Gli incentivi auto elettriche 2025 viaggiano ormai verso il primo mese dalla loro apertura ed è già possibile delineare un quadro della situazione, seppur con varie incertezze e criticità. Facciamo il punto.

Al successo del “Click Day” del 22 ottobre, andato tutto esaurito con oltre 55 mila voucher prenotati, sono seguite vari problemi che hanno generato una certa confusione sulla piattaforma Sogei – lo strumento digitale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per richiedere il bonus auto elettrica – e i conseguenti primi ricorsi.

In ogni caso, è innegabile che l’interesse per la mobilità elettrica in Italia è altissimo, con un mercato in crescita a ottobre 2025 e modelli con incentivi che stanno andando forte come la BYD Dolphin Surf, la Citroën ë-C3, la Renault 5 e la Leapmotor T03, ottime soluzioni tra le citycar elettriche.

Incentivi auto elettriche 2025: “Click Day”, un successo

Dopo la grande attesa per la data del “Click Day” comunicata dal MASE sulla piattaforma Bonus Veicoli Elettrici, l’Ecobonus auto 2025 ha registrato un’elevata richiesta, superando in poche ore l’obiettivo di 39.000 nuove auto elettriche da mettere in circolazione.

Oltre 597 i milioni di euro provenienti dai fondi PNRR, in origine destinati all’incremento della rete di ricarica elettrica, che sono stati richiesti dai cittadini. Sono risorse destinate a incrementare la mobilità sostenibile in Italia e di conseguenza la transizione ecologica e la riduzione delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento atmosferico.

Non è previsto un nuovo “Click Day”, nonostante la grande domanda, ma la partita dell’Ecobonus è tutt’altro che chiusa. Scopriamo perché.

I fondi sono davvero esauriti?

I soldi del bonus auto elettriche potrebbero non essere davvero esauriti. Le norme contenute nel decreto ministeriale attuativo adottato nello scorso mese di agosto e pubblicato in Gazzetta Ufficiale ai primi di settembre lasciano uno spiraglio.

Sono due i casi in cui le risorse tornerebbero disponibili:

  • Voucher non convalidato dal concessionario entro 30 giorni dalla sua generazione;
  • Annullamento del voucher da parte del cliente.

C’è attesa, quindi, per il 22 novembre, quando, scaduto il primo mese dal “Click Day” per gli incentivi, i fondi inutilizzati cominceranno a fare ritorno nel plafond del MASE. Sulla piattaforma gestita da Sogei è presente l’invito agli utenti a controllare eventuali novità.

I problemi dopo il “Click Day”

L’apertura dei fondi per gli incentivi auto elettriche e l’elevata quantità di accessi al sito ha determinato, pochi giorni dopo, un certo caos sulla piattaforma. Questo ha portato a un blocco temporaneo del sistema, poi risolto.

Ciò ha suscitato forte preoccupazione tra operatori e acquirenti, con numerose procedure di richiesta rimaste in sospeso. E ha inoltre sollevato le critiche di vari addetti ai lavori sull’assenza di un passaggio di verifica preliminare e di altri accorgimenti che sarebbero stati necessari in fase di progettazione.

Il 30 ottobre la piattaforma è stata di nuovo aperta per le concessionarie per consentire loro di completare la registrazione dei contratti legati agli incentivi auto 2025 in corso. Tuttavia ci sono concessionari che non si fidano della situazione e stanno ritardando la convalida dei voucher presentati. O addirittura li rifiutano.

Ai primi di novembre, risulterebbe inevaso il 65% dei voucher. Diversi utenti segnalano casi di esclusione o di errori nella validazione dei dati, valutando la possibilità di ricorso. Si attendono quindi ulteriori rassicurazioni da parte del Ministero per scongiurare la decadenza del voucher, nel caso che gli intoppi facciano scadere i 30 giorni di tempo.

Incentivi auto elettriche 2025: requisiti e numeri

Infine, nel caso di rinnovata disponibilità di risorse, riepiloghiamo quali sono i requisiti e gli importi necessari per accedere ai contributi:

Per le persone fisiche, la concessione dell’incentivo dipende dalla fascia di reddito del richiedente:

  • Fino a 11.000 euro per ISEE inferiore a 30.000 euro;
  • Fino a 9.000 euro per ISEE tra 30.000 e 40.000 euro.

Le microimprese, che hanno così l’opportunità di rinnovare le flotte aziendali, possono acquistare veicoli elettrici commerciali (categorie N1 e N2) con contributo fino a un massimo di 20.000 euro per veicolo, nel limite del 30% del prezzo d’acquisto.

Per rivendere un’auto acquistata con l’Ecobonus è necessario attendere 24 mesi e inoltre i contributi statali non sono cumulabili con quelli regionali.