Niente cartoni animati o costumi da supereroi, ma maschere arcaiche, uomini-albero e antichi riti legati al mondo contadino. Carnevale 2026 nei borghi italiani è una delle migliori occasioni per (ri)scoprire un patrimonio culturale vecchio di secoli.

Come si celebra il Carnevale fuori dalle grandi città? Se il Carnevale di Venezia, quello di Viareggio o la storica battaglia delle arance di Ivrea sono appuntamenti ormai famosissimi, esistono ancora celebrazioni più o meno conosciute tra i borghi più belli del nostro Paese. Qui l’atmosfera carnevalesca è qualcosa di più, un momento di passaggio legato a un passato rurale, pastorale e agricolo delle comunità di piccole frazioni alpine o scenografici centri medievali.
Tradizionalmente collocato nei giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri, il Carnevale segna innanzitutto la fine dell’inverno e l’avvicinarsi della primavera. Il suo significato originario è perciò legato al ciclo della natura, quando si passa da un periodo di privazione a uno di rinascita: non a caso, l’etimologia latina carnem levare richiama l’ultimo banchetto prima dell’inizio della Quaresima. Nei borghi, sacro e profano si intrecciano ancora oggi, e molte consuetudini di origine pagana hanno assunto nel tempo una valenza cristiana, senza perdere il loro carattere arcaico.
Andiamo allora a scoprire alcuni delle feste carnevalesche più curiose e affascinanti tra i borghi italiani, dove ancora vengono inscenati riti e usanze che raccontano delle nostre radici più profonde e lontane.

Le maschere cornute del Carnevale di Aliano

Quando? Da metà febbraio a inizio marzo – Il Carnevale di Aliano è uno degli appuntamenti più particolari della Basilicata e si distingue per la presenza delle celebri maschere cornute, protagoniste assolute della festa. Le maschere, realizzate artigianalmente in argilla e cartapesta, raffigurano creature grottesche e demoniache, con corna accentuate e grandi nasi pendenti. Il loro aspetto è volutamente addolcito da grandi cappelli colorati, decorati con una penna di gallo e lunghi filamenti di carta.
Il corteo è accompagnato dalla musica di organetti, cupa cupa e pacchiane, strumenti antichi della tradizione lucana, un tempo utilizzati anche da pastori e contadini. Il Carnevale di Aliano segna simbolicamente il passaggio dall’inverno alla Quaresima, e la conclusione dei festeggiamenti è rappresentata dal rogo di una delle maschere, gesto che sancisce la fine del periodo carnevalesco. Questa tradizione è citata anche nel romanzo Cristo si è fermato a Eboli, in cui Carlo Levi descrive le maschere cornute e le improvvisazioni in dialetto messe in scena dai figuranti. Imperdibili poi i piatti della tradizione come i frizzuu e gli gliummrell, oltre ai tanti eventi collaterali, incontri e appuntamenti che animano il borgo durante il periodo di festa.

Carnevale nei borghi: Aliano
Maschera con corna e cappello ad Aliano, provincia di Matera

La foresta che cammina a Satriano di Lucania

Quando? 14 e 15 febbraio – Sempre in Basilicata, il Carnevale di Satriano di Lucania è conosciuto per la figura del Rumita, l’eremita-albero che dà vita alla celebre “foresta che cammina“. Il protagonista del rito è un uomo interamente ricoperto di foglie di edera, pianta tipica dei boschi che circondano il borgo, simbolo del legame profondo tra l’uomo e la natura. Si svolge nel fine settimana che precede il Martedì Grasso ed è uno dei pochi riti arborei e ancestrali sopravvissuti in Italia, probabilmente risalente all’epoca normanna.
I Rumiti percorrono in silenzio le strade del paese bussando alle porte con il fruscio, un bastone con rami, e lasciando un auspicio in cambio di un piccolo dono. In questa occasione, a Satriano si riuniscono 131 Rumita, uno per ciascun comune lucano, dando forma a un suggestivo corteo verde. In tempi più recenti si è trasformato anche in un momento di protesta sociale, portatore di un messaggio ecologista e di sensibilizzazione ambientale. Durante le celebrazioni sfileranno anche altre maschere tradizionali, come l’Orso e la Quaresima, insieme alla Festa della Zita, un “matrimonio” dove le donne sono uomini e viceversa. Il Carnevale di Satriano di Lucania è anche riconosciuto come evento green. Verranno inoltre piantati alberi in collaborazione con le scuole del paese nell’ambito di progetti di educazione ambientale per compensare le emissioni di CO2.

Le Mash-kr del Carnevale di Tricarico

Quando? 15 febbraio – A Tricarico, il Carnevale ruota attorno alle Mash-kr, le maschere tradizionali che raffigurano il Toro e la Mucca. Le due maschere si distinguono innanzitutto per l’abbigliamento: la Mucca indossa un grande cappello a falda larga, coperto da un velo bianco e ornato da lunghi nastri colorati che scendono fino alle caviglie. Il Toro, al contrario, è riconoscibile dal copricapo nero, decorato con nastri rossi. Si celebra in due momenti dell’anno: il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, e la domenica che precede il Martedì Grasso, quando si svolge la sfilata principale. All’alba, il silenzio del borgo viene interrotto dal suono profondo dei campanacci, agitati con forza dalle maschere per annunciare l’inizio dei festeggiamenti. Guidato da un massaro o da un vaccaro, il corteo si muove verso la chiesa di Sant’Antonio Abate e poi attraversa i quartieri storici della Rabatana, della Saracena e della Civita. La sfilata rievoca la transumanza, interrotta dai “Tori” che si lanciano in una corsa improvvisa, inscenando l’accoppiamento con le Mucche, richiamo ad antichi riti di fertilità legati alla rinascita della natura.

Marascons, maschera tradizionale del Carnevale Ladino
Marascons, maschera tradizionale del Carnevale Ladino

Carnevale Ladino in Val di Fassa

Quando? Dal 17 gennaio al 17 febbraio – In Val di Fassa, nel cuore del Trentino, il Carnevale non comincia con coriandoli e carri, ma con un gesto simbolico che si ripete da secoli: il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, quando si dice deslea carnascèr, “sciogliere le briglie al Carnevale”. È da questo momento che nei piccoli borghi di Penià e Alba, frazioni di Canazei, prendono forma i riti più antichi del Carnevale Ladino.
A custodire questa tradizione è il Gröp de la Mèscres de Dèlba e Penìa, accompagnando la valle fino al Martedì Grasso con sfilate, feste e rappresentazioni teatrali in lingua ladina. Le protagoniste sono le faceres, maschere in legno intagliate artigianalmente, indossate da personaggi diventati simbolo del Carnevale. Il Lachè, elegante e mediatore del corteo, guida le maschere con gesti misurati; i Marascons, sempre in coppia o in gruppo, avanzano facendo risuonare i campanacci legati alla cintura; il Bufon, infine, introduce la nota più ironica e dissacrante. Insieme a loro sfilano anche le maschere di gruppo, divise tra quelle più aggraziate (mèscres a Bel) e quelle volutamente grottesche (mèscres a Burt).

Carnevale della Coumba Frèida

Quando? Dal 10 gennaio al 17 febbraio – Nella Valle del Gran San Bernardo e in Valpelline, l’inverno è lungo e il freddo intenso, tanto che queste terre sono conosciute da sempre come Coumba Frèida, la “conca fredda”. Eppure, proprio a febbraio, il gelo lascia spazio a uno dei Carnevali più singolari della Valle d’Aosta. Il Carnevale della Coumba Frèida non è legato a un solo paese, ma si svolge in diversi comuni della zona, che condividono maschere, riti e consuetudini simili.
Al centro della festa ci sono le landzette, figure inconfondibili che rievocano, secondo la tradizione, il passaggio delle truppe napoleoniche attraverso il Colle del Gran San Bernardo nel 1800. I loro costumi, confezionati interamente a mano, sono ricchi di colori, perline e piccoli specchi cuciti sugli abiti e sui cappelli, pensati per riflettere la luce e tenere lontane le influenze negative.
Durante i giorni di Carnevale, le maschere attraversano i borghi, entrano nelle case, ballano nelle piazze e condividono cibo e vino con chi le accoglie. A testimoniare quanto questa tradizione sia radicata, ad Allein esiste anche un museo dedicato al Carnevale della Coumba Frèida. I prossimi Carnevali della Coumba Frèida in programma:

  • Étroubles: 12-13 febbraio 2026;
  • Roisan: 14-17 febbraio 2026;
  • Saint-Oyen: 14 febbraio 2026;
  • Allein: 15-17 febbraio 2026:
  • Saint-Rhémy-En-Bosses: 15 e 17 febbraio 2026.
Maschere della Coumba Frèida, la “conca fredda”
Maschere della Coumba Frèida, la “conca fredda”, in Valle d’Aosta

Il Carnevale danzante di Bagolino

Quando? Dal 15 al 17 febbraio – Il Carnevale di Bagolino è uno dei più antichi del Nord Italia e si svolge nell’omonimo borgo montano della Valle Sabbia, in provincia di Brescia. I protagonisti sono i Balarì, i ballerini, che danzano a volto coperto indossando costumi tradizionali riccamente decorati. Le danze sono accompagnate dai Sonadur, suonatori di violino e chitarra che eseguono melodie originali, diverse da quelle della tradizione popolare di altre regioni settentrionali.
L’isolamento geografico del borgo ha, infatti, contribuito a preservare nel tempo sia le musiche sia le figure dei balli. Durante i giorni di Carnevale ballerini e musicisti attraversano le vie del paese esibendosi davanti alle abitazioni. Ci sono poi i Maschèr, maschere che rappresentano il mondo contadino con atteggiamenti volutamente caricaturali.
I costumi tradizionali, il Ceviòl per gli uomini e la Guenel per le donne, sono accomunati dall’uso degli zoccoli chiodati, il cui suono accompagna i movimenti lungo le strade del borgo. Figura di raccordo è il Paiasso, incaricato di mantenere l’ordine durante le danze e nei momenti più affollati.

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Balarì, i ballerini che danzano a volto coperto a Bagolino

Lu bov fint del Carnevale di Offida

Quando? Dal 17 gennaio al 17 febbraio – Il Carnevale di Offida si svolge nel centro storico di Offida, splendido borgo del Piceno, nelle Marche. Le sue origini risalgono al XVI secolo, e sono due gli eventi principali. Il primo, in programma venerdì 13 febbraio, è lu Bov Fint, la corsa del bove finto, una grande sagoma che attraversa i vicoli del centro storico in memoria di antichi riti propiziatori. Il secondo è la notte dei Vlurd, in programma il Martedì Grasso (17 febbraio), quando fasci di canne e paglia vengono incendiati e portati in corteo fino alla piazza principale, dove si svolge il falò conclusivo.
Il Carnevale di Offida comprende poi veglioni in costume, sfilate e momenti di festa organizzati dalle congreghe, associazioni storiche che ogni anno ricevono simbolicamente le chiavi della città per aprire i festeggiamenti. La maschera tradizionale è il guazzarò, una tunica di tela bianca bordata di rosso che richiama l’abbigliamento contadino di un tempo e che viene indossata sia dagli abitanti sia dai visitatori.

Carnevale di Tempio Pausania e il rogo di Re Giorgio

Quando? Dal 12 al 17 febbraio – Conosciuto anche come Carrasciali Timpiesu, il Carnevale di Tempio Pausania è una delle manifestazioni carnevalesche più importanti della Sardegna e si svolge nel centro della città, dove sfilano monumentali carri allegorici. Il protagonista assoluto è Re Giorgio, un fantoccio che rappresenta il potere e diventa, per la durata della festa, il bersaglio della satira collettiva.
Il Carnevale inizia il Giovedì Grasso con il suo ingresso trionfale in città, seguito dalla prima grande sfilata. La domenica successiva va in scena il matrimonio con la popolana Mannena, a cui segue la nascita dell’erede destinato a diventare Re Giorgio nell’anno successivo. Tutto finisce il Martedì Grasso, quando Re Giorgio viene processato e bruciato in piazza. Il rogo segna la fine del Carnevale e rappresenta un rito che, secondo la tradizione, allontana i mali accumulati durante l’anno e annuncia l’arrivo della bella stagione.

Il Carnevale storico di Mamoiada, tra Mamuthones e Issohadores
Mamuthones avvolti in pelli scure, con i tradizionali campanacci

I Mamuthones e gli Issohadores del Carnevale di Mamoiada

Quando? Dal 15 al 17 febbraio – A Mamoiada, nel cuore della Sardegna, si tiene uno dei Carnevali più belli e famosi d’Italia. Le sue origini, in parte avvolte nel mistero, sono legate a pratiche precristiane connesse al mondo agro-pastorale e al ciclo della natura. Le figure centrali sono i Mamuthones e gli Issohadores, protagonisti di una processione solenne che attraversa le vie del borgo.
I Mamuthones, avvolti in pelli scure e curvi sotto il peso dei campanacci, avanzano con un passo lento e cadenzato, facendoli suonare in modo ritmico. Il loro movimento conferisce al Carnevale un’atmosfera intensa e quasi rituale. Insieme a loro sfilano gli Issohadores, riconoscibili dagli abiti chiari con dettagli rossi e dalla fune con cui catturano simbolicamente gli spettatori, gesto considerato di buon auspicio. Le sfilate principali sono in programma domenica 15 febbraio e martedì 17 febbraio, mentre la tradizionale Pentolaccia chiude i festeggiamenti nei giorni successivi, segnando il passaggio verso la Quaresima.

Tra le maschere alpine del Carnevale di Lajetto

Quando? Domenica 15 febbraio – Il Carnevale di Lajetto si svolge nell’omonima borgata montana del comune di Condove, in bassa Val di Susa, a circa 1.000 metri di quota. È uno dei carnevali alpini più particolari del Piemonte, recuperato grazie all’impegno delle associazioni locali dopo una lunga interruzione dovuta allo spopolamento delle montagne nel secondo dopoguerra.
Al centro della festa ci sono le Barbuire, maschere che danno vita a una giornata volutamente fuori dagli schemi. I personaggi si dividono in due grandi gruppi: i Belli – il Dottore, il Soldato, i due Arlecchini, il Monsù e la Tòta – figure eleganti e ordinate che rappresentano autorità e classi privilegiate, e i Brutti, maschere grottesche e animalesche, protagoniste di scherzi, dispetti e comportamenti provocatori. Tra questi ultimi spicca il Pajasso, uomo selvatico ricoperto di pelli, con corna e campanacci, simbolo delle forze primordiali e del ciclo delle stagioni. Proprio il Pajasso chiude il Carnevale decapitando (oggi simbolicamente) il gallo, come segno della morte dell’inverno che apre idealmente la strada alla primavera.