Da diversi anni si dibatte sulla possibilità di vivere in città senza auto. In effetti esistono già dei casi virtuosi, come Pontevedra, in Spagna. Ma non è l’unico.
Immaginare una città senza auto può sembrare utopico, ma sempre più centri urbani in Europa stanno dimostrando che è possibile. Aria più pulita, meno rumore, maggiore sicurezza stradale e una migliore qualità della vita sono i principali obiettivi delle amministrazioni che scelgono di limitare o eliminare del tutto la circolazione delle automobili.
Ma cosa serve davvero per diventare una città “car-free”? E quali sono gli esempi più riusciti? In questo articolo andiamo a scoprire come le città europee stanno provando ad affrancarsi dall’utilizzo dell’auto e gli esempi più virtuosi.
Pontevedra, la pioniera delle città senza auto

Nel panorama europeo, la città di Pontevedra, nel nord-ovest della Spagna, in Galizia, è uno degli esempi più emblematici. Dal 1999, sotto la guida del sindaco Miguel Anxo Fernández Lores, la città ha avviato una profonda trasformazione urbanistica e culturale per eliminare progressivamente il traffico veicolare privato dal centro storico e dalle zone ad alta densità abitativa.
Oggi, il 70% degli spostamenti avviene a piedi o in bici. Le auto sono state bandite da quasi tutto il centro, ad eccezione dei mezzi pubblici, delle consegne in orari specifici e dei residenti con permessi. Il risultato? Incidenti stradali quasi azzerati, aria più pulita e un centro città che ha riconquistato il suo ruolo di spazio pubblico e luogo di incontro.
Ma il cambiamento non è stato solo infrastrutturale. Pontevedra ha investito in comunicazione, partecipazione dei cittadini e servizi di prossimità, dimostrando che una città senza auto non è solo questione di divieti, ma di costruire un’alternativa valida.
Il quartiere Vauban di Friburgo

A Friburgo, nel sud-ovest della Germania, si trova uno dei quartieri più noti per l’approccio ecologico e a bassa dipendenza dalle auto: Vauban. Nato negli anni ’90 nell’area di un’ex base militare francese, questo quartiere è diventato un vero e proprio modello urbanistico per la mobilità sostenibile. Non è del tutto privo di auto, ma è stato progettato in modo tale da scoraggiarne fortemente l’uso quotidiano.
All’interno di Vauban, la maggior parte delle strade è riservata a pedoni e ciclisti, mentre le auto non possono sostare sotto casa né parcheggiare liberamente lungo le vie.
I residenti che possiedono un’auto sono tenuti a lasciarla in apposite autorimesse poste ai margini del quartiere, e devono sottoscrivere una dichiarazione in cui si impegnano a non farne un uso abituale. La vita quotidiana è pensata per funzionare senza veicoli privati: il quartiere è servito da una linea tramviaria rapida e integrata con il centro città, e dispone di numerosi servizi nelle immediate vicinanze, come scuole, negozi, centri medici e spazi pubblici, tutti raggiungibili a piedi o in bicicletta.
Wengen, la città dove si arriva solo in treno

Situato nell’Oberland bernese, a circa 1.274 metri di altitudine, Wengen è un villaggio alpino incastonato tra le montagne, affacciato sulla spettacolare valle di Lauterbrunnen e ai piedi della Jungfrau. Non si tratta di una città in senso stretto, ma di una località turistica montana molto apprezzata, soprattutto per gli sport invernali.
Wengen è completamente chiusa al traffico automobilistico. L’accesso avviene esclusivamente in treno tramite la ferrovia a cremagliera Wengernalpbahn, che collega Lauterbrunnen a Wengen e prosegue poi fino a Kleine Scheidegg. Chi arriva in auto deve lasciare il proprio veicolo a Lauterbrunnen, dove c’è un ampio parcheggio multipiano appositamente pensato per i visitatori di Wengen. Da lì si prende il treno per salire in paese. All’interno del villaggio, gli spostamenti avvengono a piedi, con slitte d’inverno, o tramite piccoli veicoli elettrici utilizzati per il trasporto merci e alberghiero.
Zermatt ha chiuso il traffico privato a motore

Situata nel Canton Vallese, ai piedi del maestoso Cervino, Zermatt è interamente chiusa al traffico privato a motore, una scelta che ha contribuito a preservarne l’ambiente naturale e l’atmosfera tranquilla. Per raggiungerla, bisogna lasciare l’auto a Täsch, un villaggio a 5 km di distanza, dove si trovano grandi parcheggi coperti. Da lì, si sale a bordo del treno navetta del Matterhorn Gotthard Bahn, che impiega circa 12 minuti per raggiungere il centro del paese.
All’interno di Zermatt, le auto private sono vietate: ci si muove a piedi, in bici oppure con piccoli veicoli elettrici autorizzati, utilizzati per il trasporto merci, hotel e taxi locali. Non ci sono semafori né traffico, e la qualità dell’aria è tra le migliori dell’arco alpino.
A Hydra si circola a dorso d’asino

Hydra (o Ídra) è una delle isole più affascinanti del Golfo Saronico, a sud di Atene, e ha una particolarità che la rende unica: è completamente priva di auto. In questa isola greca dal fascino autentico, non circolano veicoli a motore. Le uniche eccezioni sono i mezzi di emergenza, come ambulanze o camion dei pompieri, ma per tutto il resto – trasporti, spostamenti, consegne – si utilizzano asino, muli, cavalli e carrelli trainati a mano.
Le strette strade lastricate del centro storico, che si sviluppano in salita alle spalle del porto, non sono adatte al passaggio di auto e il paesaggio urbano ne ha beneficiato: nessuna invasione di parcheggi, zero smog, nessun rumore di motori. Solo il suono del mare, il ritmo dei passi e il tintinnio degli zoccoli. Si raggiunge in circa un’ora e mezza di traghetto da Atene (porto del Pireo).
Chamois, l’esempio virtuoso italiano

Chamois, in Valle d’Aosta, a tutti gli effetti uno dei borghi più isolati d’Italia, è un piccolo comune valdostano davvero unico: è l’unico in tutta Italia non raggiungibile da auto. Situato a 1.800 metri di altitudine, su un altopiano affacciato sulla Valtournenche, Chamois non ha strade carrozzabili che lo collegano alla valle. Per arrivarci, bisogna salire in funivia da Buisson, una frazione di Antey-Saint-André.
In alternativa, si può raggiungere a piedi o in mountain bike tramite sentieri di montagna.
Chamois fa parte dell’associazione Alpine Pearls, che riunisce località alpine impegnate nella promozione del turismo sostenibile. È un borgo ideale per chi cerca un contatto autentico con la natura: in inverno si scia, in estate si cammina, si pedala e si osservano le stelle in uno dei cieli più limpidi della regione.
Vivere (quasi) senza auto: la direzione delle capitali europee
Negli ultimi anni, la lotta contro l’inquinamento atmosferico e il traffico urbano ha portato molte città a ripensare radicalmente il proprio modello di mobilità. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle auto private, promuovendo alternative di mobilità sostenibile come il trasporto pubblico, la mobilità dolce (biciclette, monopattini, camminate) e una pianificazione urbana che favorisca la prossimità dei servizi.
Capitali europee come Oslo, Parigi e Milano stanno investendo in ZTL, piste ciclabili protette, pedonalizzazioni permanenti e bonus per chi rinuncia all’auto privata. Le motivazioni sono molteplici: dalla riduzione delle emissioni di CO₂ al miglioramento della salute pubblica, passando per un’idea più inclusiva e accessibile di spazio urbano. Non si tratta solo di mobilità, ma di ripensare il modo stesso in cui viviamo la città.








