La rottamazione 2025 permette di demolire veicoli inquinanti per accedere agli incentivi statali. Ecco tutte le informazioni su documenti necessari e requisiti tecnici.

La rottamazione dell’auto, in particolare di modelli inquinanti, è tornata al centro della strategia italiana per favorire il ricambio del parco auto con mezzi più sostenibili. Nel 2025 gli incentivi auto elettriche premiano chi consegna un’auto vecchia e acquista un veicolo elettrico o a basse emissioni.

Ma come funziona esattamente? Quali documenti servono? E quali sono gli incentivi per la rottamazione nel 2025?

Cos’è la rottamazione e quando è obbligatoria?

La rottamazione è il processo attraverso cui un veicolo ormai datato viene demolito da un centro autorizzato, con cessazione definitiva della sua circolazione. Non si tratta sempre di un obbligo di legge: molti proprietari scelgono di rottamare semplicemente perché il veicolo non è più sicuro o perché i costi di manutenzione superano il suo valore.

Diventa invece obbligatoria quando si vuole accedere agli incentivi auto. L’Ecobonus prevede che, per ottenere il contributo massimo, si debba consegnare un’auto inquinante — generalmente di classe Euro 0 fino a Euro 5 — intestata da almeno dodici mesi al richiedente o a un familiare convivente. La rottamazione è anche un modo per assicurare che il mezzo dismesso venga trattato secondo le normative ambientali, evitando abbandoni illeciti e riducendo l’impatto di materiali potenzialmente pericolosi.

Come funziona la procedura di rottamazione passo dopo passo

Il percorso inizia con la scelta del veicolo da demolire. A quel punto ci si rivolge generalmente al concessionario presso cui si acquista la nuova auto: se la rottamazione è funzionale all’Ecobonus, sarà lui a gestire la prenotazione del bonus sulla piattaforma ministeriale e a indicare modalità e tempistiche della rottamazione.

Il veicolo deve poi essere consegnato a un centro di demolizione autorizzato. Da giugno 2024, l’intero processo è digitalizzato: il centro rilascia il Certificato di Rottamazione Digitale (CRD), documento indispensabile affinché la pratica dell’incentivo possa essere validata. Questo certificato dimostra che il mezzo è stato preso in carico, che la demolizione avverrà nel rispetto delle norme e che il PRA procederà alla radiazione.

Documenti necessari per rottamare un veicolo

Per completare la rottamazione e avere diritto al bonus, occorrono alcuni documenti fondamentali:

  • Libretto di circolazione del veicolo da rottamare;
  • Documento di identità e codice fiscale del richiedente;
  • Visura PRA o documento che attesta l’intestazione al richiedente o a un familiare convivente da almeno 12 mesi;
  • Certificato di rottamazione (CRD), che sarà rilasciato dal centro demolizione;
  • Dati dell’ISEE, se necessario per la determinazione del bonus Ecobonus.

Incentivi e bonus disponibili nel 2025

Il nuovo Ecobonus con rottamazione 2025 rappresenta uno dei pacchetti più significativi degli ultimi anni. Il Governo ha stanziato quasi 600 milioni di euro, inizialmente destinati all’ampliamento della rete di ricarica elettrica, per favorire l’acquisto di vetture elettriche. Per chi risiede nei Comuni delle FUA (Aree Urbane Funzionali), il contributo per le auto elettriche può arrivare fino a 11.000 euro per chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro; oltre questa soglia l’importo scende a 9.000 ma resta comunque consistente. Esistono anche incentivi dedicati alle microimprese che intendono sostituire veicoli commerciali con modelli elettrici, con contributi che possono raggiungere i 20.000 euro.

Per accedere ai bonus è quasi sempre necessaria la rottamazione di un veicolo inquinante. Senza demolizione, i contributi si riducono sensibilmente oppure non sono previsti. È importante ricordare che i fondi, seppur numerosi, non sono illimitati: negli anni precedenti si sono esauriti rapidamente e lo stesso è avvenuto con il Click Day del 2025. Non è escluso però che ce ne possa essere un altro, dal momento che attualmente resta fermo il 65% dei voucher generati dalla piattaforma Sogei. A seconda della zona di residenza, c’è comunque la possibilità di verificare eventuali Ecobonus regionali, che prescindono dagli incentivi governativi.

Dove rottamare il veicolo e come ottenere il certificato di demolizione

Per rottamare il veicolo, devi rivolgerti a un centro demolizione autorizzato o al concessionario che aderisce al programma. In questo modo il veicolo viene registrato nel Registro Veicoli Fuori Uso (RVFU) e diventa eleggibile per la rottamazione.

Il demolitore autorizzato ti fornirà il Certificato di Rottamazione Digitale (CRD), che è richiesto per completare la procedura di incentivo. Dal 7 giugno 2024 il CRD è emesso in modalità digitale per tutti i veicoli presi in carico. Il certificato è essenziale per il concessionario che gestisce la domanda di Ecobonus, perché deve caricare la documentazione sulla piattaforma dedicata al momento dell’immatricolazione dell’auto nuova.