Secondo le statistiche gli italiani adorano girare in bici o in monopattino in città eppure la mobilità sostenibile nel 2026 arranca: la ricerca che conferma il trend e le ragioni dietro queste scelte. 

Gli italiani amano girare in strada con bici e monopattini? A quanto pare sì, ma la mobilità sostenibile non decolla. È il quadro paradossale delineato dall’Osservatorio Audimob di Isfort grazie alla ricerca “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani“.

Ma quali sono i dati dettagliati? E quali le previsioni per il futuro?

Scopriamolo insieme.

Mobilità sostenibile 2026: le statistiche sugli italiani in bici e in monopattino

Secondo la ricerca, presentata durante la prima giornata di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti a Roma e nel primo giorno della Settimana Europea della Mobilità 2026, gli italiani mostrano una crescente attrazione verso biciclette e monopattini, ma l’automobile continua a essere il mezzo più utilizzato, anche per gli spostamenti di breve distanza.

Nel 2025, al Sud Italia il 65% dei viaggi è stato effettuato in auto, una quota che nei piccoli comuni dell’intera Penisola arriva a sfiorare il 75%. Complessivamente, l’automobile ha rappresentato più del 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico è rimasto al di sotto del 10%.

Un indicatore particolarmente significativo è l’Indice di mobilità sostenibile (Ims), elaborato da Isfort sulla base della quota di spostamenti effettuati a piedi, con mezzi di micromobilità, servizi di mobilità condivisa e attraverso il trasporto pubblico. Nel 2025 l’indice si è attestato al 34%, un valore sostanzialmente analogo a quello rilevato nel 2000.

Il dato evidenzia come, nell’arco di 25 anni, la sostenibilità complessiva della mobilità italiana non abbia registrato progressi particolarmente significativi. A incidere è soprattutto la forte presenza dell’auto privata, che continua a essere utilizzata anche quando le distanze da percorrere sono contenute.

La struttura degli spostamenti conferma questa tendenza: oltre l’80% dei viaggi si sviluppa entro un raggio di 10 chilometri e l’85% ha una durata inferiore ai 30 minuti. Nonostante le distanze ridotte, nel 2025 il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri è stato effettuato in automobile.

Noleggiare una e-bike nelle principali città italiane:
leggi le guide di Moveo


Le differenze tra generazioni diverse

Il report mobilità sostenibile 2026 ha messo a confronto anche le preferenze di generazioni di italiani diverse. Il trasporto pubblico, in particolare, registra una diffusione nettamente maggiore tra i giovani, con una quota del 15,4%, rispetto al 5,2% rilevato nelle fasce d’età più mature.

Secondo l’Osservatorio, le donne ricorrono maggiormente a modalità considerate più sostenibili, soprattutto per gli spostamenti a piedi, con i mezzi pubblici e attraverso i servizi di bike sharing.

Tuttavia, l’automobile conserva un ruolo centrale nella quotidianità e non viene utilizzata soltanto per raggiungere il luogo di lavoro o affrontare percorsi di media e lunga distanza. Il ricorso all’auto rimane infatti significativo anche per la gestione delle esigenze familiari e per gli spostamenti di prossimità.

Quali sono le previsioni per il futuro per la mobilità sostenibile in Italia?

Se i dati 2026 per la mobilità sostenibile non sono incoraggianti, il futuro potrebbe essere decisamente migliore. Infatti, le statistiche sulle intenzioni degli italiani mostrano una possibile evoluzione delle abitudini. Il 23,8% degli intervistati ha dichiarato di voler ridurre l’utilizzo dell’automobile, mentre il 12,9% prevede di aumentarne il ricorso.

Indicazioni ancora più marcate emergono per le modalità di trasporto sostenibili. Il 36,3% degli italiani vorrebbe utilizzare maggiormente il trasporto pubblico, contro il 9% intenzionato a ridurne l’impiego. Per la bicicletta, invece, il 38,2% degli intervistati manifesta l’intenzione di utilizzarla più frequentemente.

Inoltre, lo studio prende in considerazione anche l’Indice di Propensione al cambio modale (Pcm), un parametro che misura la differenza tra la percentuale di cittadini intenzionati ad aumentare l’utilizzo di un determinato mezzo e quella di chi, al contrario, vorrebbe ridurne il ricorso.

Nel 2025 il valore dell’indice rimane negativo per l’automobile, a -10,8, mentre risulta positivo per il trasporto pubblico (+13,8) e, soprattutto, per la bicicletta (+25,2). I dati indicano quindi la presenza di una potenziale domanda di cambiamento nelle abitudini di mobilità, particolarmente evidente per la bici e il trasporto pubblico. Anche i servizi di sharing mostrano una crescita, con un incremento dell’indice di 2,5 punti.

Insomma, ci sono ottime prospettive all’orizzonte, tuttavia bisogna ricordare che la disponibilità a cambiare non coincide necessariamente con una trasformazione immediata dei comportamenti.