L’estate 2025 non fa sconti: caldo torrido, città da bollino rosso e blackout sempre più frequenti causati dall’allerta caldo. Ma quanto c’è di vero in ciò che leggiamo ogni giorno? Facciamo chiarezza.
L’ondata di calore che ha investito l’Europa non accenna a placarsi. Temperature ben oltre le medie stagionali, fenomeni estremi, infrastrutture sotto stress.
Ieri erano 17 le città italiane da bollino rosso per allerta caldo, oggi sono diventate 18 e giovedì potrebbero aumentare ancora. Il tutto mentre sull’arco alpino e parte degli Appennini si registrano temporali intensi e nubifragi.
Intanto, online circolano notizie di temperature record mai viste, come i presunti 54 gradi a Siviglia. Ma è davvero andata così? Capiamolo insieme.
Allerta caldo: a Siviglia c’erano 54 °C? Sì, ma non come pensi
Nei giorni scorsi ha fatto il giro del web una mappa pubblicata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea), secondo cui, ad esempio, Siviglia avrebbe toccato i 54 °C. Una cifra impressionante, ma da leggere con attenzione. Non si tratta, infatti, della temperatura dell’aria (quella che viene rilevata da termometri a norma), bensì di quella della superficie terrestre.
I satelliti del programma Copernicus, come Sentinel-3, registrano l’energia termica emessa dal suolo, ed è normale che questa sia più elevata: pensiamo all’asfalto sotto il sole a mezzogiorno. La rilevazione, avvenuta il 29 giugno, mostrava valori eccezionali anche in Italia, con 45 °C a Roma e 49 °C a Foggia, ma riguardava la “pelle” della Terra, non l’aria che respiriamo.
Sempre dall’immagine ESA emerge però un dato altrettanto preoccupante: le temperature superficiali del Mar Mediterraneo hanno raggiunto picchi di oltre 5 gradi superiori alla media stagionale. Questo fenomeno è strettamente legato anche alla formazione di temporali intensi, come quelli che hanno colpito le Alpi nelle ultime ore.
Le temperature restano altissime in tutta Europa
Se è vero che i 54 °C erano quelli del suolo, le temperature dell’aria non sono state da meno. A El Granado, in Andalusia, si sono registrati 46 °C reali, un record assoluto per il mese di giugno. A Barcellona, invece, la temperatura più alta dal 1913.
In Francia, ben 84 dipartimenti (l’equivalente delle nostre province) sono finiti in allerta arancione, con punte di 41 gradi. A Parigi è scattato il piano massimo di emergenza, con assistenza rafforzata alle persone fragili e parchi aperti anche di notte. Chiusa persino la Torre Eiffel per il caldo rovente.
In Germania, l’ondata di calore ha costretto diverse scuole a ridurre l’orario scolastico, mentre in Belgio l’Atomium (monumento iconico del Parco Heysel) ha limitato l’apertura a causa del surriscaldamento interno. Aumentano anche gli incendi, come in Portogallo, mentre in Catalogna si registra un tragico bilancio: 43 decessi per cause legate al caldo solo a giugno.
In Italia oggi 18 città da bollino rosso
Anche la Penisola è attraversata da un’ondata di calore intensa e duratura, trainata da un’area di alta pressione subtropicale. Oggi, mercoledì 2 luglio, le città da bollino rosso salgono a 18:
- Ancona;
- Bologna;
- Bolzano;
- Brescia;
- Campobasso;
- Firenze;
- Frosinone:
- Genova;
- Latina;
- Milano;
- Palermo;
- Perugia;
- Rieti;
- Roma;
- Torino;
- Trieste;
- Verona:
- Viterbo.
Domani si aggiungerà anche Pescara, mentre Venezia resta per ora in bollino arancione. In diverse città si sono registrati blackout elettrici, come a Firenze e Bergamo, dovuti con ogni probabilità all’eccessivo carico sulla rete elettrica per l’uso massiccio di condizionatori.
Crescono anche gli accessi in pronto soccorso: secondo la Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (SIMEU) sono aumentati in media del 5-20%. A soffrire maggiormente sono anziani, lavoratori esposti al sole, persone con patologie croniche e fragilità. In Puglia, ad esempio, le chiamate al 118 sono aumentate del 6% nelle ultime settimane.
Non solo allerta caldo: attenzione ai temporali verso il weekend
In parallelo, continuano le allerte meteo per temporali soprattutto nelle zone alpine e appenniniche: Piemonte, Emilia Romagna, Umbria e Abruzzo sono tra le aree più esposte a fenomeni intensi, grandinate e frane. In Alta Valle di Susa, a pochi chilometri da Bardonecchia, un nubifragio ha causato la piena improvvisa di un torrente che ha travolto un ponte nei pressi dell’abitato di Oulx.
Le condizioni rimarranno instabili nei prossimi giorni: tra venerdì e sabato è atteso nuovo maltempo al Nord e al Centro, con temporali, forti raffiche di vento e grandine in città come Milano, Torino e Bologna. L’arrivo di aria più fresca di origine artica farà scendere le temperature anche di 6-8 gradi, portando un temporaneo sollievo ma anche nuove preoccupazioni legate a eventi meteorologici estremi.








