Novità importanti per la RC Auto di veicoli storici e d’epoca: è in arrivo la cosiddetta polizza statica, con cui potranno godere di una disciplina speciale in termini di assicurazione di responsabilità civile. Scopriamo cosa cambia davvero.

Il 4 dicembre 2025 è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo relativo alla disciplina dell’assicurazione auto. Questo introduce vari cambiamenti in un settore che sta riscuotendo molta attenzione, anche per via dei premi in netta crescita ormai da tempo.

Negli ultimi giorni, infatti, hanno tenuto banco vari casi delicati. Tra questi, l’aumento dei forfait RC Auto, la nuova tassa sulle assicurazioni e la mozione alla Camera su equilibrio e trasparenza nelle tariffe. Approfondiamo ora le novità sulla RC Auto di veicoli storici e d’epoca.

RC Auto veicoli storici e d’epoca: le novità

Chi possiede auto storiche (e moto d’epoca) non avrà più la necessità di stipulare una tradizionale assicurazione per la responsabilità civile. Al suo posto saranno sufficienti polizze alternative che considerino il rischio statico, vale a dire il rischio che il veicolo possa causare danni anche se fermo o in esposizione (ad esempio per caduta da supporti, incendio, corto circuito).

Alla base di questa misura è il fatto che i veicoli d’epoca e di interesse storico e collezionistico hanno un minore tasso di incidenti stradali, essendo spesso esposti in spazi museali oppure mantenuti in garage. Ferma restando, ovviamente, l’obbligatorietà di un’assicurazione auto anche se ferma.

I veicoli storici in Italia sono, ad oggi, 309.899 (219.456 auto e 90.443 moto) e quindi, una volta entrato in vigore il decreto, potranno godere di una migliore polizza auto.

Auto storiche e auto d’epoca: la differenza

È opportuno ricordare la differenza tra auto storiche e auto d’epoca, così come per le moto, definita dal Codice della Strada. Anche se i due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, hanno in realtà un diverso significato.

Le auto d’epoca sono vetture cancellate dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), poiché destinate alla conservazione in musei o locali pubblici e privati. Sono dunque prive di requisiti e dispositivi adeguati alla circolazione. In caso di manifestazioni o raduni, devono disporre di autorizzazione e targa auto provvisoria. Per essere riconosciute come tali, le auto d’epoca devono avere almeno 30 anni.

Le auto storiche, invece, possono circolare e devono avere almeno 20 anni, conservando le originarie caratteristiche di fabbricazione. Sono definite veicoli di interesse storico e collezionistico di cui risulti l’iscrizione in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI. Questi registri certificano la data di costruzione e i requisiti tecnici.

Per entrambe le categorie sono previste esenzioni o riduzioni dell’assicurazione e del bollo auto.

Gli altri mezzi inclusi nel decreto RC Auto

Il decreto di Palazzo Chigi modifica inoltre le norme assicurative per alcune categorie di veicoli, che diventano così esenti dall’assicurazione tradizionale di durata annuale.

In primis figurano i mezzi ad uso stagionale, come ad esempio i motoscafi. I proprietari di questo tipo di veicoli potranno stipulare polizze di durata inferiore ai 12 mesi. Stesso discorso per auto e moto impiegate in competizioni sportive.

Infine, non dovranno più essere assicurati i veicoli in stato di rottame oppure quelli sprovvisti di parti essenziali per il corretto funzionamento, come ad esempio il motore. Tale deroga decade se le parti mancanti o danneggiate sono facilmente sostituibili o riparabili, come in caso di guasto al motore, ruote mancanti o batteria auto. In tutti questi casi la RC auto rimane sempre obbligatoria.