Il viaggio da Torino a Courmayeur, con le giuste soste, è una salita lenta verso le maestose Alpi, tra città romane, castelli medievali e vette che si fanno sempre più vicine a ogni chilometro.

La strada da Torino verso Courmayeur risale tutta la Valle d’Aosta seguendo il corso della Dora Baltea, in un paesaggio che cambia chilometro dopo chilometro: le colline piemontesi lasciano spazio a pareti rocciose sempre più ripide, mentre i vigneti terrazzati annunciano l’arrivo in una delle regioni alpine più belle d’Europa. Il percorso, che si snoda per circa 145 chilometri lungo l’autostrada A5 Torino-Aosta-Monte Bianco, la via più rapida per raggiungere una delle mete sciistiche ed escursionistiche più celebri d’Italia, e diventa un’occasione per scoprire un territorio dove ogni borgo custodisce un castello, una leggenda o un pezzo di storia. Lungo la strada si alternano città di fondazione romana, manieri medievali e vallate che si stringono sempre di più, fino a quando il Monte Bianco appare all’orizzonte.

Per affrontare il viaggio senza pensieri, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello, comodo soprattutto nei weekend di alta stagione sciistica. Ti sarà utile anche calcolare in anticipo i costi del pedaggio, così da organizzare al meglio il tuo budget di viaggio, e controllare il traffico in tempo reale prima di partire, per evitare rallentamenti lungo la valle nei giorni di punta.

Cosa vedere nel viaggio da Torino a Courmayeur

Tra Torino e Courmayeur si passa attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi del Piemonte e della Valle d’Aosta, ognuno con le proprie peculiarità. Ecco tre tappe che meritano una sosta durante l’itinerario.

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Ivrea

Poco dopo aver lasciato Torino, la prima tappa che ti proponiamo è Ivrea, città che racchiude nel suo centro storico duemila anni di storia e un capitolo fondamentale dell’industria italiana del Novecento. Il centro antico, su un’altura, custodisce la Cattedrale di Santa Maria Assunta, di origine millenaria, e il Castello di Ivrea, l’imponente fortezza dalle torri rosse fatta costruire nel 1358 da Amedeo VI di Savoia.

Poco distante si estende la città industriale di Ivrea, dichiarata Patrimonio UNESCO dal 2018 per il progetto urbanistico e sociale voluto da Adriano Olivetti. Lungo Corso Jervis si susseguono le Officine ICO, con le facciate in mattoni rossi e vetro, insieme al Centro dei Servizi Sociali e ad altri edifici che testimoniano un modo di concepire il lavoro all’avanguardia per l’epoca. Il MAAM, museo a cielo aperto che si snoda per quasi un chilometro, permette di ripercorrere a piedi questa straordinaria utopia industriale prima di rimettersi in viaggio verso la Valle d’Aosta.

Castello di Fénis

Entrati in Valle d’Aosta, una breve deviazione conduce al Castello di Fénis, probabilmente il maniero medievale meglio conservato d’Italia. Con la doppia cinta di mura merlate, le torri quadrate e cilindriche e il profilo riconoscibile, il castello fu residenza della potente famiglia Challant tra il XIV e il XV secolo.

L’interno custodisce cicli di affreschi gotici tra i più importanti del Nord Italia, che decorano il cortile centrale con il loggiato in legno a due piani. Da non perdere anche il Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione, non lontano dal castello, dove circa ottocento oggetti tra sculture e manufatti raccontano la vita quotidiana e le arti tradizionali della regione. Se hai un po’ di tempo in più puoi proseguire con un’escursione fino all’Eremo di Saint-Julien, immerso nei boschi poco sopra il paese.

Aosta

Risalendo ancora lungo la valle si raggiunge Aosta, capoluogo che conserva uno dei centri storici di epoca romana meglio preservati dell’arco alpino. L’antica colonia di Augusta Praetoria, fondata nel 25 a.C. per celebrare la vittoria sui Salassi, si rivela subito attraverso l’Arco di Augusto, che accoglie i visitatori in perfetto asse con il ponte romano e la Porta Praetoria.

Passeggiando nel centro pedonale si incontrano il Teatro Romano, con la facciata meridionale alta ventidue metri, e il Criptoportico Forense, la galleria sotterranea che un tempo sosteneva il foro cittadino. La Cattedrale di Santa Maria Assunta e la vicina Collegiata di Sant’Orso, con il campanile romanico e il chiostro finemente scolpito, completano un itinerario che intreccia epoca romana e Medioevo in poche centinaia di metri.

Da Aosta, gli ultimi chilometri verso Courmayeur attraversano una valle che si fa sempre più stretta e selvatica, fino a quando, superata l’ultima curva, appare il versante italiano del Monte Bianco, con le pareti di roccia e ghiaccio che annunciano l’arrivo ai piedi del tetto d’Europa.