A Milano si sta discutendo la possibilità di introdurre biglietti ATM a tariffa maggiorata per i turisti. Un modello simile è stato già adottato a Venezia.

La Città di Milano e ATM stanno studiando la possibilità di aumentare i biglietti per i mezzi pubblici della città meneghina, ma solo per i turisti. L’idea è emersa durante una commissione congiunta a Palazzo Marino, dove l’amministratore delegato di ATM, Arrigo Giana, ha risposto alle domande dei consiglieri comunali suggerendo che questa potrebbe essere una soluzione valida. Ma ha precisato che la decisione spetta al Comune.

Biglietti ATM per i turisti con tariffe maggiorate: le ragioni

L’idea di tariffe differenziate per residenti e turisti potrebbe rappresentare un compromesso per evitare ulteriori aumenti per i cittadini, mantenendo al contempo un sistema di trasporto pubblico sostenibile e accessibile. Un bilanciamento dunque, che andrebbe incontro a chi vive la città ogni giorno. Emblematico è l’esempio di Venezia. Nella Serenissima il biglietto per spostarsi sui mezzi pubblici (inclusi i vaporetti) ha un costo differente da residenti a turisti: i primi pagano 1,50 euro, i secondi 9,50 euro.

Negli anni passati, gli adeguamenti tariffari deliberati dall’Agenzia di Bacino del trasporto pubblico locale hanno generalmente colpito i biglietti singoli e i carnet. Lasciando però intatti gli abbonamenti per proteggere gli utenti regolari.

Il biglietto di tre giorni è stato recentemente aumentato da 13 a 15,50 euro, mentre gli abbonamenti non sono stati toccati. Questa scelta è stata giustificata dall’assessora alla Mobilità, Arianna Censi, che ha sottolineato l’importanza di non gravare sugli abbonati.

Il “biglietto breve”: un’altra ipotesi al vaglio

Un’altra proposta sul tavolo è l’introduzione del “biglietto breve”, suggerita dal consigliere Carlo Monguzzi. Questo biglietto a prezzo ridotto coprirebbe solo 3-4 fermate, adattandosi alle nuove modalità di spostamento influenzate dallo smart working e dai cambiamenti nelle abitudini di viaggio.

Questo tipo di soluzione potrebbe intercettare molta gente che non usa i mezzi pubblici perché non vuole pagare la cifra intera, o ritiene troppo onerosi gli abbonamenti. Monguzzi ha evidenziato che il numero di abbonamenti è diminuito di 53 mila unità rispetto al 2019. In più, i passeggeri di ATM sono calati del 12%. Ciò indica la necessità di adottare misure più flessibili.

Tuttavia, al momento, non c’è ancora nessuna decisione ufficiale e la discussione continua a essere aperta.