Non si ferma la nuova ascesa del prezzo dei carburanti in Italia, in seguito alla fine del taglio delle accise ma anche all’evolversi della situazione internazionale dopo i recenti attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran. Facciamo il punto.
Per gli automobilisti, considerando che è ormai iniziato il periodo in cui molti si mettono in viaggio per le vacanze dell’estate 2026, non ci sono buone notizie. Con la fine dello sconto sulle accise, scattato dopo la scadenza della proroga al 3 luglio, il prezzo di benzina e diesel ha ripreso a salire.
A ciò si aggiunge un nuovo clima conflittuale in Medio Oriente, nonostante l’accordo USA-Iran di alcune settimane fa che aveva determinato un calo dei prezzi dei carburanti. Un quadro in cui il traffico navale nello stretto di Hormuz, da cui passa gran parte del petrolio mondiale, potrebbe tornare ad essere compromesso.
Prezzo carburanti in Italia: gli ultimi aggiornamenti
Secondo i dati dell’Osservatorio dei prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella data di mercoledì 8 luglio 2026 i prezzi medi in modalità self service sulla rete stradale nazionale sono:
- Benzina 1,855 euro al litro (+3 millesimi sul 7 luglio);
- Diesel 1,941 euro al litro (+6 millesimi sul 7 luglio).
Sulla rete autostradale:
- Benzina 1,945 euro al litro (+5 millesimi sul 7 luglio);
- Diesel 2,023 euro al litro (+11 millesimi sul 7 luglio).
Già rispetto ai dati dell’ultimo fine settimana relativi ai prezzi dei carburanti in rialzo, si registrano aumenti di svariati centesimi al litro in tutti i contesti stradali. In particolare, il gasolio in autostrada è tornato a superare i 2 euro al litro. Il trend è netto: con lo stop allo sconto sulle accise su benzina e diesel, fare rifornimento di carburante sta tornando molto dispendioso.
Prezzo carburanti in Italia: le regioni
A livello regionale, stando alle rilevazioni MIMIT aggiornate sempre all’8 luglio, fare il pieno di benzina costa più caro di tutti nella provincia autonoma di Bolzano con un prezzo medio di 1,898 euro al litro, mentre le Marche è la regione più economica con 1,832.
Stesso discorso per il diesel, con l’Alto Adige anche qui in vetta a quota 1,985 euro al litro e le Marche con i costi più bassi, 1,918 euro al litro. Ecco il quadro completo di regioni e province autonome, basato su modalità self service sulla rete stradale nazionale.
Benzina
- Bolzano: 1,898 € al litro;
- Basilicata: 1,882 € al litro;
- Calabria: 1,875 € al litro;
- Molise: 1,875 € al litro;
- Trento: 1,872 € al litro;
- Valle d’Aosta: 1,870 € al litro;
- Sicilia: 1,867 € al litro;
- Friuli-Venezia Giulia: 1,866 € al litro;
- Puglia: 1,866 € al litro;
- Campania: 1,865 € al litro;
- Sardegna: 1,861 € al litro;
- Liguria: 1,859 € al litro;
- Toscana: 1,855 € al litro;
- Abruzzo: 1,854 € al litro;
- Lazio: 1,849 € al litro;
- Lombardia: 1,849 € al litro;
- Umbria: 1,849 € al litro;
- Emilia-Romagna: 1,848 € al litro;
- Piemonte: 1,848 € al litro;
- Veneto: 1,839 € al litro;
- Marche: 1,832 € al litro.
Diesel
- Bolzano: 1,985 € al litro;
- Basilicata: 1,963 € al litro;
- Valle d’Aosta: 1,960 € al litro;
- Molise: 1,958 € al litro;
- Sicilia: 1,957 € al litro;
- Calabria: 1,956 € al litro;
- Trento: 1,953 € al litro;
- Friuli-Venezia Giulia: 1,951 € al litro;
- Sardegna: 1,951 € al litro;
- Liguria: 1,948 € al litro;
- Toscana: 1,946 € al litro;
- Puglia: 1,944 € al litro;
- Abruzzo: 1,942 € al litro;
- Campania: 1,941 € al litro;
- Lazio: 1,940 € al litro;
- Emilia-Romagna: 1,937 € al litro;
- Lombardia: 1,937 € al litro;
- Piemonte: 1,937 € al litro;
- Umbria: 1,933 € al litro;
- Veneto: 1,925 € al litro;
- Marche: 1,918 € al litro.
La reazione dei consumatori
Di fronte al ritorno del caro carburanti, le principali associazioni di tutela dei consumatori hanno lanciato l’allarme, chiedendo al Governo di valutare nuove misure di contenimento del prezzo dei carburanti in Italia, come quelle che negli ultimi mesi erano state introdotte tramite un decreto carburanti dopo l’altro. Ma non solo.
In alcune note ufficiali, il Codacons dichiara che “il mancato rinnovo del taglio delle accise costerà agli automobilisti italiani 1,4 miliardi di euro su base annua solo a titolo di rifornimenti di carburante sulla rete stradale e autostradale. Al di là dell’entità degli aumenti ai distributori, quel che preoccupa è che l’ondata di rialzi si sta registrando nel periodo in cui si intensificano gli spostamenti degli italiani legati al periodo estivo, e quando i consumi di carburante sono più elevati, aggravando così la spesa degli italiani per i rifornimenti“.
Federconsumatori punta invece il dito contro i fenomeni di speculazione. “Da troppi anni i cittadini sono costretti a subire l’intollerabile fenomeno della doppia velocità, con cui le compagnie aumentano i prezzi con estrema rapidità alla prima variazione al rialzo della materia prima, senza mai riallinearli adeguatamente al ribasso quando quest’ultima scende. Chiediamo al Governo e alle autorità di controllo di passare all’azione in maniera più determinata disponendo opportune sanzioni nei confronti di chi opera scorrettamente”, afferma il presidente Michele Carrus.








