Pasqua 2025 è l’occasione giusta per una fuga nei borghi più belli d’Italia: tradizioni antiche, riti suggestivi e paesaggi mozzafiato ti aspettano da nord a sud per un viaggio tra spiritualità, folklore e natura.
Con il Venerdì Santo si entra nel vivo della Pasqua, che quest’anno cade domenica 20 aprile, seguita dal tradizionale lunedì di Pasquetta: un’occasione perfetta per approfittare del primo ponte primaverile e organizzare gite tra i borghi più belli del nostro Paese.
È proprio nei borghi italiani, infatti, che la Pasqua trova una delle sue espressioni più autentiche: ogni paese, piccolo o grande che sia, custodisce usanze, storie e sapori che si intrecciano a un modo di viaggiare più lento e sostenibile. Ecco i borghi da non perdere a Pasqua 2025.
Pasqua 2025 nei Borghi più belli d’Italia: ecco quelli imperdibili
Se quest’anno la Pasqua è all’insegna dello slow tourism, questo è anche il momento giusto per scoprire alcune delle processioni più suggestive e tradizioni più antiche che ancora vivono in queste gemme del nostro territorio. Andiamo allora alla scoperta di alcuni borghi italiani che vale assolutamente la pena esplorare in queste vacanze pasquali.
Gromo (Lombardia)
Gromo, in provincia di Bergamo, in Lombardia, celebra la Settimana Santa con una delle processioni più scenografiche del Nord Italia. Il Venerdì Santo, il borgo si spegne e si accende di fiaccole e lumini ricavati da gusci di lumaca, in un gioco di luci che trasforma le vie in un percorso di raccoglimento.
La processione è accompagnata da simboli della Passione e culmina con la statua del Cristo morto, portata in spalla dai trentatreenni del paese. Infine, ci si riunisce per gustare la “maiassa”, una torta rustica di sapori antichi.
Castelsardo (Sardegna)
Incastonato su uno sperone roccioso a picco sul mare, Castelsardo è uno dei borghi marinari più affascinanti della Sardegna. Durante la Settimana Santa, il paese diventa teatro del Lunissanti, un rito antico celebrato il Lunedì Santo. La processione, guidata dalla Confraternita di Santa Croce, attraversa il borgo tra canti polifonici e fiaccole accese, creando un’atmosfera densa di spiritualità. Il percorso termina all’antico monastero di Tergu, in un crescendo di suggestione.
Accanto al misticismo della Pasqua, Castelsardo offre un patrimonio storico e naturalistico notevole: la Cattedrale di Sant’Antonio con la sua cupola maiolicata, il castello dei Doria o le affascinanti le Domus de Janas e la curiosa Roccia dell’Elefante. E, per chi vuole prolungare il soggiorno, le spiagge e i paesaggi del nord della Sardegna completano l’esperienza.
Ripatransone (Marche)
A Ripatransone, la Pasqua è un viaggio tra devozione e spettacolo. Dopo le processioni religiose del Venerdì Santo, la settimana successiva si anima con il celebre “Cavallo di Fuoco”, una manifestazione folkloristica che si svolge la domenica in Albis. Un grande cavallo in lamiera, carico di petardi e micce, attraversa le piazze del borgo tra fuochi e applausi, rievocando una tradizione nata nel Seicento.
Badalucco (Liguria)
Immerso nella verde Valle Argentina della Liguria, Badalucco conserva una tradizione pasquale tutta sua: lo Scotezzo. Proprio la domenica di Pasqua, dopo la messa, gli abitanti si sfidano nella piazza del paese con uova sode, cercando di romperle a vicenda in un gioco semplice ma coinvolgente.
Una tradizione pasquale unica, che diventa un momento di condivisione che unisce generazioni diverse, rinnovando il senso di appartenenza e allegria. Intorno, il borgo si svela con i suoi carruggi, le case in pietra e i profumi della Liguria più autentica.
Geraci Siculo (Sicilia)
Nel cuore delle Madonie, Geraci è un borgo montano sospeso tra storia e natura. Qui, la Pasqua si celebra anche con curiose ricette pasquali: gli “agnelli pasquali“, in realtà dolcetti a forma di colomba, vengono decorati con straordinaria precisione e sono un vanto del paese.
Ma Geraci è anche un luogo dove resistono tradizioni uniche e paesaggi incredibili: dai ruderi del castello bizantino al Salto del Ventimiglia – balcone panoramico sospeso nel vuoto – ogni angolo racconta un pezzo di Sicilia autentica.
Gesualdo (Campania)
Nel cuore dell’Irpinia, in Campania, Gesualdo celebra il Venerdì Santo con una rievocazione della Passione di Cristo che coinvolge l’intero centro storico.
Le strade medievali, il castello, le piazze diventano scenografia per scene viventi, interpretate con grande intensità dai figuranti del paese. Il corteo, accompagnato da fiaccole e musiche antiche e moderne, culmina con la crocifissione ai piedi del castello.
Vico del Gargano (Puglia)
A pochi chilometri dalle spiagge del Gargano, il borgo di Vico è un piccolo gioiello incastonato nella Riserva Naturale della Foresta Umbra. Il suo centro storico si anima durante la Settimana Santa con processioni che coinvolgono tutte e dodici le chiese del borgo.
Il Venerdì Santo è il cuore della celebrazione, tra liturgie e camminate penitenziali. Passeggiando tra i vicoli, si scoprono angoli nascosti e il Trappeto Maratea, antico frantoio oggi museo. E per chi ama i sapori pasquali, c’è il “cavocione”: calzone rustico ripieno di cipollotti, uvetta e acciughe, da gustare ancora caldo.








