L’Italia è un paese così ricco di bellezza che una vita non basterebbe per girarla da Nord a Sud alla scoperta di tutte le sue sfaccettature paesaggistiche, storiche, culturali, artistiche ed anche enogastronomiche. Un’ottima soluzione per ottimizzare il tempo a disposizione è quella di unire più bellezze insieme, così da farne incetta in un colpo solo. Dove si trovano distillati strette viuzze, palazzi signorili, panorami mozzafiato, cibi e vini di altissima qualità? Semplice, nei borghi del vino, ovvero in quei piccoli comuni che si caratterizzano per essere il cuore pulsante di una determinata produzione vitivinicola che ha fatto grande quel territorio. Barolo, Soave, Montalcino non sono, ad esempio, solo sinonimo di grandi vini, ma anche pittoresche cittadine che ne portano il nome. In questa guida abbiamo selezionato 10 borghi del vino da non perdere in Italia, per un itinerario indimenticabile, che soddisferà tutti i sensi. 

Quali sono i borghi del vino da visitare almeno una volta nella vita?

Il turismo nel corso degli anni si è evoluto ed uno dei più grandi cambiamenti ha riguardato un sempre maggiore interesse enogastronomico: partire significa scegliere mete dove poter vivere esperienze legate alla conoscenza di un luogo anche a seconda dei suoi prodotti alimentari più caratteristici. Non è un caso, infatti, che dal 1999 in Italia sono state istituite le Strade del Vino, percorsi indicati con un’apposita segnaletica – solitamente un grappolo d’uva – che guidano il visitatore attraverso itinerari rurali, immersi nella natura, facendo tappa tra cantine e aziende agricole, per degustare vini e cibi direttamente dai produttori.

Selezionare solo 10 borghi del vino non è semplice perché quasi tutte le regioni della Penisola hanno una cittadina caratterizzata da un vitigno, ma non solo: ci sono vini tipici che influenzano con la loro presenza intere porzioni di regioni, ognuna disseminata da affascinanti borghi medievali da percorrere in lungo e in largo, da musei, monumenti, edifici storici, belvedere e prodotti tipici locali. In questa raccolta, abbiamo optato per un mix, tra grandi nomi che non potevano mancare e località meno inflazionate, a seconda del mood con cui vorrai organizzare il tuo prossimo viaggio.

Il borgo di Barolo, Piemonte

Barolo, nel cuore delle Langhe

Il nostro viaggio inizia da nord, in uno dei borghi più celebri del Piemonte, ricco di storia, cultura e specialità enogastronomiche conosciute in tutta Italia.
Chi dice Barolo, infatti, dice vini pregiati – uno su tutti quello che porta il suo nome – e panorami mozzafiato sulle dolci colline delle Langhe (Patrimonio Unesco dal 2014 con Roero e Monferrato), territorio di vitigni illustri e di piatti con ingredienti tipici come i tajarin con il tartufo, il vitello tonnato, il brasato al Barolo e la torta di nocciole.
Il borgo è un gioiellino dove l’arte e l’architettura del passato si mescolano a quelle contemporanee: tra gli edifici più interessanti da visitare c’è l’imponente Castello di Barolo, proprietà della famiglia Falletti dal ‘300 fino a metà dell’800, quando morì l’ultima erede. Al suo interno sorge dal 2010 il WIMU, il Museo del Vino, dove puoi fare degustazioni, tour guidati e diverse attività di wine experience tutto l’anno (tranne solitamente i giorni festivi di gennaio e tutto il mese di febbraio, per via della chiusura stagionale: la riapertura a tempo pieno è prevista nel 2024 dal 16 marzo).
Gli appassionati di vino e arte non possono mancare l’appuntamento con la deliziosa Cappella del Barolo (fino al 2025 visibile solo all’esterno per lavori), immersa nei vigneti di La Morra e di proprietà della famiglia Ceretto: si tratta di una coloratissima chiesetta mai consacrata datata 1914, costruita per dare riparo ai contadini e ristrutturata alla fine degli anni ‘90 dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett, che l’hanno resa un’opera iconica, famosa in tutto il mondo.
Le aziende agricole con le proprie cantine sono pronte in ogni stagione ad accogliere gli amanti del buon bere, aprendo le loro porte: in zona c’è solo l’imbarazzo della scelta: un’ottima soluzione è quella di consultare il sito della Strada del Barolo, per organizzare al meglio il viaggio.

Il borgo di Capriolo, Lombardia

Il borgo di Capriolo, Lombardia
Source: capriolo.org/hh/index.php

Ci spostiamo in Lombardia, precisamente nella terra del rinomato Franciacorta: tra le deliziose mete dove fare tappa tra una bollicina e l’altra c’è Capriolo.
Siamo nella zona a sud ovest del Lago di Iseo, all’interno del Parco Dell’Oglio, immersi in un paesaggio rurale dove spiccano vigneti e campi di granoturco.
Il borgo medievale si arrampica su una collina: qui a farla da padrone è il Castello di Capriolo, imponente e poderoso, che nel corso della storia è stato più volte demolito e ricostruito. Da metà del ‘600 è diventato una fortezza-convento, prima delle suore Cappuccine e poi delle Orsoline, ed ora è uno dei luoghi Fai da non dimenticare. Tra le opere di maggior importanza sono da citare la pala del Celesti, il coro delle monache ed un crocifisso ligneo romanico.
Tra le vie del piccolo comune, degno di nota è Palazzo Lantieri, dove ha sede la storica cantina della nobile famiglia bresciana, che già nel XVI secolo riforniva dei suoi vini i Gonzaga e oggi produce Franciacorta Docg. All’interno dell’azienda si possono effettuare visite e degustazioni e si può anche soggiornare, in quanto parte della corte è stata ristrutturata e adibita ad agriturismo e wine resort.
Capriolo è così un punto di partenza privilegiato per esplorare queste verdi campagne nel cuore della Lombardia e anche per dedicarsi al trekking, con un’escursione di circa 2 ore verso il vicino Monte Alto, da cui ammirare la Franciacorta.

Il borgo di Soave, Veneto

Il borgo di Soave

Ai piedi dei Monti Lessini sorge il borgo di Soave, in provincia di Verona. A dare notorietà al comune di poco più di 7.000 abitanti è l’omonimo vino bianco. La leggenda vuole che sia stato il sommo poeta Dante Alighieri a battezzare il paese Soave, proprio in onore del suo vino che ha origine dall’uva garganega, alla base anche di un’altra specialità, il Recioto.
Il borgo medievale dalle alte cinta murarie trecentesche perfettamente conservate, vanta il riconoscimento della Bandiera Arancione conferita dal Touring Club italiano per la sua bellezza: passeggiare per le viuzze significa fare un salto nel passato tra il Duomo di San Lorenzo, il Palazzo del Capitanio (sede comunale) e il Palazzo di Giustizia, fino ad arrivare al grande Castello Scaligero a cui si accede dalla porta di San Giorgio, con il caratteristico ponte levatoio.
Merita un passaggio anche la piazza del Mercato, con una statua che omaggia lo scrittore Ippolito Nievo che qui passò parte della sua infanzia. Dove si trovano le cantine? Tante proprio nel centro storico, con i loro wine shop per fare incetta di bottiglie: tra le etichette più conosciute c’è quella dell’azienda agricola Coffele, con sede in un palazzo dell’800, da visitare in quanto è il primo produttore della zona del Soave Doc Classico a poter ufficialmente inserire in etichetta la qualifica “biologico”, con certificazione europea.
Subito fuori le mura si trova la Cantina di Rocca Sveva, un luogo suggestivo grazie al grande parco botanico e ai vigneti che lo circondano: qui, oltre al wine tasting, sono previste anche attività a cavallo e in e-bike, per andare alla scoperta del territorio immergendosi nella natura.

Il borgo di Dozza, Emilia Romagna

Borgo di Dozza

Dozza è quello che si dice un museo a cielo aperto, di quelli pieni di colori e di movimento. L’arte, infatti, la si trova sui muri delle case, lungo le strade e nelle piazze di questo borgo tra i più belli d’Italia a pochissimi chilometri da Imola, a sud di Bologna.
Dozza è, infatti, uno dei borghi della street art, celebrati con la Biennale del Muro Dipinto, manifestazione che si svolge ogni due anni a settembre con gli artisti all’azione in mezzo al pubblico.
Sulla sommità del paesino si erge la Rocca Sforzesca del XV secolo, di cui sono visitabili gli interni. Ma Dozza è soprattutto una delle tappe della Strada dei Vini e Sapori Colli d’Imola, con il rosso Sangiovese Doc a fare da star. Gli amanti dei bianchi, però, non restano a bocca asciutta, visto che questa è la terra dell’Albana Docg.
Per le degustazioni, il punto di interesse è l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna ospitata dagli anni ‘70 nei sotterranei della rocca: si tratta della più grande vetrina sui vini di questa regione, con salette ad hoc e wine bar per le degustazioni delle oltre 800 etichette selezionate.
Dall’enoteca parte, inoltre, il Sentiero del vino di Dozza : un percorso di 6 km da fare a piedi tra aziende vitivinicole dove fermarsi per una pausa tra i diversi scorci naturalistici e angoli panoramici. Il cibo è un altro motivo per venire a Dozza, con piatti di pasta fresca, salumi e formaggi con cui farcire le immancabili piadine.

Il borgo di Montalcino, Toscana

Il borgo di Montalcino, Toscana

Storia, cultura, arte, paesaggi pittoreschi e vino si intrecciano anche in quel di Montalcino, un borgo che non ha bisogno di presentazioni, nel Parco della Val d’Orcia, in provincia di Siena.
Nasce su queste colline toscane il famoso Brunello: la sua produzione si fa risalire all’800. Si tratta di un vino rosso molto pregiato, da degustare, ça va sans dire, nelle tante cantine che punteggiano i vigneti, e che si possono trovare elencate nel sito del Consorzio dedicato al Brunello e ad altre Doc del borgo, come il Rosso di Montalcino e il Moscadello, bianco e frizzante.
Montalcino è un paesino che ha del fiabesco, immerso tra alti cipressi e piante di ulivo antichissime. A dominare la cittadina c’è la fortezza trecentesca: per ammirarla dall’alto si può percorrere l’itinerario delle Antiche Mura, di circa 4 km, senza difficoltà, in 2 ore. Le stradine del centro pullulano di negozi di artigianato, di caffè e di ristoranti: non passa inosservata Piazza del Popolo, dove svetta la torre di Palazzo dei Priori. Montalcino torna agli antichi fasti medievali l’ultima domenica di ottobre, quando viene organizzata la Sagra del Tordo, con spettacoli di figuranti in costume che rappresentano i Quattro Quartieri del borgo (Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio) e la possibilità di gustare piatti tipici come pici al sugo, pappardelle di cinghiale e carne alla brace, il tutto ovviamente innaffiato con un bicchiere di vino rosso.

Il borgo di Offida, Marche

Il borgo di Offida, Marche

Spostandosi verso est si entra in territorio marchigiano. In provincia di Ascoli Piceno, situato tra le Valli di Tesino e Tronto, c’è Offida, un borgo tra i più belli d’Italia che nella storia è stato teatro di aspre battaglie tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini.
Dalla sua posizione si gode un vasto panorama collinare, tanto che nel paesino non mancano i belvedere da dove ammirare, tra gli altri, i Monti Sibillini e, nelle giornate particolarmente limpide, scorgere persino il Mar Adriatico e il Gran Sasso.
Offida si lega al vino per la Docg omonima, che comprende i bianchi Pecorino e Passerino e l’Offida Rosso. Puoi assaggiarli insieme ad altre etichette del luogo come il Rosso Piceno Doc e il Falerio dei Colli Ascolani nell’Enoteca Regionale delle Marche, che ha sede all’interno dell’ex convento di San Francesco e che organizza periodicamente degustazioni in abbinamento a salumi e formaggi locali.
Tra i piatti da non perdere, il coniglio in salsa con peperoni e pomodorini, il pollo ncip nciap (uno gustoso spezzatino profumato con aglio e prezzemolo) e i funghetti di Offida, dolcetti all’anice da acquistare come souvenir nei panifici e pasticcerie e assaporare con una tazzina di caffè.
Offida conquista il viaggiatore più curioso, che rimane affascinato dalla particolare architettura della Chiesa di Santa Maria della Rocca, dal loggiato del Palazzo Comunale, dallo stile barocco del Teatro Serpente Aureo e dall’unicità del Museo del merletto a tombolo, una lavorazione artigianale talmente radicata che Offida è anche soprannominato il borgo delle merlettaie.

Il borgo di Tollo, Abruzzo

Il borgo di Tollo, Abruzzo

Per gli enofili questo borgo non è certo meno famoso dei precedenti, ma se invece è la prima volta che lo senti nominare, è giunto il tempo di programmare una visita.
Tollo, in provincia di Chieti, in Abruzzo, è una delle città del vino italiane più note grazie alla presenza della rinomata Cantina Tollo, cooperativa sociale, ambasciatrice dei vini abruzzesi nel mondo, che dagli anni ‘60 e ‘70 si è fatta promotrice dello sviluppo vitivinicolo della regione. I fiori all’occhiello sono alcuni tra i più rinomati vini locali, il Montepulciano Dop, il Trebbiano d’Abruzzo Dop e il Cerasuolo Dop, in più, ha anche una sua Docg, la Tollum. Con una produzione che si aggira attorno alle 13 milioni di bottiglie, questo è il posto giusto per degustare la grande varietà di vini regionali, facendo visita all’azienda. Inoltre, nell’area più antica del centro storico di Tollo è obbligatorio fermarsi all’Eno Museo, un luogo unico nel suo genere, come definito dal Fai, in quanto si tratta di un museo enoteca, che racconta il rapporto tra il vino, la società e il territorio, un omaggio alla vocazione agricola e contadina che il borgo è riuscito a mantenere nel tempo.
I vigneti a pergola di Tollo sembrano cingere la cittadina come in un abbraccio. Questo borgo si trova in una posizione splendida lungo le Strade del vino d’Abruzzo, perfetta per compiere deviazioni memorabili a Ortona, sulla Costa dei Trabocchi, e verso il Parco Nazionale della Majella, per un itinerario enologico tra mare e monti.

Il borgo di Frascati, Lazio

Il borgo di Frascati, Lazio

Turisti e romani si incontrano in quella che probabilmente è la Strada del Vino più famosa del Lazio: quella dei Castelli Romani, in un’atmosfera a metà tra il bucolico del paesaggio e l’eleganza delle ville. Il borgo da segnare in agenda è quello di Frascati, città del vino con il suo Frascati Superiore Docg, Frascati Dop e Cannellino Docg, da condividere in compagnia nelle caratteristiche fraschette, locali informali simili a osterie che risalgono all’epoca medievale dove vi era la mescita del vino novello: fai una pausa bevendo un buon bicchiere accompagnato da fette di porchetta.
Frascati è quella che un tempo gli antichi Romani chiamavano Tusculum, diventata ora un borgo molto vivace, perfetto per una gita in giornata da Roma, da cui dista circa una mezz’ora di automobile. Se ami rovine, teatri all’aperto e ruderi la tua destinazione è il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo, mentre se preferisci i palazzi nobiliari, allora punta su Villa Falconieri, costruita nel ‘500 e ampliata in seguito dal celebre architetto Francesco Borromini, di cui sono visitabili sia gli splendidi interni sia i giardini. Menzione speciale anche a Villa Aldobrandini, sontuosa e spettacolare col suo magnifico ninfeo.

Il borgo di Manduria, Puglia

Il borgo di Manduria, Puglia

Qual è il re dei rossi del Sud? Nessun dubbio a riguardo: si chiama Primitivo di Manduria e la sua terra d’elezione è il Salento, con lu sule, lu mare e lu ientu. Il nostro navigatore ti porta direttamente nel borgo di Manduria, un comune equidistante dai capoluoghi di Taranto, Lecce e Brindisi, conosciuto anche con l’appellativo di Città dei Messapi, una delle prime popolazioni che si è insediata in queste zone nel V secolo a.C. e di cui si possono ammirare ancora straordinarie testimonianze nel Parco Archeologico delle mura messapiche e nella gigantesca necropoli messapica, la più vasta mai scoperta.
Due luoghi di grande importanza storica e culturale che sono un buon inizio per la tua vacanza in Puglia sulle tracce del Primitivo, che continua nelle diverse cantine presenti nel comune. Tappa obbligata è alla Cantina Produttori di Manduria, che dal 1932 è una cooperativa sociale che riunisce i viticoltori: qui ti aspettano degustazioni con salumi e formaggi locali e una discesa nei sotterranei, dove sono ubicate le sale del Museo del Primitivo di Manduria. Una wine experience da prendere in considerazione è quella nell’azienda Gianfranco Fino Viticoltore, nata nel 2004 con lo scopo di salvare antichi vigneti ad alberello pugliesi e che ora porta avanti con successo la missione affiancando visite private, dotandosi di un ristorante e di camere per soggiornare. Non perdere l’occasione di regalarti una passeggiata tra le strette viuzze dell’antico borgo, arrivando nell’ampia piazza principale, a forma triangolare dedicata a Garibaldi su cui si affaccia palazzo Imperiali, con la sua architettura medievale e la balconata in stile rococò. Da puoi raggiungere anche la Chiesa Madre edificata tra il XV e XVI secolo e il quartiere ebraico, dove le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate nel ‘500.

Il borgo di Aggius, Sardegna

Il borgo di Aggius, Sardegna

Il viaggio nei borghi del vino finisce su un’isola, esattamente nell’estremo nord est della Sardegna, nella magica Gallura. Tra nuraghi e muretti a secco, vigneti e pascoli, macchia mediterranea e boschi di lecci, compare Aggius, borgo classificato Bandiera Arancione dal Touring Club e che fa parte dal 2017 nei Borghi Autentici d’Italia.
Qui si gusta negli agriturismi locali la zuppa gallurese, un piatto rustico a base di brodo di pecora, pane e formaggio pecorino, e si beve il Vermentino, il famoso bianco sardo che in Gallura si fregia del marchio Docg. Ogni momento dell’anno vale un biglietto per questo paesino fatto di roccia granitica, che tiene viva la memoria dei suoi antichi mestieri, riti e tradizioni nelle sfilate delle confraternite nella settimana di Pasqua, nel canto corale Tasgja e nella lavorazione dei tappeti e degli arazzi, di cui puoi approfondire la conoscenza al MEOC, il Museo Etnografico Oliva Carta Cannas, che custodisce veri e propri tesori dal 1600 ad oggi. Non disdegnare la visita al Museo del Banditismo, che racconta questo particolare fenomeno che ha interessato Aggius dal ‘500 e ‘800 e che ha reso leggendaria la figura di questi banditi, uno su tutti quella da romanzo di Sebastiano Tansu detto il Muto di Gallura. E Muto di Gallura è anche una cantina-agriturismo che nasce a Aggius nel 2016 e che si trova sulla Strada del Vino della Sardegna, che offre oltre a degustazioni di vini, anche la possibilità di pernottare e di fare diverse attività nella natura, come escursioni sui monti di Aggius e gite nel pittoresco carro trainato dai buoi, per un’esperienza 100% rurale.

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