La nuova classifica Henley Passport Index ridisegna la geografia della mobilità globale, premiando i Paesi più aperti e cooperativi. Italia stabile, mentre Stati Uniti e Regno Unito perdono terreno.

La mobilità internazionale non dipende solo da voli e confini, ma anche dal documento che ogni cittadino porta con sé quando viaggia. Ogni passaporto garantisce un diverso livello di libertà, misurato soprattutto dal numero di Paesi in cui è possibile entrare senza visto.

L’Henley Passport Index, uno degli osservatori più autorevoli su questo tema, ha appena pubblicato la nuova classifica globale: un indice che racconta molto più di una graduatoria, perché riflette cambiamenti politici, economici e diplomatici a livello mondiale.

Come si misura la “forza” di un passaporto e perché la classifica cambia ogni anno

La potenza di un passaporto dipende dalla sua capacità di aprire porte. Più destinazioni si possono raggiungere senza bisogno di un visto preventivo, più un passaporto è ritenuto “forte”. L’Henley Passport Index analizza 199 passaporti e valuta il loro accesso a 227 destinazioni diverse, grazie ai dati dell’International Air Transport Association (IATA).

Il risultato non è una semplice fotografia della situazione, ma il riflesso delle relazioni internazionali tra i Paesi: accordi bilaterali, intese diplomatiche, politiche migratorie e perfino decisioni di sicurezza incidono sulla posizione di ogni nazione. Negli ultimi anni, questi fattori hanno prodotto movimenti significativi, con potenze storiche in calo e altri Paesi in rapida ascesa grazie a strategie di apertura e cooperazione.

La nuova top 10: il dominio asiatico e la stabilità europea

Anche quest’anno la vetta della classifica è occupata dall’Asia. Singapore si conferma il passaporto più potente al mondo, con accesso senza visto a 193 destinazioni. Dietro di lei si collocano la Corea del Sud (190) e il Giappone (189), due Paesi che continuano a beneficiare di accordi di lunga durata e politiche estere improntate alla cooperazione internazionale.

L’Europa resta però la regione più costantemente forte. L’Italia si posiziona al quarto posto mondiale con 188 destinazioni accessibili senza visto, insieme a Germania, Spagna, Lussemburgo e Svizzera. Il documento italiano, oltre a essere uno dei più richiesti, è anche uno dei più apprezzati a livello globale grazie alla capillarità degli accordi costruiti nel tempo. Dall’anno scorso può essere rilasciato anche da Poste Italiane.

Più in basso, ma comunque nella fascia alta, si trovano Francia, Paesi Bassi, Irlanda, Austria e le altre nazioni europee storicamente ai vertici della classifica. Molti Paesi del Vecchio Continente hanno anche detto addio ai timbri sul passaporto cartaceo in favore di modalità elettroniche di controllo dei confini, rendendo il viaggio un’esperienza più rapida e agevole, in sinergia con altre forme di digitalizzazione come i servizi Fast Track, che permettono di accedere prima ai controlli di sicurezza in aeroporto.

All’ottavo posto si registra un cambiamento significativo: mentre il Regno Unito arretra e scende di due posizioni, gli Emirati Arabi Uniti continuano la loro ascesa impressionante. In dieci anni hanno scalato 34 posizioni, arrivando oggi tra i primi dieci passaporti più influenti del pianeta, un risultato legato a nuove collaborazioni diplomatiche con Europa, America Latina e Medio Oriente.

Ecco la classifica aggiornata dei primi 12 posti:

Classifica Henley Passport Index 2025 (destinazioni senza visto)

  1. Singapore – 193 destinazioni;
  2. Corea del Sud – 190;
  3. Giappone – 189;
  4. Germania, Italia, Lussemburgo, Spagna, Svizzera – 188;
  5. Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi – 187;
  6. Grecia, Ungheria, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Svezia – 186;
  7. Australia, Repubblica Ceca, Malta, Polonia – 185;
  8. Croazia, Estonia, Slovacchia, Slovenia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito – 184;
  9. Canada – 183;
  10. Lettonia, Liechtenstein – 182;
  11. Islanda, Lituania – 181;
  12. Stati Uniti, Malesia – 180.

Gli scivoloni più importanti: Stati Uniti e Regno Unito perdono terreno

Il dato più sorprendente dell’ultimo aggiornamento riguarda gli Stati Uniti. Per la prima volta in vent’anni escono dalla top 10 e si fermano al dodicesimo posto, a pari merito con la Malesia. Nel 2014 erano al primo posto; oggi garantiscono l’accesso senza visto a 180 destinazioni.

Secondo gli esperti, questo declino non è un semplice episodio. Il presidente di Henley & Partners parla infatti di un cambiamento strutturale nelle dinamiche della mobilità globale. Le politiche migratorie restrittive, soprattutto durante l’amministrazione Trump, avrebbero contribuito a ridurre la facilità di accesso reciproco con molti Paesi, rallentando la competitività del documento americano.

Anche il passaporto britannico ha perso posizioni, scendendo dall’ex sesto all’ottavo posto. Un altro indicatore dei cambiamenti geopolitici degli ultimi anni, che hanno ridisegnato in parte le relazioni del Regno Unito con il resto del mondo.