Conosciuta come la perla del Sannio, Sant’Agata de’ Goti sorge su un costone tufaceo alle falde del Monte Taburno, in Campania. Suggestivo borgo medievale di origini romane, possiede un ricchissimo patrimonio storico e culturale che le ha valso la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

In provincia di Benevento, nel cuore del Sannio, sorge Sant’Agata de’ Goti, suggestivo borgo-presepe a 159 metri sul livello del mare. Tra i vicoli antichi e le numerose chiese, il borgo si disvela come un prezioso scrigno pieno di storia. La parte più antica è arroccata su una roccia di tufo a picco sui fiumi Martorano e Riello. Già Saticula, città sannita, fu poi colonia romana e gotica, e conserva tutte le tracce delle culture che l’hanno attraversata.

Una passeggiata a Sant’Agata de’ Goti

A Sant’Agata de’ Goti si trova un ricco patrimonio di chiese – dieci solo nel centro storico. Tra queste il Duomo, fondato nel 970, e la chiesa di San Menna, con il presbiterio rialzato e i mosaici cosmateschi tra i più antichi del Sud Italia. Da visitare anche il Palazzo Vescovile, che custodisce il Salone degli Stemmi con 68 effigi vescovili e cimeli di Sant’Alfonso Liguori.

Il territorio è attraversato dall’acquedotto Carolino (Patrimonio dell’Unesco), un capolavoro di ingegneria idraulica voluto da Carlo di Borbone per alimentare le fontane della Reggia di Caserta. Lungo i suoi 38 km, per lo più interrati, si incontrano i Ponti di Valle, visibili da Valle di Maddaloni. Da Longano, frazione di Sant’Agata, è possibile raggiungerne le maestose arcate e osservare i 67 torrini, strutture piramidali progettate per l’ispezione e la ventilazione dell’acquedotto.

La chiesa dell’Annunziata

Le chiese sono il punto di partenza ideale per scoprire il borgo di Sant’Agata de’ Goti. Tra queste, la Chiesa dell’Annunziata, proprio all’ingresso del paese, rappresenta un’importante testimonianza medievale. Eretta nel XIII secolo, è impreziosita da un portale marmoreo cinquecentesco, decorato con un bassorilievo che raffigura l’Annunciazione. All’interno è possibile ammirare splendidi affreschi gotici, tra cui il Giudizio Universale del XV secolo sulla controfacciata.

La chiesa di San Menna

Proseguendo verso il ponte Vittorio Emanuele, si incontra la Chiesa di San Menna, la più antica del borgo: risale infatti al VI secolo, riedificata intorno al 1100, ed era la cappella del castello di Sant’Agata. Di piccole dimensioni e in stile romanico, la peculiarità di questa chiesa è la pavimentazione a mosaico, considerata tra le più antiche della Campania.

Il Castello di Sant’Agata

Di fronte alla Chiesa di San Menna si trova il Castello di Sant’Agata, un massiccio edificio in tufo, costruito dai longobardi con funzione difensiva. Nel corso dei secoli è stato dimora di diverse famiglie nobiliari, mentre oggi è suddiviso in proprietà private. Nel salone principale si possono ancora ammirare i resti di alcune pitture attribuite a Tommaso Giaquinto.

Sul ponte sul Martorano per fotografare Sant’Agata de’ Goti

Poco oltre il castello si apre sulla sinistra Viale Vittorio Emanuele III, mentre di fronte si accede all’area pedonale del borgo. Dal ponte sul fiume Martorano, lungo il viale, puoi ammirare una delle viste più suggestive di Sant’Agata de’ Goti: una fila di case affacciate su una terrazza naturale in tufo, sospesa su un dirupo. La scena è resa incantevole dal contrasto tra la solida roccia e l’apertura vertiginosa del precipizio, ancora più suggestivo di sera, con le luci dei lampioni e le finestre illuminate che punteggiano le facciate in tufo.

Il centro storico

Quanto descritto finora si trova appena fuori dalle mura, ma superato il viale sei nell’area pedonale del centro storico. La vita del borgo di Sant’Agata de’ Goti si concentra principalmente lungo Via Roma, un’elegante strada rettilinea di circa un chilometro. Percorrendola attraverso case, palazzi, piccoli slarghi, botteghe e numerose chiese, giungi al Duomo, il cuore del borgo. Prima di raggiungere il Duomo, però, ci sono ancora molte meraviglie da scoprire.

La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e il Monastero Rendentoriste

A pochi passi dall’inizio di Via Roma, sulla sinistra, si trova Piazza Trento, dove sorge la Chiesa di Santa Maria Costantinopoli, in stile barocco, affiancata dal Monastero delle Redentoriste, un convento di clausura. Nell’atrio del monastero si può ancora vedere la “Ruota degli Esposti”, un antico meccanismo attraverso cui le madri che non potevano tenere i propri figli lasciavano, senza essere viste, i neonati alle suore. Oggi la ruota è utilizzata per passare simbolicamente un pezzo di ostia, in cambio di una piccola offerta.

La chiesa del Carmine e il Museo Diocesiano

Sempre all’altezza di Piazza Trento, ma sul lato destro, si apre la piccola piazzetta del Carmine, dove sorge la chiesa omonima, sede del Museo Diocesano, che custodisce opere provenienti da varie chiese della diocesi, recuperate dopo il terremoto del 1980, oltre ad affreschi del Seicento e a una collezione di tele del Settecento.

Tornando su Via Roma, una lunga fila di portici accompagna lo sguardo fino al Duomo, visibile in lontananza. Questi portici, voluti dal vescovo Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, sono il prolungamento del Monastero delle Redentoriste. Alcune delle odierne botteghe sotto le logge infatti erano in origine le celle delle suore di clausura.

La chiesa di Sant’Angelo in Munculanis

Proseguendo sotto i portici, nella piazzetta Viscardi si trova la Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis, di epoca longobarda. All’esterno si presenta con un aspetto sobrio e settecentesco, ma sul lato sinistro conserva l’antico ingresso altomedievale, sotto un campanile a tre piani con bifore romaniche. Grazie a recenti lavori di restauro, sono tornate alla luce sia la struttura medievale originale, sia una cripta con uno “scolatoio”, utilizzato in passato per consentire ai corpi dei defunti di perdere i liquidi.

La chiesa di San Francesco

Oltre la fila di portici si trova la Chiesa di San Francesco, parte di un complesso conventuale del 1282 ma completamente ricostruito nel Settecento. All’interno il pavimento conserva alcuni resti in maiolica realizzati dai fratelli Massa, mentre il soffitto a cassettoni dorati ospita una serie di dipinti di Tommaso d’Aquino, raffiguranti scene dell’Antico Testamento, un’Annunciazione e un affresco della Madonna del Latte. Un’opera di particolare interesse è il monumento funebre di Ludovico d’Artù, conte di Sant’Agata: la sua statua è collocata su un sarcofago trecentesco, incorniciato da un elegante baldacchino gotico, visibile sulla parete d’ingresso.

Palazzo San Francesco

Proseguendo oltre la Chiesa di San Francesco si arriva a Piazza Municipio, dove si trova uno stupendo portale settecentesco: è l’ingresso di Palazzo San Francesco, un tempo convento annesso alla chiesa e oggi sede del Comune. All’incrocio della piazza si nota l’ingresso dell’ex Cinema Italia. Nonostante l’aspetto ormai decadente, gli esterni evocano un senso di nostalgia, e richiamano alla mente il film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso.

Il Palazzo Vescovile

Lasciandoti alle spalle il municipio, dirigiti verso Piazza Umberto I per ripercorrere la storia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo di Sant’Agata de’ Goti dal 1762 al 1775. Sul lato destro della piazza c’è il monumento dedicato al santo. L’ampia piazza conduce a un cortile centrale, con una fontana settecentesca. Qui sorge il Palazzo Vescovile, l’antica residenza del vescovo, che custodisce le testimonianze legate alla vita e all’opera di Sant’Alfonso.

Le scale conducono al Salone degli Stemmi, dove sono esposti in ordine cronologico i blasoni dei 68 vescovi di Sant’Agata de’ Goti. In quella che fu la stanza di Sant’Alfonso sono ancora conservati alcuni suoi oggetti personali.

Un percorso permette di accedere al Cunicolo di Sant’Alfonso, un corridoio cinquecentesco che veniva utilizzato come rifugio. In questo spazio è possibile ammirare un ciclo di affreschi del Seicento, dove il santo si ritirava spesso in preghiera. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori è stato una figura fondamentale per gli abitanti di Sant’Agata per la sua energia, l’entusiasmo e la determinazione. Una curiosità: è stato proprio lui a comporre il brano natalizio “Tu scendi dalle stelle”.

Il Duomo di Sant’Agata de’ Goti

Dopo piazze, slarghi, palazzi, chiese, portici e vicoli, Via Roma finisce in Piazza Sant’Alfonso, dove si erge il Duomo dell’Assunta, l’edificio religioso principale di Sant’Agata de’ Goti, che si presenta maestoso con un porticato di 12 colonne e capitelli corinzi. Costruito nel 970 su un antico tempio pagano, è stato rimaneggiato nel XII secolo e ancora nel XVIII secolo. Sotto l’edificio religioso si trova una cripta del XII secolo, da non perdere. All’interno l’impianto a croce latina con tre navate accoglie numerose opere d’arte, tra cui una Madonna col Bambino del 1402, visibile nelle cappelle laterali. All’esterno del Duomo, il campanile a tre ordini è decorato con tegole maiolicate gialle e verdi.

Largo Torricella e i lavatoi

Lascia il Duomo alla tua destra e scendi lungo la strada per arrivare in Largo Torricella, dove si trova la villa comunale di Sant’Agata de’ Goti, un luogo ben curato che ospita anche alcuni abeti secolari, meritevole di una visita. Proseguendo, passa sotto un arco che sovrasta una finestra catalana, una bifora molto antica, tipica di Sant’Agata. Questa strada ti porta alla contrada Reullo, da cui ammirare gli storici lavatoi: ampie vasche scavate nella pietra, alimentate da un ramo deviato del fiume Isclero. Alcune donne del borgo continuano a portare la biancheria per lavarla nei lavatoi, mantenendo viva una tradizione che risale a tempi lontani e che rappresenta un aspetto autentico della vita nel borgo. Questo percorso è chiamato il “percorso dell’acqua di Sant’Agata” e segue il corso del fiume Isclero, per poi terminare nella “ferriera”, l’antica zona industriale del paese.

I prodotti tipici del territorio

La mela annurca è la regina di Sant’Agata de’ Goti, un frutto simbolo della Campania che ha ricevuto il marchio IGP nel 2006. È protagonista di molte ricette, sia dolci che salate. Sono assolutamente da provare i raviolotti alla mela annurca, che puoi trovare nella trattoria Zi’Pauluccio su Via Roma. Se preferisci portare a casa un po’ di sapore del borgo, prova le salsicce fatte con il sidro della mela annurca, disponibili nell’antica macelleria del paese, Iannucci.

Sant’Agata de’ Goti è anche famosa per il suo ottimo vino, tanto che è stata riconosciuta come “Città del Vino 2019”. Qui nascono alcuni dei migliori vini campani, tra cui la Falanghina DOC, seguita dall’Aglianico DOC, dal Piedirosso DOC e dal Greco DOC.

L’infiorata di Sant’Agata de’ Goti

Tra maggio e giugno anche Sant’Agata de’ Goti, come Genzano, Noto e tante altre cittadine italiane, celebra il Corpus Domini con una tradizione coloratissima: l’infiorata.
In questa occasione le strade del centro storico si riempiono di colori e profumi, con meravigliose composizioni artistiche fatte di petali che decorano piazze, vicoli e chiese. I tappeti floreali, realizzati con grande maestria, regalano un’atmosfera suggestiva, perfetta per immergersi nella magia del borgo. Dopo la messa celebrata nel Duomo, prende il via la processione che attraversa le strade del borgo, sfilando su questo incantevole manto fiorito.

Come raggiungere Sant’Agata de’ Goti

Puoi raggiungere il borgo campano percorrendo l’autostrada A1 e uscendo a Caserta Sud, saltando la coda al casello grazie ai servizi di telepedaggio in app. Prosegui lungo la Statale Appia e, all’altezza di Maddaloni, sulla Statale 265 in direzione dei Ponti di Valle Maddaloni. In alternativa, puoi continuare sull’Appia e uscire ad Arpaia o Airola.