Da Milano siamo arrivati a Roma in cinque incredibili tappe e ora il viaggio continua da Roma verso Napoli, in un’avventura on the road che ci porterà tra borghi incantevoli, parchi storici e grotte nascoste. 

Viaggiare con lentezza significa anche godersi l’esperienza stessa del viaggio, senza l’ansia di arrivare alla meta ma anzi approfittandone per andare alla scoperta delle infinite bellezze che si possono incontrare sul percorso. Noi abbiamo scelto cinque tappe per darti uno spunto, ma nulla ti vieta di fermarti dieci volte.

Hai fatto il pieno di carburante? È di nuovo ora di partire!

5 tappe imperdibili tra Roma e Napoli

In effetti anche in un tratto di strada relativamente breve come quello tra Roma e Napolicirca 200 chilometri – abbiamo fatto fatica a selezionare solo cinque tappe. È un itinerario ricco di punti di interesse che si snoda nell’entroterra verso la costa del Lazio e la Campania, in cui ogni chilometro regala scorci memorabili, affascinanti borghi medievali e ricordi degli antichi fasti di chi popolava queste terre.

Rocca di Papa, tra ville patrizie e street art

Rocca di Papa è uno dei borghi più belli dei Castelli Romani: arroccato sulle pendici del Monte Cavo, si dice che sia l’erede dell’antica Cabum. Qui i romani hanno lasciato le tracce indelebili delle splendide dimore patrizie all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Situata a pochi chilometri da Roma, Rocca di Papa ti accoglie con i variopinti murales, opera di un pittore locale che ha saputo ridare colore e allegria al borgo, ispirando anche altri artisti del luogo. Le case del borgo, aggrappate alla roccia e immerse in un dedalo di viuzze, regalano un’atmosfera incantata.

La posizione strategica, ai margini del Vulcano Laziale, fa sì che l’acropoli del Mons Albanus, già sacra per i latini, conferisca al luogo un fascino unico. Passeggiando nel centro storico, noterai l’impronta medievale che si respira tra le vie: un tempo feudo dei Conti di Tuscolo e degli Annibaldi, Rocca di Papa vide persino l’assedio dell’imperatore Ludovico IV del Sacro Romano Impero. Nel Quattrocento passò sotto il dominio dei Colonna, che ne controllarono le sorti fino alla seconda metà del XIX secolo.

La Fortezza e Medievale e la fortezza Pontificia

Da non perdere è il Belvedere della Fortezza Medievale, da cui potrai ammirare una vista che si estende fino al mare. Nei dintorni si trovano anche i Campi di Annibale, dove il celebre condottiero si era accampato durante la Seconda Guerra Punica. Seguendo il tracciato della Via Sacra, raggiungi l’Occhialone, un punto panoramico sui due laghi affiancati, con il mare sullo sfondo.

Merita una visita anche la Fortezza Pontificia, menzionata per la prima volta in una lettera di papa Lucio III nel 1181 e completamente restaurata nei primi anni 2000. È un luogo straordinario che ha ispirato scrittori come Goethe, Hans Christian Andersen e Stendhal. Nei pressi della fortezza, l’Osservatorio Geodinamico Reale – costruito alla fine del XIX secolo e poi utilizzato da Guglielmo Marconi tra il 1922 e il 1935 per alcuni esperimenti radiofonici – ospita oggi il Museo Geofisico.

Terracina e il Parco Nazionale del Circeo

Situata all’estremità della pianura pontina, lungo l’antica via Appia, Terracina si suddivide in una parte alta, il borgo vecchio, di impianto medievale e gotico, e una parte più moderna che si estende fino al mare. Nel centro storico, i resti romani si integrano armoniosamente con strade medievali, portici, logge e colonne di basalto provenienti dal lastricato della via Appia. Il paesaggio è dominato dal monte Sant’Angelo, sulla cui sommità il tempio romano di Giove Anxur offre una vista incredibile sul mare.

Scendendo dal monte Sant’Angelo, potrai raggiungere il borgo storico attraverso una strada panoramica che attraversa le mura bizantine e medievali, caratterizzate dalle torri trasformate in abitazioni nel Settecento. Nella piazza principale si trova il Duomo di San Cesareo, del XII secolo. La facciata è preceduta da un portico con le colonne decorate dalle figure di animali e con uno splendido fregio a mosaico, opera di artisti siculo-normanni. Accanto, il campanile romanico-gotico presenta un elegante susseguirsi di loggette. Le vie del centro sono punteggiate da preziose rovine, come il Capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina, e una domus romana con mosaici pavimentali. Nella parte moderna della città si trovano ulteriori testimonianze dell’epoca romana, tra cui l’anfiteatro e le terme.

A breve distanza, vale una visita il Parco Nazionale del Circeo, istituito nel 1934, che si estende lungo la stretta fascia costiera tra Anzio e Terracina, che include una parte delle paludi pontine. Qui potrai esplorare il monte Circeo, che prende il nome dalla maga che, secondo la mitologia, trattenne Ulisse e i suoi compagni, il lago di Sabaudia e la strada panoramica da San Felice a Torre Cervia, fiancheggiata da ville signorili e da una rigogliosa vegetazione mediterranea.

Sperlonga, il borgo sul mare

Sperlonga è uno dei borghi sul mare più belli del litorale tirrenico, con il nucleo medievale arroccato su uno sperone roccioso. Qui i viottoli stretti, le scalette e i passaggi voltati ti conducono verso al meraviglioso belvedere che si affaccia sulla costa e sul mare, premiati con le Bandiere Verdi e con le Bandiere Blu. È facile immaginare come questa meraviglia mediterranea abbia affascinato l’aristocrazia romana, che qui edificò sontuose ville – tra cui quella dell’Imperatore Tiberio – e che trasformò le grotte costiere in luoghi di piacere.

Uno dei simboli di Sperlonga è la Torre Truglia, una struttura squadrata che faceva parte delle torri di avvistamento, erette per difendere la costa dalle incursioni dei Saraceni. Mentre esplori gli stretti vicoli del borgo, non potrai non notare la chiesetta di S. Maria in Spelonca, del XII secolo, con la piccola corte che un tempo animava il monastero. Proseguendo lungo la via Flacca, la strada panoramica che collega Sperlonga a Gaeta, ogni curva e tornante ti sorprenderà per gli incredibili scorci.

Al km 16 della via, incontrerai il Museo Archeologico Nazionale, realizzato nel 1963 per raccogliere e valorizzare i reperti rinvenuti sul sito della villa di Tiberio e della Grotta di Tiberio. Al suo interno potrai ammirare statue risalenti al IV e al II secolo a.C., busti e teste di inestimabile pregio, maschere teatrali di straordinario realismo e la ricostruzione di un gruppo colossale che rappresenta la punizione inflitta da Ulisse al ciclope Polifemo.

Sotto il museo si apre la Grotta di Tiberio. L’Imperatore romano teneva qui i banchetti durante le giornate più calde. Secondo una leggenda, scampò fortunosamente alla morte quando alcuni blocchi di roccia si staccarono dalla volta della grotta.

Gaeta, la Perla del Tirreno

Di origini antichissime e fiera Repubblica Marinara nel IX secolo, Gaeta, in provincia di Latina, è protetta dalle imponenti mura del Castello Angioino-Aragonese. Da non perdere, nel centro storico, sono la Chiesa dell’Annunziata, che custodisce preziosi codici medievali, la Chiesa di S. Maria della Sorresca, quella di S. Giovanni a Mare e il maestoso Tempio di San Francesco.

A dominare il panorama del borgo è la Montagna Spaccata, che, secondo una leggenda, si sarebbe divisa in tre parti a causa di un terremoto avvenuto nell’esatto momento della morte di Cristo. Vale la pena esplorare il promontorio a piedi, per avere l’opportunità di visitare alcuni luoghi imperdibili: il Santuario della Santissima Trinità, fondato nel 930 dai Benedettini sulle rovine di una villa romana, e la suggestiva Grotta del Turco, raggiungibile scendendo 300 gradini. Il percorso, luogo di devozione, è scandito dalle stazioni della Via Crucis, arricchite da maioliche ottocentesche restaurate e impreziosite dai versi di Metastasio.

E infine le spiagge: Gaeta vanta dieci chilometri di litorale di sabbia dorata, punteggiato da baie e scogliere. Il fiore all’occhiello è la spiaggia di Serapo, bagnata da un mare cristallino. Qui si trova la Nave di Serapo, un grande scoglio dalla forma allungata che ricorda un’imbarcazione.

Il Rione Sanità di Napoli

Siamo giunti a Napoli e, come ultima tappa, vogliamo consigliarti di andare alla scoperta – o alla riscoperta – del Rione Sanità. Conosci la sua storia? All’inizio dell’Ottocento, durante il Decennio Francese, Giuseppe Bonaparte prima e Gioacchino Murat dopo di lui decisero di costruire un ponte che facilitasse l’accesso verso la Reggia di Capodimonte, costruita nel 1738 e troppo difficile da raggiungere. Il ponte permise di raggiungere l’obiettivo, ma con una conseguenza imprevista: tagliò fuori il Rione Sanità dal resto della città, trasformandolo in una sorta di periferia dimenticata, con tutte le conseguenze del caso.

Eppure dietro questa facciata difficile si nasconde un patrimonio straordinario. Le Catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, con i cunicoli, gli affreschi e i mosaici, ne sono un esempio. Proprio qui, al 107 di via Santa Maria antesaecula, è nato Totò, leggenda del cinema italiano. La Basilica di Santa Maria della Sanità e quella di San Severo, così come Palazzo dello Spagnolo e Palazzo Sanfelice, abbandonati a se stessi per decenni, sono ora tornati a splendere grazie ad accurati lavori di restauro.

Gran parte di questa rinascita è merito di padre Antonio Loffredo, che nel 2004 ha dato vita a un progetto di recupero coinvolgendo associazioni, cooperative e gli stessi abitanti del rione. Il risultato si è rivelato un laboratorio di cultura e creatività in continua evoluzione, che ha attirato l’attenzione di artisti contemporanei e street artist di fama internazionale, che hanno trasformato il quartiere in un museo a cielo aperto.