Niente voli Ryanair di martedì, mercoledì e sabato e in determinati orari. La compagnia irlandese simbolo del low cost è pronta a ridurre l’attività in conseguenza della crisi internazionale e dei suoi effetti sui carburanti. Cerchiamo di saperne qualcosa di più.
Al pari di quanto stanno programmando varie compagnie aeree d’Europa, anche Ryanair taglia i voli in vista dell’estate 2026, presumibilmente da giugno. Una prospettiva che va ad affiancarsi ad altri cambiamenti, come le nuove regole su check-in e imbarco bagagli dal prossimo autunno, lo stop a Ryanair Prime, le aggiornate misure del bagaglio a mano e quella che impone niente cani sui voli Ryanair.
Alla base di questo possibile piano di emergenza che dovrebbe diminuire la quantità di voli Ryanair nei prossimi mesi c’è l’ipotesi di aeroporti senza carburante nel continente a causa della carenza di cherosene. Una situazione che si affianca al consistente aumento dei prezzi di benzina e diesel che sta rendendo problematico fare rifornimento di carburante a chi viaggia su strada.
Voli Ryanair tagliati: cosa c’è di vero
L’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, nell’ambito di un incontro con i media presso il quartier generale di Dublino ha precisato che in questo momento non c’è ancora nulla di concreto riguardo ai voli cancellati. Tuttavia la crisi dei carburanti legata alla guerra in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz potrebbe presto indurre le compagnie a drastici rimedi.
Per quanto riguarda i voli Ryanair, gli aerei più a rischio sono quelli che rispondono a precise caratteristiche, in base alle quali sono considerati meno redditizi in quanto meno frequentati e impattanti sui movimenti:
- Martedì, mercoledì e sabato;
- Ore centrali della giornata;
- Rotte nazionali.
In particolare, l’idea alla base della cancellazione dei voli domestici è quella di incentivare il ricorso ai treni ad alta velocità. Una soluzione che, tra l’altro, favorirebbe la mobilità sostenibile e la riduzione delle emissioni di CO2. Ryanair punta a proteggere i collegamenti mattutini e pomeridiano-serali, con un occhio alla clientela business. Negli scenari più critici, Ryanair darà la priorità agli hub aeroportuali principali e ai voli verso le isole.
Aerei: si muove anche l’Unione Europea
In questo scenario, va tenuto presente che non c’è ancora una vera e propria emergenza jet fuel in Europa. Però, di fronte alle incertezze legate all’escalation in Medioriente e a ciò che ne è conseguito, è naturale che le compagnie preparino piani alternativi. Del resto, il prezzo del cherosene ha superato i 1.500 dollari a tonnellata, raddoppiando rispetto a febbraio.
Si sta muovendo anche l’Unione Europea, predisponendo apposite linee guida per sostenere le compagnie per la gestione di una possibile carenza di carburanti. Queste dovrebbero essere presentate nei prossimi giorni, come confermato anche dal commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas.
Il tutto si inserisce in una più ampia strategia di reazione agli shock energetici. L’obiettivo è evitare interruzioni nel traffico aereo, soprattutto in vista della stagione estiva. Tra i punti principali, misure anti-tankering (limitazione del carico extra di carburante a bordo), diversificazione delle forniture, limiti minimi obbligatori di cherosene, razionalizzazione degli slot aeroportuali, un osservatorio europeo sui carburanti e altro ancora.
Volo sovraffollato o cancellato: cosa fare
Con una riduzione dei voli Ryanair e non solo, potrebbe verificarsi un sovraffollamento degli altri. Un consiglio valido è sempre quello di arrivare in aeroporto in largo anticipo e di usufruire del servizio Fast Track per velocizzare l’accesso ai controlli di sicurezza.
In caso di volo cancellato o in ritardo per più di 3 ore, il Regolamento UE 261/2004 garantisce ai passeggeri una serie di agevolazioni. Tra queste, il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo, assistenza in aeroporto che può includere pasti, bevande, pernottamento e trasferimenti e, in alcuni casi e salvo circostanze eccezionali, compensazioni economiche.
È sempre opportuno conservare ricevute e comunicazioni ufficiali, utili per eventuali richieste di rimborso o reclamo.








