Dal 1° aprile 2026 Firenze eliminerà i monopattini in sharing, chiudendo la sperimentazione avviata nel 2020. La decisione nasce dalle nuove norme nazionali e dalle difficoltà nel garantire sicurezza e rispetto delle regole.

Negli ultimi anni Firenze aveva puntato con decisione sulla micromobilità elettrica, sperimentando il servizio di monopattini in sharing come molte altre città europee. La sperimentazione, avviata nel 2020 e prorogata due volte, sembrava avviata a diventare una componente stabile dell’offerta di mobilità cittadina. Ma con l’arrivo delle nuove norme nazionali e l’emergere di criticità sempre più evidenti, Palazzo Vecchio ha scelto una strada diversa. Dal 1° aprile 2026, infatti, i monopattini a noleggio spariranno definitivamente dalle strade della città.

Di seguito vediamo nel dettaglio i motivi della decisione, cosa prevede la delibera comunale e quale sarà il futuro della mobilità condivisa a Firenze.

Perché Firenze ha deciso di fermare i monopattini in sharing

La decisione del Comune nasce dall’intreccio di due grandi elementi: il cambiamento del quadro normativo nazionale con il nuovo Codice della Strada e le difficoltà riscontrate nella gestione dello sharing negli ultimi cinque anni.

Le nuove norme introdotte tra fine 2024 e il 2025 hanno radicalmente cambiato le regole per i monopattini. Il Governo e il Parlamento hanno previsto, tra le altre misure, obbligo di casco per tutti, presenza di targa personale, assicurazione obbligatoria, divieto di circolazione sulle piste ciclabili e al di fuori dei centri urbani. In pratica, i monopattini sono stati equiparati quasi del tutto agli scooter.

Questi obblighi, secondo il Comune, sono difficili da garantire nel caso dei mezzi in sharing. Senza una stazione fissa per il ritiro e la riconsegna dei monopattini, risulta quasi impossibile assicurare che ogni utente disponga del casco o che rispetti pienamente le nuove regole. Gli operatori stessi hanno segnalato l’inapplicabilità delle norme e l’insostenibilità di fornire caschi senza rischiare furti o danneggiamenti: a Firenze una delle aziende, RideMovi, è stata costretta a sostituirne centinaia nel giro di poche settimane.

A tutto questo si aggiunge un problema ben noto nelle grandi città europee: l’utilizzo scorretto del monopattino. Soste selvagge, circolazione su marciapiedi o contromano, presenza di due persone a bordo sono comportamenti ricorrenti che mettono a rischio la sicurezza stradale e incidono sul decoro urbano. Per Palazzo Vecchio si tratta di una “potenziale violazione sistematica del Codice della strada” che la città non può ignorare.

Cosa prevede la delibera: tempistiche e fine della sperimentazione

La scelta di Firenze si concretizza nella delibera firmata dall’assessorato alla Mobilità. Il provvedimento stabilisce la fine della sperimentazione al 31 marzo 2026, lasciando così due anni di tempo per chiudere il servizio in modo ordinato e per permettere agli operatori di affrontare gli inevitabili ricorsi.

Con questa decisione Firenze diventa la prima città italiana a chiudere i monopattini in sharing, seguendo l’esempio di capitali come Parigi (2023) e Madrid (2024). Anche Praga si unirà presto alla lista, a partire dal gennaio 2026.

Quali servizi sostituiranno i monopattini: il piano per la mobilità del futuro

La conclusione della sperimentazione non significa l’abbandono della mobilità condivisa. Il Comune punta infatti a potenziare altre forme di sharing più semplici da controllare e integrare con le infrastrutture già esistenti.

Il primo intervento riguarda il bike sharing, che negli ultimi anni ha registrato un uso in forte crescita: nel 2024 più di 1,5 milioni di noleggi e, nei primi mesi del 2025, un aumento del 18%. L’amministrazione intende potenziare il servizio aumentando il numero delle biciclette, rinnovando i mezzi e dando più spazio alle bici tradizionali, considerate più adatte anche a chi non vuole o non può utilizzare veicoli elettrici.

In prospettiva, Firenze vuole rafforzare un sistema di sharing mobility basato su mezzi più regolamentati: bici, scooter sharing e car sharing.