Il governo si prepara a prorogare ancora per pochi giorni il taglio sulle accise del gasolio, in attesa di definire una misura più strutturale contro il caro carburanti. Sul tavolo ci sono aiuti più selettivi, ma si pensa anche ad interventi più incisivi.
Il taglio delle accise sul diesel, prorogato fino a oggi mercoledì 26 agosto 2026, dovrebbe essere prolungato ancora, ma solo per un periodo limitato. Il governo ha convocato in giornata un nuovo Consiglio dei ministri per valutare una mini-estensione dello sconto, così da evitare un immediato aumento dei prezzi alla pompa e guadagnare tempo per costruire un intervento più ampio contro il caro carburanti.
La misura attuale, varata il 4 agosto, prevede una riduzione di circa 17 centesimi al litro sul gasolio, mentre non riguarda la benzina. Senza un nuovo provvedimento, il beneficio verrebbe meno e il costo del pieno tornerebbe a salire in una fase già segnata da prezzi dei carburanti molto elevati, soprattutto sulla rete autostradale.
Nel frattempo l’Italia, insieme ad altri cinque Paesi europei, ha chiesto di discutere una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere a livello comunitario. La Commissione europea ha però chiarito che questo tipo di intervento rientra nelle competenze dei singoli Stati membri, che possono già agire con strumenti fiscali nazionali, purché nel rispetto delle regole Ue.
Accise carburanti: cosa può decidere oggi il Consiglio dei ministri
Il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare una nuova proroga temporanea dello sconto sul diesel, probabilmente valida solo per alcuni giorni e comunque fino a settembre. L’obiettivo è evitare che il prezzo del gasolio aumenti subito dopo la scadenza del taglio in vigore, mentre l’esecutivo lavora a una soluzione meno provvisoria.
Non ci si attende quindi una misura definitiva già nel prossimo Cdm. La proroga dovrebbe servire soprattutto a coprire la fase di passaggio e a consentire all’esecutivo di definire un provvedimento più mirato. Secondo fonti di Palazzo Chigi, l’idea è concentrare il sostegno sulle fasce di reddito più esposte al caro energia, rendendo l’intervento più selettivo.
Questo potrebbe tradursi in bonus, carte dedicate o strumenti analoghi destinati soltanto a famiglie con redditi o Isee più bassi. Una scelta che, se confermata, escluderebbe però una riduzione generalizzata valida per tutti gli automobilisti.
Le critiche dei consumatori alla mini-proroga
Le associazioni dei consumatori giudicano insufficiente una proroga del taglio delle accise di pochi giorni. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, limitarsi a confermare lo sconto attuale significherebbe lasciare invariati prezzi già molto pesanti, con il gasolio oltre 2,20 euro al litro in autostrada e un aggravio sul controesodo di fine agosto.
Dona contesta anche l’ipotesi di aiuti limitati soltanto ad alcune fasce di reddito. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il problema del rifornimento carburante non riguarda solo la spesa diretta per il pieno, ma anche l’effetto sui prezzi e quindi sull’inflazione. Per questo, una misura troppo selettiva rischierebbe di non incidere davvero sul costo complessivo della mobilità e sui rincari a cascata.
Critica anche Assoutenti. Per il presidente Gabriele Melluso, una proroga di pochi giorni può al massimo tamponare l’emergenza, ma non affronta il nodo strutturale delle accise. L’associazione chiede un intervento stabile, capace di evitare che ogni nuova crisi internazionale si trasformi in un aumento immediato del costo dei carburanti per famiglie e imprese.
Prezzo dei carburanti: quanto costa oggi fare il pieno
Ma quanto costa fare il pieno? Il gasolio ha superato quota 2,20 euro al litro sulla rete autostradale. Con un serbatoio da 50 litri, un pieno arriva ormai intorno ai 110 euro, prendendo come riferimento il prezzo medio self in autostrada.
Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti al 23 agosto, il diesel self costava in media 2,130 euro al litro sulla rete stradale e 2,203 euro in autostrada. Con questi valori, un rifornimento da 40 litri sulla rete ordinaria costa circa 85,20 euro, uno da 50 litri 106,50 euro e uno da 60 litri 127,80 euro.
In autostrada il conto sale ancora. Con una media self di 2,203 euro al litro, 40 litri costano circa 88,12 euro, 50 litri arrivano a 110,15 euro e 60 litri superano i 132 euro.
I prezzi attuali includono ancora il taglio temporaneo delle accise. La riduzione vale circa 17 centesimi al litro, considerando anche l’Iva. Senza questo sconto, a parità di condizioni, un pieno da 50 litri costerebbe circa 8,50 euro in più.
Il caro carburanti non riguarda soltanto il gasolio. Con la benzina self a 2,002 euro al litro sulla rete ordinaria, riempire un serbatoio da 50 litri costa circa 100,10 euro. In autostrada, dove il prezzo medio sale a 2,077 euro al litro, lo stesso pieno arriva a circa 103,85 euro.
La differenza tra distributori ordinari e aree di servizio autostradali diventa quindi significativa, soprattutto per chi viaggia molto o affronta lunghi spostamenti. Su un pieno da 50 litri, il gasolio costa circa 3,50 euro in più in autostrada rispetto alla rete stradale nazionale, mentre per la benzina il divario è di circa 3,75 euro.
Si tratta comunque di valori medi. Il prezzo effettivamente applicato può cambiare sensibilmente in base alla zona, al singolo impianto, alla modalità self o servito e alla concorrenza presente sul territorio.








