Scopri le tappe più belle del tragitto da Roma a Matera, tra strade panoramiche e vallate sorprendenti verso la Lucania.
Il viaggio da Roma a Matera attraversa quattro regioni diverse, dal Lazio al cuore della Basilicata, in un tragitto ha un motivo in più per essere fatto: Matera quest’anno è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, un riconoscimento che arricchisce il calendario della città con mostre, festival e iniziative culturali durante tutto l’anno. Facendo le tappe giuste fuori dal casello, il percorso smette di essere solo un tratto di autostrada da percorrere in fretta per diventare un road trip vero e proprio che ti condurrà tra abbazie millenarie, castelli normanni e paesaggi che raccontano la storia del Mezzogiorno.
Per rendere il tuo viaggio più agevole, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare le code al casello e di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale per gestire al meglio ogni sosta. Soprattutto nei giorni da bollino rosso e nero per l’esodo estivo, controlla il traffico in tempo reale per organizzare la tua partenza.
Dove fermarsi durante il viaggio da Roma a Matera
Abbiamo selezionato quattro tappe per accompagnare il viaggio dal Lazio alla Basilicata, tra spiritualità, castelli e paesaggi da cartolina.
Calcola il pedaggio, il consumo di carburante e il tempo di percorrenza per questo tragitto
Calcola oraAbbazia di Montecassino
La prima sosta, poco dopo Cassino, è l’Abbazia di Montecassino, uno dei luoghi di culto più importanti d’Italia, fondata da San Benedetto nel 529 sulla cima di un monte che domina la valle del Liri. Distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli – l’ultima volta dopo i pesanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale – l’abbazia oggi si presenta esattamente come appariva prima della guerra, grazie a una ricostruzione fedele voluta subito dopo il conflitto.
La visita comprende i chiostri, la basilica con i mosaici e marmi policromi, la cripta con la Chiesa Primitiva di San Martino e il museo, che conserva manoscritti, opere d’arte sacra e testimonianze della vita monastica. Il panorama che si vede dalla terrazza dell’abbazia, con la valle e il Cimitero Militare Polacco sottostante, chiude la visita con un momento di raccoglimento.
Venosa
Proseguendo verso sud, Venosa è una delle tappe più ricche di storia dell’itinerario. La città, patria del poeta latino Orazio, conserva la sua Casa Natale, ma il monumento che lascia davvero senza parole è il Complesso della Santissima Trinità: una Chiesa Vecchia di origine paleocristiana affiancata da una Chiesa Nuova mai completata, che oggi si presenta come un intreccio di archi, colonne e muri a cielo aperto di grande suggestione.
Il Parco Archeologico di Venosa, poco fuori dal centro, custodisce i resti delle terme romane, ville, un anfiteatro e persino le catacombe ebraiche scavate nella collina della Maddalena, testimonianza di una comunità ebraica attiva tra il IV e il IX secolo. In Piazza Umberto I si affaccia il Castello Aragonese, costruito nel 1470 con le quattro torri cilindriche, oggi sede della biblioteca comunale e del museo archeologico. Come souvenir di viaggio, acquista una bottiglia di Aglianico del Vulture, prodotto proprio su queste colline.
Melfi
A pochi chilometri da Venosa si trova Melfi, dominata dal Castello normanno-svevo, uno dei più grandi e meglio conservati del sud Italia. Fatto costruire da Roberto il Guiscardo e ampliato da Federico II di Svevia, il castello fu il luogo in cui nel 1231 vennero redatte le Constitutiones Augustales, uno dei più antichi codici di leggi scritte del Medioevo europeo.
Oggi le sale del castello ospitano il Museo Archeologico Nazionale del Melfese, che conserva reperti che vanno dal VII secolo a.C. fino al periodo normanno-svevo-angioino, incluso il Sarcofago di Rapolla. Il centro storico, ai piedi del maniero, conserva la Cattedrale di Santa Maria Assunta e alcune chiese rupestri scavate nella roccia, come quella di Santa Margherita, che testimoniano l’antica presenza di comunità monastiche bizantine in questa zona della Basilicata.
Craco, il borgo fantasma
L’ultima sosta prima di Matera è la più insolita: Craco, un borgo medievale che è stato abbandonato negli anni Sessanta a causa di una serie di frane che ne minacciarono la stabilità. Oggi Craco è un borgo fantasma perfettamente conservato nel suo silenzio, con case, chiese e vicoli che si arrampicano su un colle argilloso circondato dai calanchi.
La visita al borgo è possibile solo attraverso percorsi guidati per motivi di sicurezza, ma l’esperienza di camminare tra questi edifici, con la vista sulle valli circostanti, è diventata un’attrazione che ha anche destato l’interesse di numerose produzioni cinematografiche, tra cui la scena dell’impiccagione di Giuda in La passione di Cristo (2004) di Mel Gibson. Da qui, gli ultimi chilometri verso Matera regalano i primi scorci dei calanchi lucani, che introducono alla città dei Sassi e al suo paesaggio scavato nella roccia.








