Da Milano a Modena in poco più di due ore di autostrada: abbastanza per attraversare uno dei corridoi più ricchi d’Italia, dove la pianura padana si trasforma piano piano in un susseguirsi di piazze medievali, campanili romanici e profumi di cucina che non somigliano a nessun altro posto al mondo.
Il percorso tra Milano e Modena segue l’A1, l’Autostrada del Sole, che attraversa prima la Lombardia e poi si immerge in Emilia Romagna, lasciandoti scivolare tra una città e l’altra lungo l’antica direttrice della Via Emilia. La tratta è di circa 180 km, quasi tutta in pianura.
Modena, la destinazione finale, ospita ogni anno la Motor Valley – è qui che nascono Ferrari, Lamborghini, Pagani e Maserati – ma è anche la città del Duomo patrimonio UNESCO e fa parte della Food Valley, dove i piatti tipici emiliani, tutti da provare almeno una volta, creano un itinerario gastronomico unico al mondo.
Prima di partire, organizzati con cura: leggi la nostra guida per calcolare il pedaggio, la distanza e i tempi di percorrenza così da non avere sorprese sulla viabilità. Lungo il tragitto, tieni d’occhio il traffico in tempo reale per scegliere il momento migliore per metterti in strada e sfrutta i servizi di telepedaggio per passare i caselli senza perdere tempo.
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Calcola oraDove fermarsi in un viaggio da Milano a Modena
Ogni tappa tra Milano e Modena vale una sosta: Piacenza, Parma e Reggio Emilia sono tre città che spesso si sorpassano sull’autostrada senza fermarsi, eppure ognuna ha un’identità precisa, costruita su secoli di storia, arte e cultura gastronomica che non hanno eguali.
Piacenza
Piacenza è la prima città emiliana che incontri lasciandoti la Lombardia alle spalle: è una soglia, un luogo di confine dove si mescolano influenze padane e cultura emiliana. Il cuore della città è Piazza Cavalli, una delle piazze medievali più belle d’Italia, sovrastata dal Palazzo Gotico – raro esempio di architettura gotica civile del Nord Italia – e dai due bronzi equestri del Mochi (1620–1625), che raffigurano i duchi Ranuccio e Alessandro Farnese.
A pochi passi, il Duomo romanico ti accoglie con la sua mole imponente e con gli affreschi del Guercino e del Procaccini nelle cupole. Vale la pena prolungare la passeggiata fino a Palazzo Farnese, che ospita i Musei Civici e le loro sorprendenti collezioni: il misterioso Fegato Etrusco – una riproduzione in bronzo del fegato di una pecora usato per le profezie degli aruspici – e un Tondo attribuito a Botticelli da soli valgono la sosta. Le Mura Farnesiane offrono un percorso verde affacciato sul Po, perfetto per smaltire le ore di guida prima di riprendere il viaggio.
A tavola, Piacenza sa essere generosa: la coppa piacentina DOP, la pancetta e il Gutturnio – il vino rosso frizzante dei Colli Piacentini – qui sono i protagonisti di qualsiasi pranzo degno di questo nome.
Parma
Questa è forse la città più celebre tra le tappe dell’itinerario, e con ottime ragioni. Dal 2015 infatti Parma è Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, grazie ai piatti tipici che la consacrano quale città principale della Food Valley: qui nascono il Prosciutto di Parma DOP, il Parmigiano Reggiano, il Culatello di Zibello e una serie di eccellenze che il mondo intero prova a imitare, ma il cui sapore autentico si trova solo qui.
Piazza del Duomo è uno degli insiemi architettonici più armoniosi d’Italia: il Duomo romanico dell’XI secolo, con il ciclo di affreschi di Correggio nella cupola, e il Battistero in marmo rosa di Verona, con la facciata a logge sovrapposte, si fronteggiano in un silenzio che invoglia al raccoglimento.
A breve distanza, il Complesso della Pilotta è imperdibile: al suo interno, il Teatro Farnese (1618) è uno dei teatri lignei più grandi e meglio conservati d’Europa, mentre la Galleria Nazionale ospita opere di Leonardo, Van Dyck e Correggio.
Reggio Emilia
Se non l’hai mai visitata, Reggio Emilia è una città che ti sorprenderà. È qui che nel 1797 venne adottato per la prima volta il Tricolore italiano: un primato storico che la città celebra nel Museo del Tricolore, affacciato su Piazza Prampolini, il salotto cittadino circondato dal Palazzo del Comune, dalla Torre dell’Orologio e dal Palazzo delle Notarie.
Poco distante si apre Piazza San Prospero, custodita da sei leoni di marmo rosso di Verona che introducono all’omonima Basilica del Cinquecento: il campanile ottagonale è il simbolo della città e si vede da lontano. Passeggiando lungo i portici del centro – parte di quella tradizione porticata che attraversa tutta la regione – si incrociano botteghe, mercati e locali dove fermarsi per un caffè o un aperitivo.
Non può mancare, neanche qui, un omaggio al Parmigiano Reggiano: Reggio Emilia ne condivide la denominazione con Parma e visitare un caseificio della zona è una di quelle esperienze che cambieranno per sempre il modo in cui guardi una forma di formaggio.








