Domenica 7 dicembre 2025 segna la seconda domenica di Avvento: mancano esattamente 18 giorni al Natale. Questo periodo rappresenta un momento particolare per riscoprire il valore dell’attesa attraverso riti religiosi, usanze familiari e tradizioni regionali che rendono dicembre un mese speciale.

Il calendario segna domenica 7 dicembre 2025. È la seconda domenica di Avvento e mancano 18 giorni a Natale – e circa 15 per l’inizio delle vacanze natalizie. In questo periodo dell’anno, le città si riempiono di luci, preparativi e piccoli rituali che rendono l’attesa della festa altrettanto importante quanto la festa stessa. L’Avvento è più di un semplice conto alla rovescia: è un tempo di preparazione interiore che oggi passa anche attraverso gesti laici e familiari.

Dalle caselle del calendario dell’Avvento da aprire ogni mattina ai mercatini di Natale più belli d’Italia – e d’Europa – dal profumo dei dolci natalizi alle luminarie che trasformano i centri storici, dicembre diventa il mese in cui rallentare e concedersi momenti di condivisione. E l’Italia, con le sue molte tradizioni regionali, trasforma questo periodo in un mosaico di riti e usanze che variano da nord a sud.

Che cos’è l’Avvento e perché la seconda domenica è importante

L’Avvento comincia quattro domeniche prima di Natale. Nel 2025 è iniziato il 30 novembre e terminerà il 25 dicembre. Questo periodo liturgico prepara i fedeli alla celebrazione della nascita di Cristo, ma il suo significato va oltre la dimensione religiosa: rappresenta un invito a fermarsi, riflettere e accogliere ciò che sta per arrivare.

La seconda domenica di Avvento, prevede l’accensione della seconda candela della corona d’Avvento. Questa candela, tradizionalmente di colore viola, è chiamata anche candela di Betlemme o della fede. La corona d’Avvento, con le sue quattro candele che si accendono progressivamente domenica dopo domenica, è uno dei simboli più diffusi di questo periodo.

Nelle case italiane che seguono questa tradizione, ogni domenica diventa un momento di raccoglimento familiare: si accende una nuova candela, si leggono brevi passi o si condividono pensieri sul vero senso dell’attesa. È un gesto semplice, che trasforma il passare dei giorni in un percorso condiviso.

Come vivere questi 18 giorni

Con 18 giorni che ci separano dal Natale, ci sono molti modi per vivere questo periodo in maniera consapevole e appagante.

Riscoprire le tradizioni

Questo è il momento giusto per riscoprire le tradizioni della propria regione o del proprio territorio. Visitare un presepe vivente, partecipare a una processione locale, assistere a uno spettacolo di zampognari sono esperienze che permettono di connettersi con la cultura del luogo.

Tra gli eventi da non perdere in questo periodo, ti segnaliamo il Presepe sull’Acqua in Val D’Ossola, il Presepe Vivente tra i Sassi di Matera e il Presepe luminoso sul mare di Manarola, in Liguria.

Anche decorare casa con luci e ghirlande, allestire il presepe (magari coinvolgendo tutta la famiglia nella scelta delle statuine), acquistare o costruire il proprio calendario dell’Avvento o semplicemente preparare l’albero natalizio l’8 dicembre, seguendo la tradizione italiana, sono gesti che danno senso e profondità a questo periodo.

Visitare i mercatini di Natale

Un modo per entrare nel clima natalizio è visitare i mercatini di Natale che a dicembre animano piazze e centri storici di tutta Italia. Questa tradizione, nata nei paesi germanici, si è diffusa anche nel nostro Paese diventando un appuntamento fisso.

I mercatini più celebri sono forse quelli del Trentino. Bolzano ospita dal 1991 il Christkindlmarkt in Piazza Walther, con oltre 80 casette in legno che vendono artigianato, decorazioni, ceramiche e prodotti gastronomici locali come speck, strudel e zelten.

Anche Trento e Rovereto hanno mercatini importanti, così come Vipiteno, piccolo borgo che si trasforma in un villaggio fiabesco. Scendendo verso il centro Italia, Gubbio in Umbria si distingue per il suo mercatino nei giardini di Piazza Quaranta Martiri e soprattutto per l’albero di Natale più grande al mondo: un’installazione luminosa di 750 metri di altezza che viene accesa proprio il 7 dicembre.

Al Sud, invece, il Castello di Limatola in Campania ospita uno dei mercatini più scenografici d’Italia, mentre Matera organizza eventi natalizi che attraggono visitatori da tutta Europa. Anche città minori come Grazzano Visconti in Emilia Romagna, Viterbo nel Lazio e Agnone in Molise con la sua celebre ‘Ndocciata (fiaccolata con torce infuocate) propongono eventi che valorizzano le tradizioni locali.

Sempre al sud, particolarmente caratteristici sono i mercatini sul mare. Ma per chi viaggia con i bambini, non può perdere alcune delle esperienze natalizie più coinvolgenti: le Case di Babbo Natale in giro per l’Italia, la corte degli elfi e i mercatini delle Langhe, il castello di Babbo Natale nel piccolo borgo di Montepulciano.

I mercatini, in generale, si svolgono nei centri storici, cioè in zone a traffico limitato o dove è difficile trovare un posto auto libero. Per evitarti lo stress della ricerca, ti consigliamo di scaricare un’app che ti permette di individuare facilmente il parcheggio convenzionato più vicino a te e ai mercatini.

Preparare dolci della tradizione

Dicembre è anche il mese dei dolci natalizi. Ogni regione italiana ha le sue specialità che compaiono sulle tavole solo in questo periodo dell’anno.

Il panettone milanese e il pandoro veronese sono ormai diffusi in tutta Italia, ma accanto a questi colossi commerciali sopravvivono dolci regionali meno conosciuti. Gli struffoli napoletani, piccole palline di pasta fritta ricoperte di miele e confettini colorati, sono un classico del Sud. Le cartellate pugliesi, strisce di pasta modellate a forma di rosa e poi fritte e irrorate di miele o vincotto, rappresentano il Natale in Puglia.

In Toscana si preparano i cavallucci senesi e il panforte, mentre in Sicilia trionfano i cuccidati, biscotti ripieni di fichi secchi, noci e marmellata. Il torrone, che secondo la tradizione nacque a Cremona nel 1441 per il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, è presente su tutte le tavole natalizie italiane con infinite varianti regionali.

Preparare questi dolci è diventato per molte famiglie un rito che scandisce l’avvicinarsi del Natale: si tramandano ricette, si coinvolgono i bambini nell’impasto, si condividono i risultati con vicini e parenti.