Un tour lungo la Penisola alla scoperta di borghi nascosti ricchi di storia, cultura e natura in cui (forse) non sei mai stato.
L’Italia è costellata di borghi affascinanti: sebbene siano diventati una delle mete turistiche più gettonate, alcuni di loro restano fuori dai circuiti più battuti. Sono borghi incastonati tra le montagne, immersi in vallate silenziose, racchiusi in baie sul mare o al centro di chilometri di campagna: in poche parole sono lontani dall’overtourism e perfetti per chi ama il turismo lento all’ennesima potenza.
Borghi nascosti: una meraviglia da scoprire
Se cerchi il volto di un’Italia ancora poco esplorata, questi borghi sono la scelta perfetta per un viaggio fuori dagli schemi da Nord a Sud. È qui che lo slow tourism trova la sua dimensione ideale, tra castelli che spuntano all’improvviso, case colorate a picco sul mare, viuzze costellate da botteghe artigiane che poco hanno a che fare con i souvenir. Luoghi come Vogogna in Piemonte, Curtatone in Lombardia, Teolo in Veneto, Roccascalegna in Abruzzo o Prata Sannita in Campania sono probabilmente meno noti rispetto a quei corregionali illustri da “vedere almeno una volta nella vita”, ma non per questo meno interessanti. Anzi, a volte come cantava Niccolò Fabi in una sua famosa canzone: “per ogni cosa c’è un posto, ma quello della meraviglia è solo un po’ più nascosto”. Di posti, qui, te ne presentiamo 10.
Vogogna, nel cuore dell’Ossola

Iniziamo il tour dal Piemonte, precisamente dalla Val d’Ossola, dove si trova Vogogna, un borgo storico inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e, inoltre, detentore della Bandiera Arancione del Touring Club dal 2011. Il suo nome deriva dagli antichi abitanti della valle, gli Agoni, stanziati qui prima dei Romani.
A caratterizzare il paesino di impronta medievale ci sono il Castello Visconteo (nella foto), che domina dall’alto, il Palazzo Pretorio, e la parte inferiore, il cosiddetto Cantun Sura, dove le case si addossano l’una all’altra. I colori sono quelli della pietra grigia degli edifici e del verde dei boschi: Vogogna è anche la sede del Parco Nazionale della Val Grande, ideale per trekking ed escursioni.
Laigueglia, il borgo dei marinai

Ci spostiamo in una meta dall’anima marinara, Laigueglia, in provincia di Savona, tra i Borghi più belli d’Italia e della Liguria. Le prime tracce scritte della sua presenza risalgono al XII secolo, quando entra a far parte della Repubblica di Genova, diventando un importante porto commerciale e di cantieristica navale, preso di mira anche dal celebre corsaro Barbarossa nel 1456.
Situata tra le bellezze naturali della Baia del Sole, tra Capo Santa Croce e Capo Mele, questa deliziosa località attira per il suo centro storico composto da casette colorate, per il mare con fondale basso e sabbia finissima e per le colline alle sue spalle, costellate di sentieri da percorrere anche in bicicletta: a proposito di due ruote, con il Trofeo Laigueglia (che si corre il 5 marzo 2025 per l’edizione numero 62), si apre la stagione ciclistica italiana.
Curtatone, uno spaccato di lombardia rurale

Facciamo un salto nella storia d’Italia approdando a Curtatone, un borgo lombardo nel mantovano costituito da diverse frazioni (tra cui Montanara, dove c’è la sede comunale) che sorge nelle Terre del Mincio, un angolo suggestivo abbracciato dal Garda e dal Po. Il paese, insieme a Montanara, ha fatto da sfondo a una delle battaglie più note del Risorgimento, combattuta il 29 maggio 1848 contro l’esercito austro-ungarico: si possono ancora vedere un monumento ai 201 caduti e l’ossario. In quel di Grazie, invece, è da visitare il bel Santuario della Madonna delle Grazie (nella foto), voluto da Francesco I Gonzaga tra il 1399 e il 1406 come ex voto durante la peste. Da non perdere la scoperta della Riserva naturale delle Valli del Mincio, partecipando a una gita in barca.
Glorenza, la città più piccola dell’Alto Adige

Siamo nel 1300 quando a Glorenza, situata nell’incantevole Val Venosta, viene conferito lo status di città. Da centro del commercio del sale a pittoresco borgo medievale dedito al turismo sono passati diversi secoli, ma il fascino autentico di questa località montana di poco più di 900 abitanti è rimasto intatto. Si tratta di un tipico paesino alpino circondato da mura perfettamente conservate: il centro storico vanta palazzi nobiliari con le facciate affrescate, portici e chiese, ricordando in miniatura destinazioni più popolari come Vipiteno. Anche i dintorni, però, non sono da meno: a meno di 20 km in direzione nord appare in tutto il suo “mistero” il Lago di Resia, con il famoso campanile che spunta dalle acque.
Teolo, un gioiellino veneto

Eccoci in Veneto, dove spesso a farla da padrone sono le città d’arte, tra Venezia, Verona, Vicenza, Padova, e Treviso. Tra i paesini probabilmente meno conosciuti compare Teolo, situato nel quadrante settentrionale dei Colli Euganei, i dolci rilievi di origine vulcanica che si trovano nel padovano. Teolo si compone di diverse frazioni: il borgo omonimo antico si piazza su un’altura tra il Monte Venda (che con i suoi 600 metri è la cima più alta) e il Monte della Madonna e sembra che qui sia nato il celebre storico latino Tito Livio. Il monumento più noto è senza dubbio l’elegante Palazzetto dei Vicari – che oggi ospita il museo dell’artista Dino Formaggio – costruito dai Carraresi, signori di Padova nel’300. Da segnalare la frazione di Praglia, con l’abbazia benedettina, aperta al turismo religioso e spirituale, mentre gli amanti dei cammini possono seguire il percorso naturalistico del Monte della Madonna.
Rasiglia, il borgo sull’acqua

Ci spostiamo in Centro Italia, in Umbria, una delle regioni più apprezzate per il turismo legato ai piccoli borghi. Tra le tante perle che offre si annovera Rasiglia, che lega la sua identità all’acqua. Il paesino medievale, frazione montana del comune di Foligno, all’interno della Valle del Menotre, è caratterizzato da numerose sorgenti, che in passato erano il motore di mulini e opifici: quella di Capovena attraversa la parte alta del borgo, con tanto di cascatelle che regalano veri e propri scorci da cartolina. Il tempo qui sembra essersi davvero fermato.
Roccascalegna, il castello sulla roccia

Appassionati di fortezze abbarbicate su speroni di roccia segnatevi questo nome: Roccascalegna è un borgo abruzzese in provincia di Chieti che non potete perdere per via del suo leggendario castello di origine longobarda che guarda a tutta la Valle del Rio Secco, affluente del fiume Sangro ai confini orientali del Parco Nazionale della Maiella. Si tratta di una possente struttura difensiva (dove spicca una precedente Torre di Avvistamento) completamente restaurata nel 1996. Non serve dirlo che da qui si godono meravigliosi panorami: in più, vengono organizzate anche visite ad hoc ed escursioni naturalistiche a piedi o in e-bike che lo vedono come punto d’arrivo, dove fare perfino l’aperitivo.
Collalto Sabino, il “paese di Babbo Natale”

Collalto Sabino è un meraviglioso borgo del Lazio posto a quasi 1000 metri d’altitudine, circondato da lussureggianti boschi di faggi, aceri, castagni e querce secolari. Fa parte dei comuni all’interno della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, un’area protetta in provincia di Rieti dove il passaggio dell’uomo si sente poco (ci sono eremi, rocche, tratturi, casali piccoli centri abitati), per lasciare posto a laghi (come quello del Turano, dove si può pescare e fare sci nautico), gole, torrenti e una ricca biodiversità, tra cui compare anche il lupo. Rispetto a Roma, dista circa 75 km: una fuga perfetta dalla città che si può fare anche in giornata. Da non dimenticare: in inverno, Collalto Sabino diventa popolare rispetto al resto dell’anno con i suoi mercatini di Natale, spettacoli, giochi e la casa di Babbo Natale.
Prata Sannita, il parco e il castello

All’estremo nord della Campania, quasi ai confini con il Molise, si trova Prata Sannita, un borgo collinare dalla struttura medievale immerso nel Parco Regionale del Matese, un vero e proprio paradiso per sportivi ed escursionisti, visto che si possono praticare trekking, mountain bike e anche sci nella stagione fredda. Il suo biglietto da visita è il maestoso castello, edificato in epoca longobarda come struttura difensiva che probabilmente serviva anche da luogo di sosta per i cavalieri crociati sulla strada di andata e di ritorno dalla Terra Santa. Il maniero si può visitare, ed ospita tre musei, uno dedicato alla storia militare, uno alla civiltà contadina e uno all’artigianato locale.
Pentedattilo, il paese delle cinque dita

Concludiamo la scoperta dei borghi nascosti approdando in Calabria, a Pentedattilo, una frazione di Melito di Porto Salvo, il centro più esteso dell’Area Grecanica: già il nome di questo paesino nato per contrastare le incursioni dei saraceni nel IX secolo porta con sé qualcosa di suggestivo. A cosa è dovuto? Alla forma a mano aperta della rupe del Monte Calvario ai piedi del quale sorge l’abitato, fino a qualche tempo abbandonato e conosciuto come un borgo fantasma. Adesso, invece, grazie a volontari provenienti da tutta Europa è stato riportato a nuova vita, riqualificando le case in pietra e la pavimentazione: spazio a botteghe e alloggi diffusi per un turismo lontano dai classici circuiti.







