Un itinerario nel foliage delle Foreste Casentinesi è il modo migliore per vivere l’autunno toscano: castelli medievali, monasteri silenziosi e boschi accesi di giallo, arancio e rosso sono pronti ad accoglierti.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si estende lungo il crinale dell’Appennino tosco-romagnolo, a cavallo tra Toscana ed Emilia Romagna. Qui si trovano alcune delle foreste più antiche d’Italia. Faggi, abeti, castagni e aceri coprono i versanti e nel cuore del bosco sorgono eremi e monasteri che i monaci abitano da quasi mille anni.
In autunno le foreste, per poche settimane, si accendono di infinite sfumature di giallo, rosso, verde e arancione: il periodo migliore per ammirare il foliage è tra le ultime due settimane di ottobre e le prime due di novembre.
In questo itinerario ti proponiamo passeggiate, visite culturali e soste a tavola per assaporare il meglio dell’autunno – castagne, funghi e polenta. Partirai dal borgo per salire verso la foresta, seguendo il filo conduttore dello scricchiolio rasserenante delle foglie secche che vengono calpestate.
La magia del foliage autunnale: itinerario tra le Foreste casentinesi
Da una tappa all’altra, la strada è parte dello spettacolo: tornanti, boschi che formano dei tunnel, scorci improvvisi sulla valle. Ecco il nostro itinerario tra la natura incontaminata delle foreste del Casentino.
Poppi, il borgo e il castello
Il percorso ha inizio a fondovalle, a Poppi, che sorge su un colle sopra l’Arno ancora giovane. Il borgo è di impianto medievale, tra portici e vicoli. Tutto è sorvegliato dal Castello dei Conti Guidi, in piazza della Repubblica, con la torre visibile già da lontano.
Il castello è quasi per intero aperto al pubblico, dalle prigioni alla torre campanaria. All’interno trovi la Biblioteca Rilliana e la Cappella con gli affreschi di Taddeo Gaddi. La parte più sorprendente è il cortile interno, con la scalinata e le pareti coperte di stemmi. Dalla torre il panorama autunnale sul Casentino appare come un mosaico di campi dorati e boschi color ruggine.
Il Castello cambia gli orari di apertura in base alle stagioni: in autunno è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. Il biglietto intero ha un costo di 10 euro, ridotto 7 euro.
L’Eremo e il monastero di Camaldoli
Da Poppi sali verso Camaldoli, dove l’aria si fa più fresca, gli abeti diventano altissimi e il rumore del mondo si abbassa. Intorno all’anno 1025 san Romualdo di Ravenna ricevette dal vescovo di Arezzo un terreno isolato nell’Appennino e vi fondò il Sacro Eremo, con la chiesa e le prime cinque celle. Da allora la comunità monastica non ha mai lasciato questo luogo.
L’Eremo è il luogo del silenzio e della solitudine: le celle dei monaci, ognuna con un orticello, sono disposte come piccole casette nel bosco. Il Monastero, più in basso, è il luogo dell’accoglienza. Qui si trovano l’antica Spezieria, dove da secoli si preparano erbe, liquori e prodotti di bottega, e l’ospizio che ha sempre accolto i viaggiatori.
Nell’Eremo puoi visitare la chiesa e vedere da fuori le celle e partecipare alle iniziative organizzate dai Monaci Camaldolesi, che puoi consultare sul sito ufficiale della Comunità. L’Antica Farmacia è aperta ogni giorno, escluso il lunedì.
I sentieri delle Foreste casentinesi
La rete di sentieri delle Foreste è fitta e ci sono percorsi per tutti i livelli, dalle passeggiate da un’ora ai trekking di una giornata intera.
La Foresta della Lama offre uno dei paesaggi più suggestivi in questa stagione: si raggiunge dal Passo dei Fangacci, lungo la strada che collega Badia Prataglia all’Eremo di Camaldoli.
Un’altra escursione è quella ad anello che parte dal Rifugio Fangacci, sale a Monte Penna e scende alla Lama lungo il sentiero degli “Scalandrini”: sono circa 3 km con 550 metri di dislivello.
Badia Prataglia
Se hai tempo, chiudi il giro a Badia Prataglia, frazione di Poppi nata a partire dal 986, anno della fondazione dell’Abbazia di S. Maria e S. Benedetto di Prataglia da parte di monaci benedettini provenienti da Montecassino e ancora più antica del Monastero di Camaldoli.
Qui si trova il Centro Visita del Parco, punto di partenza di molte escursioni guidate. È anche il luogo giusto per una sosta golosa: in autunno infatti nel borgo si svolge la festa della castagna, con stand gastronomici e prodotti artigianali del Casentino, nell’ambito della Festival del Fall Foliage nella Foresta della Lama, che quest’anno si svolgerà domenica 22 ottobre.
Come raggiungere le Foreste casentinesi
Il modo più pratico per raggiungere le foreste è l’auto, percorrendo l’A1 e uscendo ad Arezzo, da cui Casentino dista circa un’ora. Da Firenze puoi anche seguire la direttrice verso Pontassieve e poi salire in valle. Da Poppi le strade provinciali, ben segnalate, portano a Camaldoli e a Badia Prataglia.
Per partire con serenità, ti consigliamo di calcolare in anticipo il costo del pedaggio autostradale, così da avere sotto controllo il budget della gita, e di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello. Prima di metterti in marcia, controlla il traffico in tempo reale per scegliere l’orario migliore ed evitare i rallentamenti sull’A1.








