Acque cristalline e antiche miniere, Buggerru incanta con il suo paesaggio selvaggio e la sua storia. E ora punta al titolo di “Borgo dei Borghi” 2025.
Buggerru, tra i borghi marinari più belli della Sardegna, è uno di quei luoghi che sembrano sospesi tra storia e natura, tra il silenzio delle vecchie miniere e il rumore delle onde. Un angolo remoto della Sardegna sud-occidentale, affacciato su un tratto di costa di straordinaria bellezza, dove le scogliere calcaree si tuffano nel mare e i resti dell’archeologia industriale raccontano storie di fatica e riscatto sociale.
Insieme ad altri splendidi borghi, come Grado, Vignanello, Corenno Plinio, Scarperia, Ala o Aieta, oggi Buggerru è candidata al titolo di “Borgo dei Borghi 2025“, trasmissione firmata Rai3 all’interno del programma Kilimangiaro, condotto da Camila Raznovich. Un appuntamento attesissimo che ogni anno celebra il turismo lento attraverso alcuni dei borghi più belli d’Italia.
Il verdetto finale sarà svelato durante la puntata speciale in onda la sera di Pasqua, il 20 aprile 2025. Fino ad allora, i telespettatori registrati su RaiPlay potranno votare il loro borgo preferito e contribuire a decretare il vincitore!
Nel frattempo, per ingannare l’attesa, andiamo a scoprire le bellezze di Buggerru.
Buggerru, un borgo marinaro nato dal cuore della montagna
Fondata nel 1864 attorno alla miniera di Malfidano, Buggerru deve le sue origini alla ricchezza del sottosuolo. In poco più di un secolo, questa valle affacciata sul mare ha prodotto enormi quantità di piombo e zinco, trasformandosi in un vivace centro industriale con teatro, librerie, scuole e persino l’elettricità. Non a caso, era soprannominata la Petite Paris.
Dietro il volto elegante, però, si celavano condizioni durissime per i minatori. Il 4 settembre 1904, durante uno sciopero, l’esercito sparò sulla folla: tre operai morirono, molti rimasero feriti. Fu la prima rivolta sindacale dell’Italia unita e diede inizio al primo sciopero generale della storia del Paese.
Oggi, quel passato è ricordato da installazioni artistiche. Un modo per non dimenticare la storia di uno dei borghi più suggestivi della Sardegna.
Cosa vedere a Buggerru
Oggi Buggerru conta poco più di mille abitanti, ma la sua eredità culturale è ancora viva e tangibile. Il centro del borgo si sviluppa come un anfiteatro affacciato sul mare, con case disposte lungo la valle del Monte Caitas, che ospitava l’ingresso della miniera Malfidano.
Il porticciolo moderno, animato soprattutto d’estate, è sovrastato dall’imbocco della Galleria Henry: da qui partivano i carrelli carichi di minerali. Oggi invece il sito accoglie i visitatori che vogliono immergersi nella memoria industriale della zona.
A pochi passi, il Museo del Minatore permette di approfondire la vita quotidiana della comunità mineraria, con attrezzi da lavoro, fotografie, documenti e testimonianze. Merita una visita anche la parrocchiale di San Giovanni Battista, cuore spirituale e punto di riferimento del paese.
Nei dintorni di Buggerru: spiagge, sentieri e altri borghi da scoprire
Uscendo dal centro abitato, il paesaggio cambia ma non perde fascino. A sud, appena due chilometri dal borgo, si apre Cala Domestica: un’insenatura chiusa tra due promontori rocciosi che custodisce una delle spiagge più belle della Sardegna. Un paradiso che è anche insignito della Bandiera Verde, riconoscimento assegnato dai pediatri alle località più adatte ai bambini per qualità ambientale, sicurezza e servizi.
A nord, invece, si sviluppa un tratto di costa dominato dalle dune di sabbia di San Nicolò e dalla lunga spiaggia di Portixeddu. Quest’ultima è tra le spiagge italiane più amate dai surfisti, ma anche da escursionisti che sognano trekking con vista sul mare. Da non perdere Capo Pecora, punto di partenza per un’escursione verso l’Oasi di Scivu, che tra praterie desolate, maneggi e boschi, offre una spiaggia immensa e selvaggia.
Gli appassionati di turismo culturale e archeologia devono invece visitare il sito di Antas: un complesso che include un tempio romano-punico dedicato alla divinità Babay, una necropoli, cave di pietra e resti nuragici. Ma anche tanti altri borghi vicini, come Fluminimaggiore, noto oggi per i suoi murales, e Iglesias.
Non lontano, la località di Masua offre un altro colpo d’occhio imperdibile: il Pan di Zucchero, gigantesco faraglione calcareo che si staglia sull’acqua limpida, tra i “selfie spot” più ambiti della Regione!
Come arrivare a Buggerru
Per chi viaggia in aereo, gli scali più vicini sono l’aeroporto di Cagliari, a circa 90 km (meno di due ore di auto), e quello di Alghero, più distante ma perfetto per una vera “traversata sarda” on the road. Una volta atterrati, si può infatti comodamente noleggiare un’auto per spostarsi sull’isola.
Per arrivare a Buggerru da Cagliari, bisogna percorrere la SS130 fino a Iglesias, proseguendo sulla SS126 in direzione Fluminimaggiore. L’ultimo tratto è tra le strade più panoramiche da vivere in moto (e non solo) tra tornanti, gole e affacci sul mare. Ma per maggiore tranquillità invitiamo a utilizzare i servizi di rifornimento carburante in app.








