Continuano i nostri percorsi on the road all’insegna dello slow tourism: dopo Milano-Roma e Roma-Messina, il viaggio ci porta a Pescara, con partenza da Milano: cinque tappe irrinunciabili alla scoperta delle meraviglie del Nord e Centro Italia. E come sempre: fai il pieno di carburante in un tap, si parte!

Dalla Lombardia fino in Abruzzo, attraverso l’Emilia Romagna e le Marche: è lungo circa 600 chilometri il viaggio da Milano a Pescara, che possono rivelarsi pesanti e faticosi senza fermarsi. Il rischio è quello di perdersi le infinite bellezze che queste terre hanno da offrire. Per rendere il tuo viaggio più appagante, abbiamo selezionato 5 soste – brevi o lunghe, questo lo deciderai tu – tra scorci e sapori indimenticabili.

5 tappe imperdibili in viaggio da Milano a Pescara

Attraversare l’Italia è una preziosa occasione per scoprire tesori inaspettati, borghi nascosti e città ricche di storia, luoghi straordinari colmi di bellezza, di arte, di cultura e di paesaggi incantevoli. Ogni tappa è un’esperienza nel cuore dell’Italia più autentica, pronta a lasciarti a bocca aperta.

La storia della Pianura Padana a Lodi, in Lombardia

Fondata nel 1158 da Federico Barbarossa, in realtà di origini molto più antiche, Lodi è una delle città più ricche di storia della Pianura Padana. Te ne accorgerai passeggiando per le vie del centro storico, davanti a monumenti straordinari come la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, o Duomo di Lodi, e il Palazzo Mozzanica, uno dei principali esempi di architettura rinascimentale lombarda, o sorseggiando un caffè in Piazza della Vittoria, porticata su tutti e quattro i lati.

Il Tempio dell’Incoronata, capolavoro del Rinascimento Lombardo, fu edificato nel 1488 da un allievo del Bramante. All’interno l’ottagono con la cupola e la loggia ospita una decorazione eccezionale, opera della famiglia Piazza, pittori del XVI secolo originari di Lodi, insieme a quattro piccole pale d’altare realizzate dal Bergognone. Nel seminterrato c’è un imperdibile museo, distribuito in tre bellissime sale che custodiscono una collezione di oggetti liturgici dal XVI al XIX secolo.

A breve distanza da Lodi si trova Lodi Vecchio, l’antica Laus Pompeia, fondata dai romani su un precedente villaggio di origine celtica. Da Piazza Santa Maria si possono ancora ammirare i resti della cattedrale antica.

Oltre a una storia ricchissima, Lodi custodisce un’importante tradizione culinaria. Non puoi perderti un assaggio del Granone Lodigiano, considerato il capostipite di tutti i formaggi grana, del salame lodigiano e della Raspadura.

La Reggia Ducale di Colorno, in Emilia Romagna

A pochi chilometri da Parma, la Reggia Ducale di Colorno si affaccia con maestosa eleganza sulla piazza principale del borgo. A partire da una costruzione militare eretta a metà del Trecento per difendere i possedimenti dei signori di di Correggio, la rocca si trasformò, due secoli dopo, in una raffinata dimora signorile che ospitava una vivace corte rinascimentale. Nel XVI secolo, infatti, la contessa Barbara Sanseverino decise di trasformare la rocca in un palazzo nobiliare, il Palazzo Ducale di Colorno, sede di una prestigiosa collezione di dipinti di Raffaello, Tiziano, Correggio e Mantegna.

All’inizio del Settecento, i Farnese, all’epoca duchi di Parma, ristrutturarono la reggia in stile barocco, mentre nel secolo successivo, sotto i Borbone, la reggia subì una serie di interventi in stile rococò che le valsero il soprannome di Versailles Italiana. Quando il Ducato di Parma fu annesso alla Francia, Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone, ne fece una delle sue residenze preferite e la arricchì di un ampio giardino all’inglese punteggiato di fontane.

Oggi la Reggia si compone di oltre 400 ambienti ed è circondata da uno splendido giardino alla francese, che custodisce l’Osservatorio Astronomico e il nuovo appartamento del Duca Ferdinando, entrambi visitabili. Inoltre alcune sale della reggia sono dedicate a mostre temporanee e manifestazioni culturali. Nel cuore della Food Valley, l’edificio è anche la sede dell’ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che offre corsi di alta formazione.

La città della ceramica: Faenza, in Emilia Romagna

Nell’entroterra romagnolo, Faenza ha una ricca tradizione nella lavorazione della ceramica, già evidente nelle eleganti insegne in ceramica che abbelliscono le facciate delle case e dei negozi. Al MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche, potrai ammirare una collezione di reperti provenienti da ogni angolo del mondo.

Nel centro storico si trovano edifici di grande rilievo architettonico e culturale, come la Pinacoteca Comunale, un percorso espositivo con opere dal Rinascimento al Novecento faentino, o come Palazzo Milzetti, il Teatro Masini e la Cattedrale di San Pietro, la cui facciata in laterizio grezzo e mattoni a vista ricorda la Basilica di San Petronio di Bologna. Piazza del Popolo e Piazza della Libertà, adiacenti tra loro, sono adornate dalla seicentesca Torre dell’Orologio, o Torre Civica.

Non perdere l’occasione di assaggiare le specialità locali: i Capricci, una pasta al forno ripiena di prosciutto cotto, spinaci e besciamella, e, se ti trovi qui nel periodo giusto, i Tortelli di San Lazzaro, dolci ripieni di castagne preparati ogni anno la quinta domenica di Quaresima.

Il borgo medievale di Gradara, nelle Marche

Sempre più vicini all’Abruzzo, ci fermiamo in un incantevole borgo nelle Marche: Gradara è conosciuta per l’imponente Rocca, teatro di avventure e intrighi. Proprio questo castello, dominato nei secoli dalle famiglie Malatesta, Sforza e Della Rovere, è stato lo sfondo della storia d’amore tra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, resa immortale nei versi di Dante nel Canto V dell’Inferno. Anche per questa ragione, oggi Gradara è considerata la Capitale del Medioevo, dell’Amore e Città del Gioco.

Il borgo è protetto da due cinte murarie: la cinta esterna, percorribile, è punteggiata da torri maestose e graziosi torricini merlati, mentre quella interna, che separa il borgo dalla Rocca, si raggiunge passando per Porta dell’Orologio e attraversando via Umberto I, tra basse palazzine e botteghe.

La struttura originaria della Rocca risale al 1100 e, grazie agli interventi dei Malatesta, degli Sforza e alle successive modifiche nel Sette e Ottocento, oggi si presenta con una pianta quadrata arricchita da un imponente torrione poligonale sul lato nord-est. La Rocca è aperta al pubblico per esplorare gli interni, con i mobili del XV e XVI secolo e affreschi di rara bellezza. Tra gli ambienti più suggestivi sono imperdibili il camerino di Lucrezia Borgia e la camera di Francesca, mentre tra le opere d’arte rinascimentale esposte spiccano la pala in terracotta invetriata di Andrea della Robbia e la pala di Giovanni Santi, padre di Raffaello.

Un borgo romantico ricco di storia

La Passeggiata degli Innamorati si snoda intorno al castello, mentre i sentieri che attraversano il Bosco di Paolo e Francesca abbracciano la collina, in uno spettacolare panorama sul paesaggio rurale pesarese, con l’occhio che si perde tra i campi coltivati, la vegetazione della macchia mediterranea e un meraviglioso scorcio sul mare.

Il borgo medievale offre anche altri luoghi di grande interesse, come il Museo Storico con la misteriosa grotta, Palazzo Rubini, il Teatro Comunale e il Teatro dell’Aria, che ospita un parco ornitologico e un centro di falconeria, senza dimenticare il percorso di street art “Oltre le Mura”.

Tra le delizie culinarie del borgo, i Tagliolini con la Bomba sono il piatto tipico, una ricetta contadina arricchita da cipolla e lardo, mentre la Amor Piada, la tipica piada della regione, simbolo della passione e della tradizione del territorio, è realizzata con eccellenti farine locali.

Fermo, tra le colline marchigiane

L’ultima tappa si trova a 7 chilometri dalla Costa Adriatica, sulle pendici delle colline che separano le valli del Tenna e dell’Ete Vivo: il borgo di Fermo si sviluppa su un ripido colle dominato dalla Cattedrale e offre paesaggi mozzafiato.

Le origini romane e medievali di Fermo si notano tra le strade strette e tortuose dei vicoli in cotto del centro storico, mentre la sua storia rinascimentale è testimoniata dalle palazzine e dagli edifici disseminati tra corso Cavour, corso Cefalonia e piazza del Popolo, simbolo della città e scenografica terrazza d’ingresso al colle del Girfalco.

Da qui si affacciano i luoghi più interessanti di Fermo. Il rinascimentale Palazzo dei Priori ospita la meravigliosa Pinacoteca Civica e la Sala del Mappamondo, dove si trova il più antico fondo della Biblioteca Civica e che prende il nome dal mappamondo disegnato nel 1713 dal cartografo Amanzio Moroncelli di Fabriano. E ancora il Palazzo Apostolico e il Duomo, con la facciata asimmetrica in pietra d’Istria. Imperdibile è in particolare la loggetta pensile che collega il Palazzo dei Priori a quello degli Studi, con i bellissimi affreschi che ornano le volte. Se visiterai Fermo in agosto, avrai l’occasione di ammirare la Cavalcata dell’Assunta, una rievocazione storica che celebra la Santa della cittadina e che risale al V secolo.