Dopo l’itinerario in cinque tappe da Milano verso la Capitale, in questo articolo ti proponiamo un viaggio da Roma a Messina da fare in auto, o in moto, senza fretta. Dall’entroterra del Lazio alla costa della Campania e della Calabria, passando dalla Basilicata, fino allo Stretto di Messina e la Sicilia. È ora di fare il pieno di carburante per “rotolare verso sud”: ne varrà la pena!

Partire da Roma per approdare a Messina significa intraprendere un viaggio che va ben oltre il semplice spostamento da un punto all’altro: è un invito a scoprire la magia delle coste del Mezzogiorno, dove il profumo del mare e il calore del sole si intrecciano a storie e tradizioni.

5 Tappe imperdibili tra Roma e Messina

Non è un percorso breve quello tra Roma e Messina: sono circa 700 chilometri per un viaggio di oltre dieci ore, ma facendo le soste nei punti giusti, scoprirai luoghi meravigliosi che ti premieranno per ogni chilometro e per ogni minuto di strada. Ne abbiamo selezionati cinque tra le infinite possibilità che il sud Italia ha da offrire.

La residenza papale medievale di Anagni, in Lazio

Edificata dagli Ernici su uno sperone roccioso, Anagni fu conquistata dai Romani nel 306 a.C. e circondata da imponenti mura difensive nel II secolo. Durante il Medioevo la città divenne residenza papale e diede i natali a una figura storica di grande rilievo: Bonifacio VIII, il papa che ancora oggi risuona nei versi dell’Inferno dantesco. Salito al trono pontificio nel 1294, subì l’umiliazione di essere catturato nel suo palazzo dai soldati di Filippo IV il Bello, re di Francia, episodio che ha ispirato l’iconografia medievale dello “schiaffo di Anagni”, simbolo degli oltraggi subiti. Ma le attrattive di Anagni non si esauriscono in questo evento.

La Cattedrale e la cripta di San Magno sono due opere d’arte imperdibili. Eretta in stile romanico tra l’XI e il XII secolo sul sito dell’antica acropoli, la Cattedrale di Anagni fu in seguito oggetto di interventi gotici nel Duecento. All’esterno ci sono le tre absidi romaniche, il campanile e la statua dedicata a papa Bonifacio VIII. All’interno il pavimento delle tre navate è opera dei maestri Cosmati, mentre il ciborio romanico, la sedia episcopale e il candelabro pasquale sono stati realizzati da Pietro Vassaletto. La cripta di San Magno, soprannominata “la Cappella Sistina Medievale”, è ornata da magnifici affreschi duecenteschi.

Il centro storico di Anagni

La via principale del borgo, strada Vittorio Emanuele, conserva le tracce della ricca storia medievale di Anagni, come le eleganti bifore e l’ampio loggiato a due archi del palazzo di papa Bonifacio VIII, che risale agli inizi del XIII secolo, e come il Museo Bonifaciano e del Lazio Meridionale.

Proseguendo, ti imbatterai nel Palazzo Comunale, austero edificio del XII secolo arricchito da una loggetta del Quattrocento, e in molti altri capolavori di architettura, come Casa Barekow, al numero 89, con la scala esterna in stile loggia viterbese e la facciata decorata da un pittore svedese dell’Ottocento, Albert von Barekow. Da piazza Cavour si aprirà davanti ai tuoi occhi uno splendido panorama sul paesaggio circostante.

Le eccellenze da gustare

Sono ricche anche le gustose specialità gastronomiche del borgo. Tra queste il Timballo di Bonifacio VIII, un piatto preparato sin dal 1600, che prevede fettuccine condite con un saporito sugo di carne, avvolte da fette di prosciutto crudo e arricchite da deliziose polpettine di carne macinata. Un’altra eccellenza è il Panpepato, dolce da forno tipico del centro Italia e tradizionalmente realizzato durante le festività natalizie. Il nome di questo dolce, caratterizzato dall’uso di frutta secca, cioccolato, miele e un mix di spezie, porta in sé un doppio significato: da un lato “pan-papato”, in riferimento alla sua destinazione per gli alti prelati, e dall’altro “pan-pepato” per il suo caratteristico sapore speziato.

Le Matres Matutæ di Capua, in Campania

Prima di spostarci sulla costa, facciamo tappa a Capua, dove si trova uno dei musei più importanti d’Italia. L’antica capitale della Campania infatti ospita nel magnifico Palazzo Antignano una collezione dal valore storico straordinario, ancora troppo poco conosciuta. Fiore all’occhiello del Museo Campano sono le sale dedicate alle Matres Matutæ, una serie di sculture in tufo uniche al mondo, che rappresentano donne che tengono in braccio uno o più bambini. Il periodo delle statue è collocato tra il VI e il II secolo avanti Cristo, ma alcuni esemplari sono di epoche precedenti. La Mater Matuta era la divinità italica dell’aurora e della nascita e queste opere rappresentano delle offerte propiziatorie o di gratitudine per la fecondità.

Non meno significativa per l’eccellenza del territorio capuano è la Basilica di Sant’Angelo in Formis. Sorta sui resti di un antico tempio dedicato a Diana, prende il nome “in Formis” dai numerosi acquedotti che un tempo portavano l’acqua potabile a Capua. All’interno, il ciclo pittorico disposto su tre livelli, opera dei maestri campani, sorprende per i colori così vivaci da sembrare appena stesi sulla parete.

Capua è anche stata la culla di molti personaggi illustri, come Pier delle Vigne, anche lui reso celebre da Dante Alighieri, che lo incontra nel canto XIII dell’Inferno, nella selva dei suicidi, per intrattenere un lungo dialogo con il consigliere di Federico II.

Pompei, l’antica città ritrovata

La strada ci porta a Pompei, Patrimonio Unesco insieme a Ercolano e Oplontis, tra i siti archeologici più frequentati d’Italia. Questo luogo unico al mondo regala un’esperienza irripetibile, in cui la storia romana si svela in tutta la sua ricchezza. La città si suddivide in nove “Regio”, aree tematiche che si estendono tra antiche vie, suggestivi vicoli, anfiteatri, necropoli, ville, abitazioni, templi e spazi pubblici e ludici. Sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., Pompei offre una preziosa e commovente testimonianza della vita e della cultura nell’antica Roma.

Maratea e il golfo di Policastro, sulla costa lucana

In una posizione panoramica che domina uno dei tratti più belli del Golfo di Policastro, sorge Maratea, splendido borgo in Basilicata tra i più cercati sul web, che, arroccata sul Monte San Biagio, si affaccia su un tratto meraviglioso del Mar Tirreno.

Il centro storico di Maratea conserva intatto l’impianto medievale, con le stradine strette e gli edifici storici che offrono preziose testimonianze artistiche e architettoniche. Noto anche come la “città delle 44 chiese”, il borgo è punteggiato da numerosi luoghi di culto: dalla Chiesa di San Vito, dell’XI secolo, alla Basilica di San Biagio, eretta in cima al Monte San Biagio e dedicata al Santo Patrono, accanto alle vestigia dell’antica città. E ancora la Chiesa dell’Immacolata, con i raffinati affreschi, la Chiesa dell’Annunziata, Santa Maria Maggiore e la Chiesa della Madonna degli Ulivi. Particolarmente suggestiva è la Grotta dell’Angelo, nascosta in una radura del Monte San Biagio e tradizionalmente ritenuta il primo luogo di culto cristiano della zona, nonché dimora di un eremita.

Un’esperienza da fare assolutamente è la salita al Monte San Biagio per contemplare la statua del Cristo Redentore, simbolo di Maratea. Alta 22 metri, seconda solo al Cristo di Rio de Janeiro, la statua domina la città da un belvedere a 650 metri d’altitudine, che offre un panorama impagabile sulla costa.

Palmi e la Costa Viola, in Calabria

Prima di arrivare a Villa San Giovanni e imbarcare l’auto sul traghetto per raggiungere la nostra destinazione, un’ultima tappa d’obbligo si trova su un tratto particolarmente bello della costa calabra tirrenica, la Costa Viola, così chiamata per i riflessi purpurei che caratterizzano il litorale, una delle spiagge più belle d’Italia.

Proprio tra le pendici del Monte Sant’Elia e la Costa Viola, su uno scenario da cartolina, si staglia Palmi. La cittadina è celebre per la Varia di Palmi, Patrimonio Immateriale dell’Unesco, una festa popolare che si celebra l’ultima domenica d’agosto in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera. L’impressionante processione vede i fedeli trasportare una gigantesca macchina a spalla di oltre 15 metri di altezza sulla quale, in cima, siede l’Animella, simbolo della Madonna, affiancata dai bambini che interpretano gli angeli, mentre agli estremi scendono gli apostoli e i portatori.

Le stupende spiagge di Palmi vantano la Bandiera Verde: dalla storica Tonnara allo Scoglio dell’Ulivo, che deve al nome all’ulivo cresciuto incredibilmente sulla sua cima, il litorale si apre in un alternarsi di tratti rocciosi e ampie spiagge incorniciate da una rigogliosa macchia mediterranea, che si alternano alle grotte marine, come la Grotta delle Sirene, la Grotta dell’Arcudace e la Grotta Perciata.

Proprio le grotte rimandano alle antiche origini di Palmi, testimoniate dai resti della città pre-ellenica di Tauriana, nel Parco Archeologico Nazionale dei Tauriani. Il centro storico, tra caffè accoglienti e negozi caratteristici, riflette la tradizione artistica e culturale della cittadina. Palmi è infatti animata da un gran numero di eventi artistici, religiosi e gastronomici: oltre alla Processione della Varia, l’Estate Palmese offre sagre, concerti, spettacoli teatrali e la Fiera di San Rocco, in omaggio al santo patrono.