Come è composta la targa automobilistica in Italia? E quante combinazioni sono possibili? In questa guida trovi tutte le risposte per comprendere la struttura del numero di targa e riconoscere i codici provinciali.

La targa serve per identificare in maniera univoca – insieme al numero di telaio – il veicolo. La sua combinazione di lettere e numeri viene poi registrata a nome del proprietario del mezzo al momento dell’ immatricolazione dell’auto  e può essere poi associata a un’altra persona, fisica o giuridica, in caso di passaggio di proprietà.

Costituita da una placca di metallo, negli ultimi anni si sta sperimentando l’applicazione di nuove tecnologie, come con le targhe digitali realizzate da Ford. Si tratta di dispositivi utili per rafforzare la sicurezza del veicolo e ampliare i servizi legati alle targhe, come, a esempio, i servizi di telepedaggio.

La struttura delle targhe italiane

Introdotte il 16 dicembre 1897, con il regio decreto n. 540, le targhe italiane hanno subito nel tempo varie trasformazioni. Una delle più importanti è stata quella del 1927 con la nascita del nuovo Codice della Strada che ha introdotto la sigla di due lettere per la provincia e una serie di numeri progressivi da 1 a 999.999, fino ad arrivare al 1998 con l’utilizzo di un formato comune per gli Stati membri dell’Unione Europea.

Da allora, la targa si presenta su fondo bianco con due bande laterali blu dove sono presenti diversi stemmi e sigle: a sinistra si trova lo stemma dell’Europa con 12 stelle gialle e la sigla automobilistica internazionale dello Stato di appartenenza del veicolo (la “I” indica la provenienza italiana); sulla fascia destra invece si possono trovare in bianco (è facoltativo) l’anno di immatricolazione e la sigla della provincia.

Nella parte centrale si trovano le cifre con lettere e numeri di colore nero che compongono il codice della targa. Vale la pena ricordare che gli schemi di composizione del codice non sono uguali per tutti e possono cambiare da Paese a Paese.

Come si formano le combinazioni delle targhe italiane

Le targhe italiane sono composte da una combinazione alfanumerica, di lettere e numeri, così suddivisa: due lettere, tre cifre e altre due lettere.

Le quattro posizioni destinate alle lettere possono essere occupate da 22 segni diversi dell’alfabeto, dalla A alla Z con l’esclusione delle lettere I, O, Q e U per evitare confusione con le altre lettere e con i numeri 1 e 0. I numeri, invece, sono utilizzati tutti senza distinzione.

Nella struttura del numero della targa, si mantengono fisse le prime lettere e quelle finali, ad esempio AA, e si aumentano progressivamente le cifre. Avremo quindi AA 000 AA, AA 001 AA, AA 002 AA e così via fino ad arrivare alla AA 999 AA.

Da qui si passa al cambio di lettera dell’ultima posizione a destra, quindi AA 000 AB e si continua la variazione delle cifre, sempre da 000 a 999, fino ad esaurire le possibili combinazioni ed arrivare all’altra lettera, ovvero AA 000 AC.

Arrivati alla combinazione AA 999 AZ, si assiste al cambio della penultima lettera da destra quindi avremo AA *** BA, AA *** BB, etc., proseguendo con le altre lettere fino al passaggio alla seconda lettera da sinistra, AB *** AA.

Targhe italiane: quante sono le combinazioni possibili

In totale, grazie all’introduzione nel 1993 di ulteriori sette caratteri che ha permesso un aumento delle variazioni, sono disponibili 234.256.000 possibili combinazioni che, secondo le stime, dovrebbero essere sufficienti per coprire circa 50 anni.

Ma non tutte le combinazioni con le lettere dell’alfabeto sono possibili per le targhe normali: esistono delle limitazioni per evitare confusione e scambi con altri gruppi.

Sono state create, infatti, delle targhe speciali che identificano determinate categorie di veicoli e che riportano la sigla seguita da un numero progressivo e altri codici, in due varianti:

  • Possono essere con la sigla in rosso su sfondo bianco e caratteri in nero, come CC (Carabinieri), EI (Esercito Italiano), MM (Marina Militare) e VF (Vigili del Fuoco).
  • Oppure possono presentare la sigla in azzurro su fondo bianco e caratteri sempre in nero, come le sigle CD (Corpo Diplomatico) e EE (Escursionisti Esteri).

Inoltre, visto l’utilizzo di alcune lettere per specifiche tipologie di targhe, come la Z per il formato quadrato e la possibile prenotazione di alcune lettere da parte delle forze dell’ordine ( la Y è destinata ai veicoli della Polizia locale), l’ultima targa prevista sarà la WZ 999 ZZ.

Informazioni utili sulle targhe italiane

Le targhe vengono realizzate dall’Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato, con stabilimento a Foggia e da qui distribuite con un sistema non centralizzato alle varie agenzie di zona che ricevono i singoli lotti. Per la produzione di utilizza una lastra di alluminio dove viene applicata una pellicola adesiva con le bande azzurre laterali e un’altra pellicola con proprietà retroriflettenti, anticontraffazione e con codici criptati che riporta il codice della targa.

Bisogna, inoltre, ricordare che non è possibile circolare con un auto senza targa. E che, in caso di smarrimento, furto della targa o deterioramento è possibile richiederne la sostituzione.

Per verificare la targa e risalire al luogo e all’anno di immatricolazione è possibile consultare i siti del Ministero dei Trasporti, della Polizia dello Stato e di Aci oppure il Portale dell’Automobilista, dove è possibile controllare anche altre informazioni sul veicolo.

I codici provinciali delle targhe italiane

Ecco la lista completa delle 110 sigle provinciali, divise per regione: sono indicate con una coppia di lettere, le stesse applicate nel settore postale e fiscale, a eccezione di Roma che presenta il nome intero. Le province autonome a Statuto speciale di Trento, Bolzano e Aosta presentano anche gli stemmi provinciali o regionali, che sono collocati sopra la seconda lettera del codice.

ABRUZZO
L’AquilaAQ
ChietiCH
PescaraPE
TeramoTE
BASILICATA
MateraMT
PotenzaPZ
CALABRIA
Vibo-ValentiaVV
Reggio-CalabriaRC
CrotoneKR
CosenzaCS
CatanzaroCZ
CAMPANIA
SalernoSA
NapoliNA
CasertaCE
BeneventoBN
AvellinoAV
EMILIA ROMAGNA
RiminiRN
Reggio-EmiliaRE
RavennaRA
PiacenzaPC
ParmaPR
ModenaMO
Forli-CesenaFC
FerraraFE
BolognaBO
FRIULI VENEZIA GIULIA
UdineUD
TriesteTS
PordenonePN
GoriziaGO
LAZIO
ViterboVT
RomaRoma
RietiRI
LatinaLT
FrosinoneFR

 

LIGURIA
GenovaGE
ImperiaIM
La SpeziaSP
SavonaSV
Verbano-Cusio-OssolaVB
LOMBARDIA
MilanoMI
PaviaPV
VareseVA
ComoCO
LeccoLC
LodiLO
Monza e BrianzaMB
SondrioSO
BergamoBG
BresciaBS
CremonaCR
MantovaMN
MARCHE
FermoFM
Pesaro-UrbinoPU
MacerataMC
Ascoli-PicenoAP
AnconaAN
MOLISE
CampobassoCB
IserniaIS
PIEMONTE
VercelliVC
VerbaniaVB
TorinoTO
NovaraNO
CuneoCN
BiellaBI
AstiAT
AlessandriaAL
PUGLIA
Barletta-Andria-Trani BT
TarantoTA
LecceLE
FoggiaFG
BrindisiBR
BariBA

 

SARDEGNA
Olbia-TempioOT
OgliastraOG
Medio CampidanoVS
Carbonia-IglesiasCI
SassariSS
OristanoOR
NuoroNU
CagliariCA
SICILIA
TrapaniTP
SiracusaSR
AgrigentoAG
CaltanissettaCL
CataniaCT
EnnaEN
MessinaME
PalermoPA
RagusaRG
TOSCANA
GrossetoGR
SienaSI
PratoPO
LuccaLU
LivornoLI
FirenzeFI
ArezzoAR
PisaPI
PistoiaPT
Massa-CarraraMS
TRENTINO ALTO ADIGE
TrentoTN
BolzanoBZ
UMBRIA
TerniTR
PerugiaPG
VALLE D’AOSTA
AostaAO
PadovaPD
VicenzaVI
VeronaVR
VENETO
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