L’autunno è una stagione sussurrata, una sinfonia di colori caldi che trasforma ogni paesaggio in un capolavoro effimero, da contemplare finche è possibile. È il momento per rallentare, per riscoprire il piacere di un viaggio a passo lento: non c’è luogo migliore per farlo dei borghi dove ammirare il foliage. L’Italia, con la sua incredibile varietà di territori, offre scenari indimenticabili dove le foglie danzano nell’aria, tingendo di rosso, arancione e oro i boschi che abbracciano mura in pietra e tetti di ardesia. Ecco 10 borghi italiani da visitare per contemplare la magia cromatica autunnale.
Quello che ti proponiamo è un viaggio che allontanerà dal caos cittadino verso valli silenziose e colline pettinate dai vigneti. In questi borghi ti sentirai immerso in un’atmosfera rarefatta, quasi fiabesca, tra i sentieri brumosi che profumano di muschio e terra bagnata e i sapori confortevoli di una stagione generosa.
Magia d’autunno: i borghi dove ammirare il foliage
L’autunno è un periodo che invita alla riflessione, a un tipo di viaggio più esperienziale e lento. Mentre le giornate si accorciano e l’aria si fa più frizzante, la natura mette in scena uno dei suoi spettacoli più suggestivi: il foliage. È sempre più frequente tra chi viaggia in autunno andare alla ricerca di angoli remoti alla ricerca di questo fenomeno, che trasforma le chiome degli alberi in tavolozze infuocate – e che in Giappone ha anche un nome, koyo.
Sebbene esistano magnifiche destinazioni all’estero dove ammirare il foliage – le Highlands scozzesi o la Valle della Loira in Francia, per citarne due – non è necessario andare lontano per vivere questa magia. L’Italia, da nord a sud, non ha nulla da invidiare a luoghi iconici come Central Park, poiché custodisce alcune tra le migliori location quando si parla di colori autunnali.
Si possono disegnare itinerari suggestivi e sostenibili, che privilegiano il contatto autentico con il territorio e con le sue tradizioni. Ne è un esempio emblematico è il treno del foliage, un viaggio panoramico a bordo della storica ferrovia Vigezzina-Centovalli che attraversa i boschi e le montagne tra Domodossola e Locarno, in Svizzera. Un’altra esperienza simile, ma tra le vette alpine, è quella offerta dal Bernina Express, il cui percorso rosso fuoco si snoda tra paesaggi meravigliosi. Chi ama le attività all’aria aperta trova i percorsi più suggestivi con i trekking in treno d’autunno, che permettono di raggiungere le location autunnali più emozionanti per poi avventurarsi a piedi lungo sentieri che sembrano usciti da un dipinto.
Canale di Tenno, un tuffo nel Medioevo tra due laghi

In Trentino, a pochi chilometri dalle rive settentrionali del Lago di Garda, sorge un borgo presepe che sembra cristallizzato nel tempo. Canale di Tenno è un dedalo di vicoli acciottolati, sottopassi e case in pietra addossate le une alle altre che ti trasporterà immediatamente in un’altra epoca. In autunno l’edera che ricopre le facciate degli edifici si tinge di rosso fuoco per creare un contrasto meraviglioso con il grigio della pietra e l’azzurro intenso del cielo.
Il vero spettacolo qui è il paesaggio circostante. Il borgo è il punto di partenza ideale per un’escursione verso il vicino Lago di Tenno. Il sentiero, che si snoda tra i boschi, in autunno diventa un tappeto di foglie croccanti. I faggi e i larici si accendono di tonalità dorate e arancioni e si riflettono nelle acque turchesi del lago.
Sebbene il borgo dia il suo meglio nella quiete, non mancano eventi pieni di vita. Verso la fine di novembre Canale di Tenno ospita uno dei mercatini di Natale più belli del Trentino, con le vecchie cantine che si trasformano in botteghe. In ottobre la vicina Bardolino si anima con la Festa dell’Uva e del Vino.
Del resto i piatti tipici trentini, soprattutto in questa stagione, sono un tripudio di sapori robusti. A Canale di Tenno e dintorni potrai gustare la carne salada e fasoi, la polenta fumante accompagnata dai funghi porcini raccolti nei boschi e uno strudel di mele appena sfornato.
Renon, l’altopiano soleggiato sopra Bolzano

Una terrazza naturale che si affaccia direttamente sulle cime frastagliate delle Dolomiti altoatesine: è l’altopiano del Renon, un luogo dove la natura regna sovrana e i ritmi sono ancora scanditi dalle stagioni. Facilmente raggiungibile da Bolzano grazie alla suggestiva funivia panoramica, il Renon in autunno è un’esplosione di colori, con i boschi di larici dorati che dipingono il profilo del Catinaccio e dello Sciliar.
Da non perdere sono le Piramidi di Terra, bizzarre formazioni geologiche modellate dall’erosione, che con la luce radente dell’autunno assumono un’aria ancora più imperscrutabile. Un giro sul trenino a scartamento ridotto che collega i vari paesini dell’altopiano, poi, è un’esperienza slow e incantevole. L’attività regina sul Renon è senza dubbio l’escursionismo. Il Sentiero del Castagno (Keschtnweg) è un percorso meraviglioso che in questa stagione offre il meglio di sé, tra castagneti e masi contadini dove fermarsi per il rito del Törggelen, la tradizione altoatesina di assaporare vino nuovo e caldarroste. Molti masi e Buschenschänken(le osterie contadine) sono pronti a offrire le specialità stagionali, mentre sull’altopiano vengono organizzati mercati contadini dove acquistare prodotti a chilometro zero. Il menù autunnale del Renon è un inno alla tradizione. Oltre alle caldarroste e al vino novello, potrai assaggiare la zuppa d’orzo, i canederli (Knödel) in tutte le loro varianti, e i Krapfen, dolci ripieni di marmellata e semi di papavero.
Barolo: il foliage nel cuore delle Langhe

Le Langhe in autunno sono sinonimo di colori caldi e del profumo inebriante del tartufo. Il suo epicentro è Barolo, il borgo che dà il nome a uno dei vini più famosi al mondo. Le colline circostanti, in ottobre e novembre, si trasformano in un mosaico di sfumature che vanno dal giallo paglierino al rosso rubino, un paesaggio Patrimonio dell’Umanità Unesco che ti lascerà senza fiato.
L’autunno è il periodo della vendemmia e un tour delle cantine storiche è d’obbligo per capire l’anima di questo territorio. Molte aziende vinicole offrono degustazioni e visite guidate. Da non perdere una visita al Castello, che sovrasta il borgo e che ospita il WiMu, il Museo del Vino, un percorso interattivo e sensoriale per raccontare la cultura del vino. Per una vista panoramica indimenticabile, sali sulla torre del castello o raggiungi il belvedere di La Morra, a pochi chilometri di distanza.
L’evento per eccellenza dell’autunno langarolo è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, che si tiene nella vicina città di Alba, quest’anno dall’11 ottobre all’8 dicembre. È un’occasione unica per immergersi nel mondo del rarissimo oro bianco tipico di queste terre, con mercati, show cooking e analisi sensoriali.
La gastronomia locale in questa stagione raggiunge vette di eccellenza. Il Tartufo Bianco d’Alba è il re indiscusso dell’autunno, da gustare rigorosamente a crudo su piatti semplici ma squisiti, come i tajarin (sottili tagliatelle all’uovo) o sulle uova al tegamino, il tutto accompagnato da un calice di Barolo DOCG. Non dimenticare di assaggiare la Nocciola del Piemonte IGP, un’altra prelibatezza del territorio.
Macugnaga: ai piedi della parete himalayana del Monte Rosa

Nel cuore della Val d’Ossola, in Piemonte, Macugnaga è un borgo di origine Walser che vive in simbiosi con la montagna. A dominare il paesaggio è l’imponente parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi, un muro di roccia e ghiaccio che al tramonto si tinge di rosa. In autunno i lariceti che circondano il paese si infiammano di un colore dorato intenso, creando un contrasto spettacolare con il bianco delle cime innevate. L’autunno è la stagione ideale per le escursioni a media quota, quando le temperature sono piacevoli e i sentieri meno affollati. Una passeggiata verso il Lago delle Fate, uno specchio d’acqua color smeraldo, è un classico imperdibile. Per conoscere la cultura locale, visita il Dorf, l’antico nucleo Walser con le case in legno e il forno del pane comunitario. Interessante anche la Miniera d’oro della Guia, per scoprire la storia mineraria della valle.
Il mese di ottobre, a Macugnaga e in tutta la vallata, è ricco di eventi legati alle tradizioni. A metà mese si tiene Lo Pan Ner, la festa transfrontaliera che celebra il pane nero delle Alpi, durante la quale i forni comunitari dei villaggi vengono riaccesi. Non mancano le tradizionali castagnate e l’evento Sapori d’Autunno nel vicino comune di Ceppo Morelli, con i prodotti tipici della stagione, che trovano posto nella cucina di montagna locale, semplice e sostanziosa. In autunno puoi gustare polenta e selvaggina, formaggi d’alpeggio, in particolare il Bettelmatt, funghi e mirtilli. I dolci sono a base di castagne, noci e miele di rododendro, sapori autentici che raccontano la storia di questo territorio alpino.
Apricale: un palcoscenico di pietra in Liguria

Aggrappato a una collina dell’entroterra ligure, a pochi passi dalla Costa Azzurra, Apricale è un borgo-teatro. Le case in pietra, disposte a cascata, creano una scenografia naturale di incredibile fascino. È anche conosciuto come “Borgo degli artisti“, per i murales e le installazioni d’arte che spuntano a ogni angolo, e in autunno si veste di un’atmosfera ancora più intima e malinconica, con i boschi della Val Nervia che lo circondano che si tingono di calde sfumature.
Il modo migliore per esplorare Apricale è perdersi senza meta tra i suoi caruggi, salendo verso la piazza principale dove si affaccia il Castello della Lucertola. Questo maniero, che risale al X secolo, è oggi un centro culturale che ospita mostre ed eventi e dai suoi spalti si gode di una vista magnifica sulla valle, perfetta per ammirare il foliage. Puoi percorrere a piedi o in mountain bike la mulattiera storica che collega Apricale al vicino borgo di Perinaldo, un sentiero che attraversa boschi di castagni, lecci e noccioli.
L’autunno è anche la stagione delle olive e dell’olio nuovo. Molti frantoi della zona aprono le porte per visite e degustazioni alla scoperta dei segreti dell’olio extra vergine di oliva Taggiasca. La cucina ligure di entroterra è un connubio di sapori di terra e di mare. Oltre all’olio nuovo, in questo periodo potrai assaggiare i piatti a base di funghi porcini, come le tagliatelle al tocco de funzi, e il coniglio alla ligure, cotto con olive taggiasche, pinoli e rosmarino, con un buon bicchiere di Rossese di Dolceacqua, il vino rosso tipico della zona.
Scanno e il lago a forma di cuore, in Abruzzo

Situato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Scanno è un borgo che in autunno è uno spettacolo per gli occhi. Noto per i costumi tradizionali dalle intricate lavorazioni in filigrana, il paese è un labirinto di vicoli, scalinate e palazzi gentilizi. La sua fama è legata anche al vicino lago, che da una particolare prospettiva assume una romantica forma a cuore. Puoi raggiungere punto panoramico per ammirare il lago percorrendo il Sentiero del Cuore, un’escursione non troppo impegnativa che parte dal borgo. I boschi da attraversare, principalmente di faggi, in questa stagione si trasformano in una cattedrale di colori, dal giallo al rosso porpora. È anche il periodo del bramito del cervo e, con un po’ di fortuna, partecipando a un’escursione guidata potresti assistere a questo emozionante rituale.
L’8, il 9 e il 10 novembre a Scanno si svolge DeguScanno Food & Wine, un evento enogastronomico che celebra i sapori autentici del territorio. Le antiche cantine del centro storico aprono le porte per degustazioni di vini abruzzesi, formaggi, salumi e tanti altri prodotti tipici, in un’atmosfera di festa e convivialità. Anche la cucina scannese è robusta e genuina. Assaggia i maccheroni alla chitarra con ragù d’agnello, le zuppe di legumi e il Pan dell’Orso, un dolce a base di mandorle e miele ricoperto di cioccolato. Non dimenticare di provare il pecorino locale e la ricotta, magari acquistati direttamente da un pastore.
Pacentro, una cartolina dalla Majella

Sovrastato dall’imponente Castello Caldora-Cantelmo con le maestose torri, Pacentro è uno dei borghi più belli dell’Abruzzo e del Parco Nazionale della Maiella. Le case in pietra sembrano arrampicarsi sul pendio della montagna e qui in autunno i panorami sono spettacolari, con i boschi del Morrone che si colorano e l’aria tersa che permette alla vista di spaziare su tutta la Valle Peligna. Una visita al castello è imprescindibile, non solo per la sua architettura, ma anche per i paesaggi che offre dalle sue torri, un punto di osservazione imperdibile sul foliage dei boschi circostanti. Il borgo stesso merita una passeggiata lenta alla scoperta di chiese e scorci suggestivi. Se ami il trekking, Pacentro è un punto di partenza eccellente per esplorare i sentieri del Parco.
La tradizione pastorale influenza fortemente la cucina locale. Assaggia gli arrosticini, la pecora “alla callara” e le zuppe contadine. L’autunno è anche il periodo dei funghi e dei tartufi, che arricchiscono molti piatti. Tra i prodotti tipici, da non perdere l’aglio rosso di Sulmona e i confetti della vicina città di Ovidio.
Montefalco, la ringhiera dell’Umbria

Arroccato su una collina che domina la valle tra Perugia e Spoleto, Montefalco è anche chiamato la “Ringhiera dell’Umbria” per la sua posizione e i suoi incredibili belvedere. Il borgo, racchiuso da una cinta muraria medievale, è ricchissimo di arte e storia, ma anche di natura: in questo periodo il borgo è circondato dal rosso scarlatto dei vigneti da cui nasce il Sagrantino, un vino rosso potente e strutturato. Un tour in bicicletta o in auto lungo la Strada del Sagrantino è un’esperienza da non perdere, facendo qualche sosta nelle numerose cantine per degustare il vino nuovo. All’interno del borgo, visita il Complesso Museale di San Francesco, che ospita, tra le opere, un meraviglioso ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli.
Il vino, che a settembre è protagonista di Enologica Montefalco, è anche il tema della Sagrantino Running, una corsa (o camminata) non competitiva che si snoda tra i vigneti che quest’anno si svolgerà il 25 e il 26 ottobre.
Oltre al vino, Montefalco è rinomata per il suo olio d’oliva. L’autunno è il periodo della raccolta e della frangitura: approfittane per assaggiare l’olio “novo” su una fetta di pane bruscato. Tra i piatti tipici della cucina umbra, prova gli strangozzi al tartufo, la selvaggina e i salumi di Norcia.
Assisi e il foliage sul Monte Subasio

Assisi non ha bisogno di presentazioni. La città di San Francesco e Santa Chiara è un epicentro di spiritualità famoso in tutto il mondo, un luogo dove arte, storia e fede si fondono in un’atmosfera irripetibile. Visitarla in autunno significa scoprirla con una luce diversa, più intima e raccolta, quando i flussi turistici diminuiscono e i colori caldi del foliage ammantano le pendici del Monte Subasio.
Dopo aver visitato i luoghi simbolo di Assisi, in particolare la Basilica di San Francesco e la Basilica di Santa Chiara, concediti una passeggiata verso la medievale Rocca Maggiore per godere di una vista impareggiabile sulla città e sulla Valle Umbra. Percorri poi un tratto del sentiero che collega Assisi a Spello, un itinerario che attraversa gli uliveti e i boschi del Parco del Monte Subasio, tra scorci che in questa stagione sono di rara bellezza. Visita anche il Santuario dell’Eremo delle Carceri, un luogo di profondo silenzio e contemplazione immerso in un bosco secolare.
Anche ad Assisi il tartufo, sia nero che bianco, è tra i protagonisti autunnali della cucina umbra. Assaggia la torta al testo farcita con salsicce e verdure e la rocciata, una sorta di strudel ripieno di mele, noci e fichi secchi.
Petralia Sottana e l’autunno nelle Madonie

In Sicilia, all’interno del Parco delle Madonie, si trova il sorprendente borgo di Petralia Sottana. Lontano dagli stereotipi di una Sicilia esclusivamente marittima, qui si scopre un paesaggio montano fiero e ricco di biodiversità. In autunno i boschi di faggi, querce e castagni che circondano il paese si accendono nei colori inaspettati di uno spettacolo di foliage unico nel contesto mediterraneo.
Petralia Sottana è la porta d’accesso a una rete di sentieri escursionistici che si diramano nel Parco delle Madonie e l’autunno è il periodo ideale per esplorare a piedi, a cavallo o in bicicletta questi percorsi. Da non perdere una visita al centro storico del borgo, tra chiese barocche e cortili nascosti. Inoltre i siti geologici che punteggiano il territorio sono protetti dall’Unesco.
L’evento principale dell’autunno di Petralia Sottana è la Festa dei Sapori Madoniti d’Autunno, una grande sagra che celebra tutti i prodotti tipici del territorio: funghi, castagne, nocciole, formaggi – da assaggiare la provola delle Madonie –, carni e salumi. Il borgo si anima con stand gastronomici, musica dal vivo, mostre e convegni dedicati alla gastronomia madonita, tutta da scoprire. In autunno i funghi porcini sono i protagonisti di molti piatti, dalle paste fresche ai secondi di carne. Assaggia lo sfoglio, un dolce tipico a base di tuma (formaggio fresco), e le tante preparazioni a base di castagne e nocciole. È una cucina robusta e sorprendente, che racconta un aspetto della Sicilia che non ti aspetti.








