Il percorso in bici in Val Cenischia costeggia il suggestivo Lago della Ferrera: scopriamo insieme il tracciato e tutte le informazioni utili.
Immerso tra la natura incontaminata si trova uno dei percorsi in bici più belli da fare in Italia: alla scoperta del Lago della Ferrera, in piena Val Cenischia. Si tratta di un itinerario splendido da percorrere in Piemonte ma attenzione, perché non è per tutti.
Quali sono le difficoltà sul percorso? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sull’itinerario in bici alla scoperta del Lago della Ferrera.
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In bici al Lago della Ferrera: info tecniche sul percorso
C’è subito una cosa da dire sul percorso in bici al Lago della Ferrara: non si tratta del classico itinerario da cicloturismo o di una ciclovia “comoda”. Per affrontarlo è appropriato scegliere la giusta bici da cicloturismo e avere una buona preparazione alle spalle, in quanto il percorso presenta salite impegnative e con pendenze che in media possono raggiungere il 10%.
In alternativa, potrebbe essere un’idea cercare di affrontare il tracciato e le salite con una e-bike estrema, con una bici a pedalata assistita oppure con i servizi di mobilità condivisa. Una cosa è certa: una volta in cima il Lago della Ferrera è spettacolare e saprà ripagare gli sforzi: varrà la pena faticare per raggiungerlo.
Quando percorrere tale itinerario? Solitamente si può completare da aprile a novembre ma occhio alle condizioni meteo e alle nevicate precoci.
La partenza e i dettagli dell’itinerario
Il percorso ha inizio nel comune di Venaus, in provincia di Torino, precisamente all’intersezione tra la Strada Provinciale 210 e via Mompantero, ovvero nel punto in cui convergono le due principali vie d’accesso alla località più rilevante della Val Cenischia. Il punto di partenza si colloca a 582 metri di altitudine.
Il tratto iniziale della salita si sviluppa per circa 4 chilometri lungo ampi rettilinei, con una pendenza progressiva che varia dal 3,3% nel primo chilometro fino a raggiungere il 6,6% al quarto. All’ingresso nel centro abitato di Novalesa, la pendenza si attenua leggermente, offrendo un breve momento di sollievo. Questo borgo nascosto è uno snodo fondamentale per coloro che percorrono la Via Francigena dalla Francia: qui si trova un’antica abbazia fondata nel 726 e affidata, a partire dal 1973, alla cura dei monaci benedettini.
Una volta giunti a Novalesa, si consiglia una sosta presso la fontana situata nella piazzetta di fronte al Municipio. Oltrepassato il ponte sul Cenischia, si incontra un bivio: proseguendo lungo la SP210, la strada si inerpica con decisione per alcune centinaia di metri, prima di attraversare un tratto più agevole che si snoda fra i prati.
La parte più dura del tracciato
A circa 6 chilometri dalla vetta, la salita si fa decisamente più impegnativa, raggiungendo una pendenza del 12% in prossimità delle abitazioni della borgata Santa Maria. Il terzo e ultimo ponte sul Cenischia, situato a 4,5 km dalla sommità, segna l’inizio di una spettacolare sequenza di tornanti, considerata la sezione più ardua dell’intero tracciato. Nei 3 chilometri compresi tra il settimo e il decimo, la pendenza media si attesta attorno al 10%, con picchi che toccano il 19%.
In questo tratto si susseguono ben 15 tornanti, uno ogni 200 metri circa. Ogni curva può essere considerata un piccolo traguardo simbolico, ma non costituisce, come spesso accade in salite analoghe, un momento di recupero. Anche i ciclisti più esperti potrebbero essere messi a dura prova.
L’arrivo in bici al Lago della Ferrera
Al decimo chilometro dell’ascesa, esaurita la lunga serie di tornanti, la salita non concede ancora tregua: per raggiungere il cippo che segnala l’ingresso nel territorio di Ferrera Moncenisio, è necessario affrontare ulteriori rampe con pendenze comprese tra il 12% e il 14%. Con soli 47 residenti, Ferrera Moncenisio è uno dei borghi meno abitati d’Italia, un minuscolo agglomerato di abitazioni in stile alpino armoniosamente restaurate.
Una volta raggiunto l’abitato di Moncenisio, rimane da affrontare un’ultima salita con pendenza dell’8% per toccare i 1.435 metri di altitudine, punto culminante dell’intero tracciato. Dopo circa duecento metri di leggera discesa, si apre alla vista il suggestivo panorama del Lago della Ferrera.
Con i suoi 11,4 chilometri di lunghezza l’ascesa lungo la Val Cenischia lascia un segno profondo nella muscolatura. Tuttavia, tra paesaggi di alta quota, fitte pinete e un borgo dall’aspetto fiabesco, l’esperienza si imprime con forza nella memoria di chi la percorre.








