversano la Val-sans-retour, la Fontana di Barenton, il castello di Trécesson, l’Hôtié de Viviane, la Tomba dei Giganti e la Fontaine de Jouvence, tutti luoghi legati leggende antiche e affascinanti, note ai più appassionati. Molto suggestivo è anche L’Arbre d’Or, un albero dorato (letteralmente) e opera di land art realizzata da François Davin nel 1991 come simbolo di rinascita della foresta dopo un devastante incendio.

Giorno 8: Vannes e il borgo fiorito di Rochefort-en-Terre

Rochefort-en-Terre

Lasciata la foresta di Brocéliande, si scende verso sud-ovest attraversando il cuore rurale del Morbihan. Una sosta consigliata è Rochefort-en-Terre, uno dei borghi più belli di Francia, celebre per i balconi fioriti, tipiche abitazioni in pietra, botteghe d’arte e il piccolo castello, oggi sede di mostre.
Nel pomeriggio si raggiunge Vannes, più celebre e vivace cittadina affacciata sul Golfo del Morbihan. Il centro storico è raccolto e affascinante, con ben 170 case a graticcio, bastioni medievali circondati da giardini fioriti, più un enorme parco di 15 ettari, e un animato mercato coperto (dove assaggiare frutti di mare freschi in una sala interamente dedicata).
La Cattedrale di Vannes, lunga 110 metri, è una delle più grandi della regione e custodisce le reliquie di Saint Vincent Ferrier. La zona del porto turistico è l’ideale per una passeggiata serale, mentre i Jardin des Remparts, lungo le antiche mura, regalano scorci suggestivi al tramonto.

Giorno 9: Domaine de Suscinio, il castello a due passi dall’oceano

Domaine de Suscinio

A una ventina di minuti da Vannes si trova Domaine de Suscinio, antica residenza ducale immersa tra paludi e dune sabbiose e castello tra i più affascinanti. Dopo la visita, si può passeggiare lungo i sentieri naturalistici che attraversano la riserva costiera fino alla spiaggia di Suscinio, perfetta per una pausa rilassante con vista sull’Atlantico. Lungo la strada verso Nantes, vale una breve sosta La Roche-Bernard, piccolo porto fluviale. Il ponte sospeso sulla Vilaine offre un bel panorama sul fiume, mentre il borgo conserva un cuore antico con botteghe artigiane, un belvedere panoramico e un’atmosfera tranquilla, ideale per una passeggiata o uno spuntino tranquillo prima di rimettersi in viaggio per l’ultima tappa del viaggio.

Giorno 10: ultimo giorno a Nantes

Trentemoult, Nantes: scopri il quartiere colorato sulla Loira | Moveo

L’ultima giornata inizia nel centro storico di Nantes, dove si può visitare il Castello dei Duchi di Bretagna, un’imponente fortezza rinascimentale che oggi ospita un museo moderno dedicato alla storia cittadina. Poco distante, la Cattedrale di Saint-Pierre-et-Saint-Paul si distingue per le sue alte volte e le facciate scolpite, che raccontano lo stile gotico in una delle sue espressioni più eleganti. Attraversando la Loira, si arriva sull’Île de Nantes, dove non può mancare una visita al Machines de l’île, parco artistico ispirato all’immaginario di Jules Verne e Leonardo da Vinci, è d’obbligo. Qui si può ammirare addirittura un elefante meccanico in movimento.
Nel pomeriggio si può rallentare il ritmo con una passeggiata nel Jardin des Plantes oppure ci si può spingere in direzione di Trentemoult, l’antico villaggio di pescatori oggi riconvertito in quartiere bohémien, con casette colorate e bistrot sul fiume. Chi resta in centro può godersi l’atmosfera vivace del quartiere medievale di Bouffay, tra locali alla moda e librerie indipendenti, o ancora respirare l’eleganza di Graslin, l’angolo più “parigino” di Nantes, con ampie piazze, teatri e caffè storici: luoghi perfetti per un ultimo pranzo prima del rientro.