Sarà possibile, prima o poi, acquistare un’auto elettrica a 15 mila euro anche in Europa? La UE “spinge” le case produttrici a immettere sul mercato modelli economici. Bruxelles punta sul rilancio del segmento delle city car a batteria: cerchiamo di saperne di più.

Quella di proporre auto elettriche economiche è una delle grandi sfide in atto per rendere la mobilità sostenibile davvero alla portata di tutti e la transizione ecologica una prospettiva concreta. Infatti, i prezzi standard delle auto elettriche si stagliano tra i 30 e i 40 mila e oltre, risultando particolarmente impegnativi o del tutto inaccessibili per molte persone.

Grazie agli incentivi auto elettriche 2025, in Italia come nel continente a seconda delle varie normative, è possibile entrare in possesso di modelli sotto i 20 mila euro o comunque di una vasta gamma di modelli con incentivi. Ma quando arriveranno stabilmente e su larga veicoli elettrici a prezzi di listino contenuti? La Unione Europea lancia la sfida.

Auto elettrica da 15 mila euro: il sostegno UE

Dopo aver varato lo stop ai motori termici dal 2035, nonostante un dibattito tuttora aperto e con possibili modifiche all’orizzonte, la UE prosegue nel suo piano per un futuro all’insegna della mobilità elettrica. Una particolare attenzione sarà rivolta al segmento delle city car elettriche.

Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale della Commissione Europea, a margine del Consiglio Competitività della UE, ha parlato della possibilità di sostenere i costruttori automobilistici per introdurre sul mercato modelli di piccole vetture BEV dal costo compreso tra 15 e 20 mila euro.

Una strategia per ravvivare il settore automotive già annunciata dalla presidente della CE Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione. Inoltre, nei prossimi mesi si aggiungeranno iniziative a favore dell’elettrificazione delle flotte aziendali, delle auto a guida autonoma e per la produzione di batterie delle auto elettriche.

La sfida alle city car asiatiche

Quella di puntare su citycar elettriche più “popolari” è una strada già largamente intrapresa in Asia. A partire dalle compatte kei car giapponesi fino ad arrivare alla sorprendente Wuling. Vale a dire la piccola cinese che in patria viene proposta dai concessionari a un prezzo record, equivalente a circa 4.000 euro. Un livello che, allo stato attuale, sembra impossibile da eguagliare dalle nostre parti.

Tuttavia la direzione intrapresa sembra piuttosto chiara: le auto elettriche dovranno abbassarsi di prezzo. Ci sono case produttrici che hanno già capito l’antifona. È il caso della Dacia, che ha lanciato con successo la Dacia Spring. Un modello di city car il cui listino parte attualmente da 14.900 euro. In generale, nei prossimi anni vedremo indubbiamente in numero via via maggiore auto elettriche più economiche in uscita.

A un’inevitabile crescita del numero di auto elettriche in circolazione (in Italia a settembre 2025 sono oltre 327 mila, secondo i dati Motus-E) dovrà parallelamente evolversi tutto il sistema green. In primis, sarà imprescindibile una rete di infrastrutture di ricarica elettrica sempre più capillare ed efficiente.

L’opportunità degli incentivi auto elettriche

In attesa che il prezzo delle vetture BEV diventi stabilmente accessibile su larga scala, in Italia è in arrivo un’importante opportunità per chi desidera guidare con zero emissioni di CO2: gli incentivi auto elettriche 2025 al via dal 15 ottobre.

Lo Stato offre contributi fino a 11.000 euro a chi ha in mente l’acquisto di un’auto elettrica dal prezzo massimo di 42.700 euro IVA inclusa (35.000 senza IVA). Sono obbligatori la rottamazione di auto con motore termico fino a classificazione Euro 5, reddito ISEE fino a 40.000 euro e residenza in una delle aree urbane funzionali (FUA).

Si aprono dunque interessanti occasioni, ad esempio, per ottenere modelli con più autonomia con l’ecobonus e modelli scontati di grande richiamo quali la Fiat Grande Panda, la Renault 5, la BYD Atto 2 e molti altri ancora. L’onda verde sta arrivando, e non è quella dei semafori.

Fonte foto: sito Dacia.