Quante auto elettriche ci sono in Italia nel 2025? Numeri aggiornati su parco circolante, immatricolazioni, infrastrutture di ricarica e confronto con l’Europa.
Negli ultimi anni la mobilità elettrica ha fatto passi da gigante in Europa, ma il mercato italiano continua a muoversi lentamente. Nonostante la crescente attenzione al tema della sostenibilità ambientale, la diffusione delle auto elettriche nel nostro Paese deve ancora migliorare.
Ma qual è oggi, la reale diffusione dei veicoli elettrici in Italia? A fare chiarezza ci pensano i numeri diffusi da Motus-E, l’associazione che monitora l’evoluzione della mobilità elettrica sul territorio nazionale.
Un parco circolante ancora molto ridotto
Al 31 luglio 2025, in Italia circolano 324.611 unità auto elettriche a batteria (BEV). Un dato che, se preso singolarmente, può sembrare positivo, ma che assume un altro significato se messo in relazione con il totale del parco auto italiano, che supera i 40 milioni di veicoli. In termini percentuali, le BEV rappresentano quindi meno dell’1% del totale: una frazione estremamente esigua, soprattutto considerando l’urgenza di ridurre le emissioni del settore trasporti.
Nonostante il ritardo strutturale, qualche segnale positivo comincia tuttavia a intravedersi. Nel solo mese di luglio 2025, in Italia sono state immatricolate 5.764 auto elettriche, con una crescita del +40,6% rispetto allo stesso mese del 2024. Ancora più significativo il dato relativo ai primi sette mesi dell’anno, da gennaio a luglio: 50.539 nuove BEV registrate, con un aumento del 30,9% rispetto al periodo gennaio-luglio 2024.
La quota di mercato (market share) delle auto elettriche, seppur ancora contenuta, è passata dal 3,8% del 2024 al 5,17% nei primi sette mesi del 2025. Si tratta di un passo in avanti che, pur non colmando il gap con gli altri Paesi europei, mostra una potenziale apertura del mercato italiano verso l’elettrico.
Il confronto europeo: Italia fanalino di coda
I dati relativi a giugno 2025 parlano comunque chiaro del confronto tra Italia ed Europa: in Francia la quota di mercato delle auto elettriche è pari al 17,22%, in Germania al 18,47%, nel Regno Unito addirittura al 24,78%. Anche Paesi con un mercato auto meno ampio del nostro, come Belgio (30,4%) e Olanda (35,35%), mostrano un’adozione molto più avanzata.
In confronto, l’Italia si ferma a un modesto 6,06% di quota di mercato nello stesso mese. Solo la Spagna, con il 9,64%, è più vicina alla nostra performance, ma resta comunque davanti. Questa situazione rende evidente che il nostro Paese non è solo in ritardo, ma rischia di restare ai margini della transizione ecologica del settore automotive europeo.
Secondo Fabio Pressi, presidente di Motus-E, il divario è tuttavia ampio ma non incolmabile. I segnali positivi – come il boom delle immatricolazioni e la progressiva disponibilità di modelli elettrici più accessibili – potrebbero rappresentare un punto di svolta. Tuttavia, servono misure tempestive ed efficaci per trasformare questi segnali in un cambio di passo strutturale.
Bonus e incentivi: la chiave è la tempestività
Una delle leve principali per stimolare la domanda di auto elettriche resta quella degli incentivi auto. In questo senso, l’annuncio da parte del Governo di un nuovo Ecobonus per l’acquisto di veicoli elettrici è stato accolto con favore. Importante la scelta di dirottare parte dei fondi PNRR con l’ok dell’UE – fondi originariamente destinati alle colonnine di ricarica elettrica ma non utilizzabili – verso incentivi mirati alle fasce più deboli della popolazione. Una mossa che, secondo Motus-E, potrebbe evitare la dispersione di risorse e aiutare concretamente chi ha maggiori difficoltà economiche ad accedere a un’auto elettrica.
Tuttavia, l’efficacia degli incentivi dipenderà dalla rapidità con cui verranno messi in atto. Difficilmente saranno disponibili prima di ottobre, anche se sta trapelando dalle ultime dichiarazioni un certo possibilismo sull’eventualità di sbloccare l’Ecobonus già a settembre. L’esperienza passata ha dimostrato che il mercato può facilmente entrare in una fase di stallo se gli acquirenti attendono troppo a lungo l’arrivo dei bonus, come già accaduto nel 2024. Inoltre, va considerato che la platea di beneficiari è limitata, il che rende ancora più urgente evitare ritardi e comunicare in modo chiaro le modalità di accesso agli incentivi, che possono avere un importo fino a 11 mila euro.
Infrastruttura di ricarica: cresce, ma resta disomogenea
A giugno 2025 l’Italia conta 67.561 punti di ricarica pubblici, in crescita di oltre 10.000 unità in un anno. Il 77% è costituito da colonnine in corrente alternata (AC), mentre il restante 23% da colonnine in corrente continua (DC), comprese 4.453 colonnine ultrafast da almeno 150 kW. Tuttavia, il problema principale resta la distribuzione geografica: il 57% si trova al Nord, il 20% al Centro e solo il 23% tra Sud e Isole.
Il numero di colonnine di ricarica elettrica in autostrada è salito a 1.159, in gran parte ad alta potenza, ma molte aree extraurbane restano scoperte. In rapporto al numero di auto elettriche circolanti, l’Italia vanta 19 punti di ricarica ogni 100 BEV, meglio di Francia (14), Germania (8) e Regno Unito (7), ma ancora insufficiente per uno sviluppo massivo. E recenti fenomeni di cronaca, come i furti alle colonnine di ricarica, di certo non aiutano.
Cosa pensa chi guida un’elettrica: soddisfazione e ostacoli
Secondo un sondaggio di BVA-Doxa condotto nel primo trimestre 2025, l’84% degli attuali possessori di auto elettriche si dice soddisfatto e rifarebbe la stessa scelta. Il 71% ritiene che l’autonomia reale dell’auto sia coerente con l’autonomia dichiarata dalla casa produttrice (scostamento inferiore al 10%).
Tuttavia, non mancano criticità: il 22% lamenta tempi lunghi di ricarica, alti costi pubblici e difficoltà nell’uso delle app per la ricarica sullo smartphone, mentre il 37% effettua esclusivamente la ricarica in casa. Proprio l’assenza di una ricarica domestica è percepita da molti potenziali acquirenti come una barriera.
La percezione pubblica e le barriere all’acquisto
Il Global Automotive Consumer Study 2025 di Deloitte rivela che solo il 9% degli italiani valuta l’acquisto di un’auto elettrica nel prossimo futuro, mentre il 32% preferisce ancora motorizzazioni termiche o ibride.
Il costo d’acquisto è il principale freno: l’87% degli intervistati non prenderebbe in considerazione modelli sopra i 50.000 euro. Inoltre, 1 automobilista su 4 dichiara di non poter installare una wallbox per la ricarica domestica, limitando così la praticità d’uso della BEV








