Ecco un percorso pensato per chi viaggia in famiglia a Venezia: tappe fuori rotta, viste sorprendenti, arte che emerge dall’acqua e posti dove fermarsi a guardare, senza fretta, la città che galleggia.
Visitare Venezia in famiglia, con i bambini può sembrare, a prima vista, una sfida. Calli strette, ponti a ogni angolo, acqua ovunque e flussi massicci di turisti in cerca dello scatto perfetto. Eppure, c’è un’altra Venezia, fatta di angoli silenziosi, isole dai colori impossibili e trasporti che sono piccole avventure galleggianti. Basta cambiare passo. Rallentare. Allontanarsi da Rialto e San Marco, per scoprire una città che sa ancora raccontarsi a voce bassa e incantare anche i ragazzi.
Venezia senza la folla? Sant’Elena

C’è un punto in cui Venezia sembra diventare quasi un borgo tranquillo e si stenta a crederlo. Lo si raggiunge con una lunga passeggiata lungo Riva degli Schiavoni, lasciandosi alle spalle la confusione di San Marco, oppure in traghetto scendendo alla fermata omonima, l’ultima prima di proseguire per il Lido. Benvenuti a Sant’Elena, nel sestiere Castello, dove l’aria cambia: parchi con le altalene, alberi, bambini che giocano, gatti che dormono al sole, un piccolo reticolo di strade.
Qui si respira una Venezia quotidiana, fatta di dinamiche di quartiere, di silenzio tra i pini marittimi. Perfetta per una pausa o un picnic improvvisato. Il Parco delle Rimembranze ha vialetti larghi per correre o pedalare, e panchine vista laguna dove raccogliere le idee e pianificare la visita della città. E poi c’è lo stadio, il mitico Penzo, proprio in punta: se si passa nel weekend, si possono vedere i tifosi arrivare con i battelli e dirigersi verso l’impianto che emerge tra gli alberi delle barche attraccate nel porticciolo attiguo e nello yacht club.
La Biennale di Architettura e i suoi spazi

Fino alla fine di novembre si svolge la Biennale di Architettura e l’Arsenale e i suoi Giardini offrono spazi ampi, ariosi, e allestimenti sorprendenti anche per i visitatori più giovani. Molti padiglioni infatti giocano con luci, suoni e materiali che stimolano la curiosità, anche senza bisogno di spiegazioni. Ai Giardini si passeggia tra alberi, scalette, cortili nascosti. All’Arsenale, invece, il fascino è più industriale: padiglioni enormi con luci basse, pavimenti di legno consumati dal tempo e ponti sull’acqua.
Alcuni weekend sono previsti laboratori per famiglie (gratuiti con prenotazione), dove si costruisce, si disegna o si gioca a immaginare nuove città. C’è grande attesa per l’inaugurazione a inizio settembre di AquaPraça, un progetto speciale curato da Carlo Ratti. Pensata come uno spazio di incontro e dialogo globale sul clima, la piattaforma galleggiante proporrà una nuova forma di simbiosi tra architettura e ambiente, impiegando intelligenza naturale e tecnologie reattive per rispondere all’innalzamento del livello del mare. Interessante la visita gratuita a Palazzo Franchetti dove è ospite il Qatar.
Le isole: Murano, Burano e Torcello

Un’escursione in barca verso le isole è già di per sé un’avventura che affascina bambini e ragazzi: il trittico per visitare Murano, Burano e Torcello, in particolare, è una piccola crociera che si può svolgere in mezza giornata, o anche più, scoprendo tre realtà speciali della Laguna. Il consiglio è di cominciare il giro la mattina presto per poter godere di una visita meno affollata. Sono tutte raggiungibili con i traghetti del trasporto pubblico o più rapidamente con servizi e pacchetti turistici mirati più rapidi.
A Murano si va principalmente per vedere il vetro “nascere”: le fornaci aprono le porte (di solito gratis al mattino) e si resta incantati da un cilindro di sabbia incandescente che in pochi gesti diventa un oggetto di arredo o un utensile. L’isola è attraversata dal Canale dei Marani ed è a sua volta composta da sette isolette più piccole.
Burano è visivamente una fiaba. Le case coloratissime sembrano uscite da una scatola di pennarelli e secondo la leggenda, erano dipinte così per aiutare i pescatori a ritrovare la loro al ritorno dalla Laguna. Qui si possono gustare i “bussolai”, biscotti burrosi tipici, magari ancora caldi. Qui scorre potente la forza del turismo di massa, quindi bisogna fare attenzione a quando la si vuole visitare. Se si attraversa un ponte di legno per raggiungere la vicinissima Mazzorbo, si scoprirà una dimensione molto più tranquilla della Laguna di Venezia.
Torcello, infine, è la più silenziosa. Una passeggiata su un’unica strada in pietra, tra erba alta, aironi e ponti in mattoni. C’è la basilica più antica di Venezia, quella di Santa Maria Assunta, ma anche un piccolo canale che si costeggia oppure si può percorrere con piccole imbarcazioni.
Arte sull’acqua: un ponte di mani e Banksy

Venezia è una galleria a cielo aperto, a volte basta alzare lo sguardo per stupirsi ed è piuttosto semplice organizzare una specie di caccia al tesoro artistico per coinvolgere i figli nella scoperta di alcuni angoli di Venezia. Proprio andando in traghetto da Sant’Elena verso le isole si vede l’opera di Lorenzo Quinn Building Bridges, installata all’Arsenale durante la Biennale 2019: sei coppie di mani monumentali (15 m × 20 m) che si uniscono a formare ponti, simbolo di valori umani come amicizia, saggezza, aiuto, fede, speranza e amore.
Più nascosto, ma altrettanto sorprendente, è il murale di Banksy: un bambino con un razzo salvagente rosso che sembra chiedere aiuto. Si trova vicino a Campo Santa Margherita, a Palazzo San Pantalon, poco lontano da una delle rare librerie con libri per bambini in più lingue.
San Giorgio Maggiore: il campanile che guarda Venezia

Di fronte a piazza San Marco, separata solo dal Bacino, l’isola di San Giorgio Maggiore custodisce uno dei panorami più iconici della città. Il suo campanile, alto oltre 75 metri, è una rilettura settecentesca di quello di San Marco e offre una vista mozzafiato sulla laguna. Si sale con un comodo ascensore e i ragazzi potranno godere di una splendida vista. Accanto alla celebre basilica palladiana, il campanile non è solo un punto di osservazione privilegiato, ma anche un simbolo della Venezia monastica e meditativa, in contrasto con il brulichio della riva opposta.
La curiosità è che la vicina isola della Giudecca è completamente separata, nonostante disti poco più di una ventina di metri. Nessun ponte, infatti, collega le due: occorre prendere il traghetto. Anche questa è la magia di Venezia.
La calma della Giudecca

Di fronte a Venezia, ma così lontana dal suo trambusto. La Giudecca è una passeggiata lenta, tra cortili, orti nascosti e scorci aperti sulla laguna. Nessun ponte: solo un traghetto da Zattere, e poi tutto si fa più tranquillo.
Perfetta per una camminata con passeggino o monopattino, per fermarsi a fare merenda, o aperitivo, con vista su San Marco (ma senza turisti attorno), per scoprire giardini segreti o vedere le barche dei pescatori tornare con le reti ancora umide. L’isola ha un’impronta molto razionale, legata al suo passato produttivo, ben simboleggiata dal Molino Stucky, oggi diventato una struttura alberghiera di lusso.
I trasporti sull’acqua

A Venezia, anche spostarsi è parte del viaggio. I bambini adorano i vaporetti, con le sedute all’aperto e il rollio lento sulle onde. Certamente il fascino delle gondole continua ad esserci, ma anche a quello, e ai notevoli costi da sostenere per un giro in famiglia, si può ovviare. Ci sono infatti sette punti soprattutto lungo il Canal Grande, dove viene svolto un servizio pubblico di trasporto in gondola per l’attraversamento. Sarà sufficiente mettersi in coda davanti ai piccoli attracchi e aspettare l’arrivo dell’imbarcazione.
In generale, per una famiglia, è consigliabile acquistare in anticipo mini abbonamenti per 48-72 ore per poter salire liberamente a bordo di ogni traghetto. Se la spesa iniziale potrà sembrare elevata (non meno di 40 euro) in realtà sarà ammortizzata velocemente utilizzandola come vero e proprio sistema di trasporto turistico. Tutte le informazioni sono presenti sul sito della compagnia ACTV. Divertente, e utile, l’app Che Bateo? che offre in tempo reale le informazioni sul trasporto su acqua e lo fa anche con una versione in veneziano per sentirsi dei veri locals.
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