La cessione delle emissioni è un meccanismo a cui le case automobilistiche europee stanno ricorrendo sempre di più, per far fronte al calo di vendite nel settore e ai limiti UE per la riduzione delle emissioni di CO2. Ecco di cosa si tratta.
Il sistema della cessione delle emissioni, a cui fa da controparte l’acquisto dei crediti di carbonio (carbon credits), dà vita a uno scambio di quote tra imprese o istituzioni. Ciò permette di abbassare la media delle emissioni complessive di gas serra e limitare le sanzioni.
Tali crediti consistono in autorizzazioni che consentono a un’azienda di emettere una determinata quantità di anidride carbonica, quando, ad esempio, non riesce a mantenersi all’interno dei limiti di legge.
Nell’industria automotive, i crediti vengono acquistati da produttori di auto elettriche, come Tesla e Polestar (gruppo Geely) che hanno accordi con le case europee. E che spingono, inoltre, per incrementare le infrastrutture di ricarica elettrica.
Crediti di carbonio: cosa sono
Come accennato, si definisce credito di carbonio qualsiasi tipo di certificato finanziario che autorizzi un’azienda a emettere una determinata quantità di tonnellate di anidride carbonica o gas serra equivalente (tCO2e). A ogni credito corrisponde una tonnellata di CO2.
Il mercato dei crediti di carbonio è uno dei piani per diminuire le emissioni inquinanti, nell’ottica di contrastare i cambiamenti climatici. Tale scambio, considerando gli obiettivi di transizione ecologica stabiliti dall’Unione Europea per i prossimi decenni (tra cui lo stop alle auto termiche nel 2035), potrebbe diventare sempre più centrale.
I crediti generati dai programmi di riduzione dell’impronta ecologica (dalla riforestazione alla mobilità sostenibile) costituiscono un valore di scambio non solo tra partner commerciali, ma anche tra un’azienda e i suoi clienti interessati volontariamente a mitigare l’impatto ambientale nelle proprie attività.
Cessione emissioni: come funziona in UE
L’Unione Europea ha implementato l’EU ETS (European Union Emissions Trading System), il sistema di scambio di quote di emissioni dell’Unione Europea. È il principale strumento per controllare le emissioni, attraverso la quotazione monetaria delle stesse e il mercato tra aziende e stati, e favorire la decarbonizzazione.
La UE stabilisce un tetto massimo alle emissioni totali di determinati gas serra consentite per tutti i partecipanti del sistema. Si tratta principalmente industrie operanti in settori ad alta intensità (trasporti, auto, energia). Tale limite, così come il numero di crediti scambiabili, si riduce progressivamente nel tempo, per dirigersi sempre più verso un abbassamento generale dell’impatto ambientale.
Il sistema della cessione di emissioni funziona così. Un’impresa acquista da un’altra crediti per emettere una quantità di CO2 o gas equivalenti. Le imprese che riescono a emettere meno delle loro quote, possono vendere quelle in eccesso alle imprese che invece hanno bisogno di emettere di più senza incappare nelle multe ai costruttori.
Il fine è creare un incentivo economico per ridurre le emissioni e investire in tecnologie più pulite e in progetti ambientali (ma occhio al sustainability washing). Chi sta sotto il limite, può vendere la differenza e generare profitti. Ma il sistema è flessibile: può anche decidere di spenderli per compensare ulteriormente le proprie emissioni.
La cessione emissioni nell’industria dell’auto
A fronte delle difficoltà del comparto automotive e il calo delle vendite di veicoli in Europa sia termici che a batteria, i gruppi di produttori si sono organizzati per acquistare crediti di carbonio da marchi “elettrici” come Tesla e Polestar. Questi, infatti, producendo veicoli a zero emissioni, si trovano ben al di sotto dei limiti UE in fatto di CO2. Quindi dispongono di crediti di carbonio in eccesso da rivendere.
A rivolgersi a Tesla sono Stellantis, Ford, Toyota, Mazda e Subaru. Invece Mercedes-Benz farà pooling agreements con Smart e Volvo (che controlla Polestar nella holding Geely). Da sottolineare che per Tesla le vendite di crediti di carbonio hanno fruttato nei primi nove mesi del 2024 il 3% delle entrate totali. Per Volvo i proventi sono minori (0,3% nello stesso periodo).
La UE ha stabilito che nel 2025 la media delle emissioni delle auto immatricolate da ogni costruttore non deve superare i 93,6 grammi di CO2 per chilometro. Ogni grammo in eccesso costa 95 euro di multa, per cui è facile arrivare a livelli milionari.








