In questo articolo ci lasciamo alle spalle le architetture e le piazze monumentali del capoluogo sabaudo per entrare in un paesaggio di colline e vigneti: il viaggio da Torino a Piacenza è un itinerario lungo il corso del Po dal Piemonte all’Emilia Romagna.

Un road trip dal Piemonte verso l’Emilia Romagna ti porta a scoprire uno territori vinicoli più famosi al mondo, il Monferrato, attraverso un paesaggio che, con il foliage autunnale, è suggestivo quanto quello delle vicine Langhe. Partendo dall’eleganza di Torino, ti addentrerai in una terra di borghi medievali dolcemente arroccati sulle colline, per poi scendere nella pianura e incontrare le imponenti fortezze e i tesori d’arte che annunciano l’arrivo a Piacenza, la “Primogenita d’Italia”.

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Road trip da Torino a Piacenza: 3 tappe da non perdere

L’autostrada A21, che non a caso si chiama anche “Autostrada dei Vini”, corre veloce tra le due città, ma in questo itinerario ti portiamo a uscire fuori dal casello per esplorare un territorio sorprendentemente ricco. Il percorso attraversa tre regioni, passando dal Piemonte all’Emilia Romagna e toccando la Lombardia dell’Oltrepò Pavese. Per goderti al meglio ogni sosta, ti suggeriamo di calcolare in anticipo il pedaggio autostradale per pianificare ogni fermata, anche quelle per il rifornimento di carburante.

Asti, cuore medievale del Monferrato

La prima tappa è in pieno Monferrato: Asti è una città dal passato glorioso, una delle più potenti repubbliche comunali del Medioevo. Il centro storico della “città delle cento torri” (molte delle quali ancora svettano con fierezza) è un labirinto di vicoli e piazze incantevoli. Inizia la tua visita da Piazza Alfieri, la grande piazza triangolare dove a settembre si corre il Palio, uno dei più antichi d’Italia. Da lì addentrati nel centro storico fino a Piazza San Secondo, con la collegiata e il Palazzo Comunale. Non perdere una visita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno degli esempi più imponenti di gotico piemontese, e alla Cripta di Sant’Anastasio. Naturalmente, una sosta ad Asti non può prescindere dalla sua cultura enologica: questa è la patria indiscussa dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti, ma anche di eccellenti vini rossi come la Barbera. Una visita a una cantina storica o una degustazione in un’enoteca del centro è il modo migliore per entrare in sintonia con l’anima di questa terra.

Casale Monferrato, tra Gonzaga e barocco

Proseguendo il viaggio, ti suggeriamo una sosta a Casale Monferrato, che è stata in passato una capitale ricca e potente. Adagiata lungo le rive del Po, Casale fu la capitale del Ducato del Monferrato sotto i Gonzaga. Il suo simbolo è il grandioso Castello dei Paleologi, una fortezza massiccia con quattro torrioni angolari che oggi ospita eventi culturali. Il centro storico è ricco di palazzi nobiliari, ma il monumento più interessante di Casale è la Sinagoga. Costruita nel 1595, è uno degli esempi più belli e sorprendenti di Barocco e Rococò piemontese. Se dall’esterno sembra quasi anonima, l’interno ti lascerà senza fiato per la ricchezza delle decorazioni, dei legni dorati e dei lampadari. L’adiacente Museo Ebraico, “Museo dei Lumi”, espone una ricca collezione di oggetti rituali. Non meno affascinante è il Duomo di Sant’Evasio, con il nartece romanico e i mosaici.

Castell’Arquato, il Medioevo emiliano

Lasciato il Piemonte e attraversata la pianura, l’ultima tappa prima di arrivare a Piacenza è un piccolo capolavoro. Castell’Arquato è a buon diritto uno dei borghi più belli d’Italia, un villaggio medievale perfettamente conservato arroccato su una collina che domina la Val d’Arda, già in territorio piacentino. La sua struttura è così perfetta da sembrare un set cinematografico (e infatti lo è stato per molti film, tra cui Ladyhawke). Il cuore del borgo è la monumentale Piazza del Municipio, una delle architetture medievali tra le più intatte d’Italia. Qui si affacciano i tre poteri del Medioevo: il Palazzo del Podestà, con la torre merlata, simbolo del potere civile, la Rocca Viscontea, imponente fortezza militare – voluta nel Trecento dal Signore di Milano Luchino Visconti – e la Collegiata di Santa Maria Assunta, splendido esempio di pieve romanica, che rappresenta il potere religioso.