Il nastro d’asfalto che corre da ovest a est nel Nord Italia viene spesso percorso in fretta, ma l’itinerario da Milano a Verona è in realtà un corridoio di straordinaria bellezza che merita di essere vissuto con lentezza e curiosità.
Lasciarsi alle spalle Milano per dirigersi verso la città dell’Arena significa correre lungo la spina dorsale culturale della Pianura Padana. Qui il paesaggio agricolo si intreccia con i corsi dei grandi fiumi e con la storia delle città. È un percorso in cui gradualmente cambia il paesaggio, dalla Lombardia verso il Veneto, attraverso siti UNESCO, castelli medievali e borghi incantati.
Tre tappe imperdibili nel viaggio da Milano a Verona
L’autostrada A4 ti porterebbe a Verona in due ore scarse, ma l’anima di questo itinerario si trova fuori dal casello, nelle città d’arte e nei borghi medievali che punteggiano il percorso. Per questa ragione il nostro consiglio è di calcolare in anticipo il costo del pedaggio autostradale per gestire il budget del viaggio senza sorprese.
Bergamo, la città dei due volti
La prima sosta che ti proponiamo nel percorso verso Verona è Bergamo, città dalla doppia anima: la Città Bassa, moderna e vivace, e la Città Alta, dall’impianto medievale. Per visitarla, puoi raggiungerla in auto posteggiando nel parcheggio di via Fiara o nella zona del Campanone oppure puoi partire da Bergamo Bassa sulla storica funicolare che, in pochi minuti, supera i terrazzamenti coltivati per approdare nel borgo storico. Qui sarai accolto dalle imponenti Mura Venete, un’opera di fortificazione lunga oltre cinque chilometri, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Piazza Vecchia è stata definita dall’architetto Le Corbusier “la piazza più bella d’Europa”: l’armonia delle architetture qui è assoluta. Il Palazzo della Ragione, la Torre Civica (il “Campanone“, che ogni sera alle 22 batte ancora 100 rintocchi) e l’elegante fontana Contarini creano una scenografia teatrale. Gli appassionati d’arte non possono perdere la Cappella Colleoni, capolavoro del Rinascimento Lombardo con la facciata in marmi policromi, e l’Accademia Carrara, una delle pinacoteche più importanti d’Italia. Bergamo è anche una tappa di gusto: tra i piatti da non perdere, i Casoncelli alla bergamasca, ravioli di pasta fresca ripieni di carne, amaretto e uvetta, conditi con burro, salvia e pancetta, simbolo della ricca tradizione gastronomica orobica.
Brescia, la Leonessa d’Italia
Proseguendo verso est è il turno di Brescia, una città che è stata Capitale della Italiana Cultura nel 2023 ma che allo stesso tempo guarda al futuro. Troppo spesso sottovalutata, Brescia custodisce il parco archeologico romano più vasto dell’Italia settentrionale, Brixia, dove il maestoso Capitolium, voluto dall’imperatore Vespasiano nel 73 d.C., si erge ancora con le sue colonne corinzie. Entrare nel santuario e trovarsi di fronte alla Vittoria Alata, la straordinaria statua in bronzo del I secolo d.C. recentemente restaurata e ricollocata nel suo contesto originario, è un’emozione potente che connette direttamente con la grandezza dell’Impero Romano.
Brescia è una città di contrasti armoniosi e stratificazioni storiche. A pochi passi dalle rovine romane si trova il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia, sito UNESCO che racconta la storia dei Longobardi attraverso chiese affrescate e tesori inestimabili, come la Croce di Desiderio. L’atmosfera cambia in Piazza della Loggia, capolavoro di architettura rinascimentale in stile veneziano, dove l’orologio astronomico con i Macc de le ure scandisce il tempo dal 1550. Sali infine al Castello, il Falcone d’Italia, per goderti il panorama da una delle fortezze più grandi d’Europa, e chiudi la tappa a Brescia con uno dei suoi piatti tipici in un’osteria oppure in un cocktail bar con l’aperitivo bresciano per eccellenza, il Pirlo.
Borghetto sul Mincio, un borgo da fiaba
L’ultima tappa prima di arrivare a Verona abbandona i grandi centri urbani per un’atmosfera decisamente più romantica e bucolica. Borghetto sul Mincio, frazione di Valeggio, sembra galleggiare sull’acqua. Il borgo è costituito da un pugno di case e dagli storici mulini ad acqua, alcuni dei quali ancora funzionanti, costruiti direttamente sul fiume Mincio. L’impatto visivo è quello di una fiaba, con il rumore costante dell’acqua che scorre tra le ruote dei mulini e sotto le fondamenta delle case adornate da fiori colorati.
Il borgo è attraversato dal Ponte Visconteo, una straordinaria diga fortificata costruita nel XIV secolo e lunga ben 650 metri, che si collega al Castello Scaligero che svetta sulla collina. Passeggiare sul ponte o perdersi tra i vicoli del borgo al tramonto offre scorci di rara poesia, perfetti per gli amanti della fotografia. Borghetto è famoso anche per una squisitezza: il Nodo d’Amore. Sono i celebri Tortellini di Valeggio, una pasta ripiena sottilissima (detta “sfoglia di seta”) la cui forma ricorda il nodo di un fazzoletto, che, pare, rimanda all’amore tra una ninfa del fiume e un soldato. Fermarsi in una delle trattorie affacciate sul fiume per gustare un piatto di tortellini in brodo o al burro fuso è il modo più gustoso per riprendere il viaggio e raggiungere Verona.








